Siate affamati siate folli

Steve Jobs in parole sue

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  • Listino€ 15,00EditoreRizzoliData uscita13/10/2011Pagine192
  • LinguaItalianoEAN9788817054171

Sinossi

Ha da poco lasciato la guida di Apple, ma è già da tempo nella Storia. Le sue azioni e le sue parole sono per molti una guida di riferimento, perché nessuno come lui ha saputo intuire il futuro e innovare le nostre abitudini quotidiane. In questo libro un saggista e biografo, che ne ha seguito la carriera con l’ardore di un fan, ha raccolto e organizzato per argomenti frasi pronunciate o scritte da Jobs in diverse epoche (fino alle sue recentissime dimissioni), dando vita a un distillato del Jobs-pensiero destinato a diventare un cult. Dal futuro del libri (“non legge più nessuno”) a Bill Gates (“un po’ limitato, sarebbe stato di più larghe vedute se da giovane si fosse fatto un acido o fosse andato in un ashram”), dal valore dei soldi (“tutta questa faccenda del denaro è buffa, non certo la cosa più significativa che mi sia capitata”) a quello dei dipendenti (“ciò che siamo sono le nostre idee, le nostre persone... gente che vuole veramente lasciare un piccolo segno nell’universo”), un “dizionario” del più grande visionario e sognatore dei nostri tempi.

Quarta di copertina

Il 24 agosto 2011 Steve Jobs ha annunciato pubblicamente l’intenzione di abbandonare la carica di CEO di Apple: nonostante la sua riservatezza (sulla lettera di dimissioni inviata al consiglio di amministrazione di Apple si faceva solo un generico riferimento alla sua impossibilità a gestire ancora l’azienda al meglio), tutto il mondo sapeva che le sue condizioni di salute erano peggiorate; e tutti sono rimasti con il fiato sospeso in attesa degli sviluppi della malattia sino all’annuncio della sua morte. Dopo aver contribuito a fondare Apple nel 1976, Jobs è tornato alla direzione della sua creatura alla fine degli anni Novanta, traghettandola verso il nuovo millennio con una serie di innovazioni e prodotti che sono diventati un’icona e che hanno fatto di lui – secondo quanto ha scritto il Wall Street Journal – l’uomo più influente della prima decade del XXI secolo. Ha lasciato un segno indelebile in molteplici settori, in altri ha svolto un ruolo creativo enorme: dai personal computer alle app, dall’animazione digitale (con Pixar), alla musica (iTunes e iPod), dalle telecomunicazioni (iPhone) all’editoria (iBook) e, più recentemente, ai tablet (iPad), non c’è prodotto rivoluzionario di massa degli ultimi anni che non porti la sua firma. Riconosciuto e celebrato come il più grande visionario dei nostri tempi, che ha trasformato il modo in cui lavoriamo e giochiamo, ha spiegato lui stesso in molte occasioni – interviste, documenti, discorsi – il suo segreto, ciò che lui chiamava la “vision thing”: la sua abilità senza uguali di immaginare, e di portare con successo sul mercato, prodotti che i consumatori trovano semplicemente irresistibili.

La mia recensione

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