Il flagello di Roma. 390 a. C. L'orda di Brenno distrugge la capitale del mondo
di Michele Gazo
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Sinossi
Mentre i Galli guidati dal condottiero Brenno giungono nei pressi di una città etrusca, alleata di Roma, il legato Quinto Fabio Ambusto viola il "diritto delle genti", uccidendo a tradimento il capo della tribù, padre adottivo di Brenno. Per vendicarne la morte i barbari si spingono fino a Roma per chiedere la testa di Ambusto. I romani, sicuri della propria superiorità, rifiutano di scendere a patti e subiscono una traumatica sconfitta. Roma viene messa a ferro e fuoco. Nello scontro avrà la meglio Brenno che, però, dopo aver ucciso Ambusto, decide di allontanarsi dalla città senza chiedere un ulteriore contributo di sangue, consapevole del fatto che il suo mondo e quello del suo popolo, che vive nel rispetto della natura e in armonia con il creato, è destinato a soccombere con l'avanzata della civiltà romana, con i suoi sistemi di potere e le sue degenerazioni.
Altre informazioni
- Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:Narrativa13, narrativa di ambientazione storica, narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
- Listino€ 9,90EditoreRizzoliCollanaMaxData uscita13/03/2013
- Pagine540FormatorilegatoLinguaItalianoEAN9788817064453
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laFeltrinelli Librerie - Varese
Scritto da chiara il 26 marzo 2013
AZIONE, AVVENTURA E IL FASCINO DI UNA RIEVOCAZIONE SUGGESTIVA SONO ALLA BASE DEL PRIMO ROMANZO STORICO SULLO SCONTRO TRA FURIO CAMILLO E BRENNO, IL CONDOTTIERO CELTA CHE NEL 390 A.C. DISTRUSSE LA CAPITALE DEL MONDO ANTICO. IN UNA TRAMA POTENTE E IMPETUOSA, IL LIBRO CONIUGA IL RITMO AVVINCENTE DI UN BEST-SELLER ALLO SPESSORE LETTERIARIO, E, NARRANDO IL PRIMO CONFLITTO STORICO TRA ROMANI E CELTI, MOSTRA IL CONTRASTO INSANABILE TRA I DUE POPOLI. BATTAGLIE, AVVENTURE, INTRIGHI E COLPI DI SCENA FANNO DI QUESTO ROMANZO UN LIBRO DAVVERO IMPERDIBILE PER CHI CERCA EMOZIONI FORTI E UN INTRECCIO COINVOLGENTE.
Recensioni
chi ben comincia...
Scritto da galliaestomnisdivisa il 15 aprile 2013
lo leggrò tutto, però... non è colpa dell'autore, ma scrivere in copertina "distrugge la capitale del mondo" e (grosso grosso) in 4a di copertina "nessuno aveva mai minacciato le porte di Roma. prima di lui", beh, potevano risparmiarselo... Intanto già nel 508 aC le porte di Roma erano state minacciate dall'etrusco Porsenna re di Chiusi, che appoggiava il rientro dei Tarquini cacciati dalla città l'anno prima. E pare anche che Roma avesse dovuto almeno trattare... Nel 390 (o più probabilmente 386, ma wikipedia è una trappola tentatrice... bastava però vedere: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788842098829/Roma_capta/Roberto_Umberto.html ) la città di Roma non era affatto la capitale del mondo, venendo almeno dopo Persepoli, Atene, Cartagine, Corinto (in ordine sparso), e anche nell'ambito della penisola e dintorni veniva dopo Siracusa e Taranto; diciamo che era una 'potenza media settoriale' . Speriamo che il contenuto compensi questo approccio non proprio eccelso...



