L'ombra di quel che eravamo

di Luis Sepulveda

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€ 9,99

Sinossi

In un vecchio magazzino di un rione popolare di Santiago del Cile, tre sessantenni aspettano impazienti l'arrivo di un quarto uomo. Sono Cacho Salinas, Lolo Garmendia e Lucho Arencibia, ex militanti di sinistra che hanno fatto parte della guardia personale di Allende, costretti all'esilio o alla clandestinità dopo il golpe di Pinochet, e stanno attendendo Pedro Nolasco detto l'Ombra, che li ha voluti riunire per tentare insieme un'ultima, audace azione rivoluzionaria. Nell'attesa i tre amici si raccontano, con ironia e un pizzico di rimpianto, le fughe, le sconfitte, le lotte e le ragioni dei loro anni giovanili, la voglia e il coraggio di lottare ancora. Ma il destino cieco e beffardo ci mette lo zampino, e Nolasco, proprio mentre sta per raggiungere i compagni, muore in modo grottesco, colpito da un giradischi lanciato da una finestra nel bel mezzo di una violenta lite coniugale. Il piano sembra essere fallito per la mancanza del leader, quando Garmendia, ricordandosi l'espressione preferita dell'amico, propone agli altri: "Ce la giochiamo?".

Altre informazioni

Recensioni

Nostalgico e ironico

Scritto da Xayde il 29 dicembre 2010

Un libro comprato d’istinto e senza dubbi dopo parecchi anni che non leggevo Sepulveda. Pur essendo una fan , che ha letto almeno una decina dei suoi libri, l’avevo un po’ lasciato perdere poiché la sue incursioni nel genere noir non mi avevano entusiasmata. Questo romanzo ha riacceso il mio interesse, un interesse istintivo e spontaneo che è stato pienamente soddisfatto. L’autore si è addentrato nel passato drammatico del suo paese mettendo a nudo un senso della nostalgia doloroso e malinconico. Un’operazione nostalgia portata avanti con un’indispensabile ironia poiché il passato è carico di tragedia, di amici morti, di donne torturate, di familiari scomparsi. Ogni personaggio ha un ricordo personale della dittatura, una dittatura i cui responsabili non hanno mai pagato perché il potere protegge il potere, in un simulacro di democrazia. Ancora una volta la cosa importante è la ribellione dei singoli. Questo è ciò che Sepulveda sembra volerci dire: l’unica speranza di giustizia risiede nelle coscienze degli individui.

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La mia recensione

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