
La scultura del Novecento
di Francesco Poli
€ 18,70
( -15%)Consegna gratis nei nostri negozi
- Listino€ 22,00EditoreLaterzaCollanaGrandi opereData uscita19/10/2006
- PagineXIII-228LinguaItalianoEAN9788842080565
Sinossi
Il volume mette a fuoco, con l'ausilio di un ampio apparato illustrativo, le fasi cruciali di rinnovamento delle ricerche plastiche tridimensionali nella storia della scultura del Novecento e le loro specifiche evoluzioni nel tempo, a partire dall'analisi delle opere chiave dei maggiori artisti innovatori.
Recensioni
Complessi e differenti modi della scultura del novecento
Scritto da mariocobuzzi il 10 dicembre 2009
Questo è davvero un ottimo libro,in cui Francesco Poli si assume l'onere di chiarire e mostrare le mutevoli facce e la complessa storia della scultura del secolo scorso;secolo che ha visto un allargamento impensabile prima del significato del termine "scultura";secolo che ha visto sconfinamenti in vari campi,non ultimo il campo della vita stessa. E' un'operazione chiarificatrice,questa,necessaria,perchè neanche la pittura presenta i problemi che le sperimentazioni plastiche del novecento hanno messo in luce,problemi tra l'altro non ancora pienamente chiariti e risolti. Intuizione importante,per cominciare a risolvere la problematica della scultura,è quella proposta dall'autore di suddividere il percorso della ricerca scultorea novecentesca in cinque nodi portanti;certo,questa suddivisione potrebbe portare a schematizzazioni forzate,ma questo è un rischio che Poli supera brillantemente accettando e mostrando il fatto che uno stesso autore può interessarsi a più modi insieme,e non chiudersi quindi in uno solo degli ambiti:paradigmatico di questo possibile atteggiamento sono i casi,ad esempio, di Boccioni,Giacometti,o Schwitters. Altro rischio:quello di allargare eccessivamente l'ambito specifico della scultura,che fa di un oggetto d'arte un'opera autenticamente scultorea:ma questo è un rischio da accettare,giacchè,in mancanza di una chiarezza definitiva sull'argomento e di una certezza critica,non si può escludere nessuna strada. Libro che,per l'ampiezza del tema trattato,può a volte sembrare eccessivamente manualistico,ma questo è un fatto inevitabile. Libro superiore di molto a quello dello Krauss che vorrebbe affrontare lo stesso argomento;certo,la Krauss in "Passaggi" è molto più specifica e meno manualistica,ma tale specificità riguarda sopratutto le sue teorie formaliste,costruite sulla storia della scultura,piuttosto che la scultura stessa,che in questo senso in quel saggio è quasi un'elemento di corredo. Quindi,ottimo libro,che forse paga una scelta di immagini non sempre esaustiva;libro da leggere e su cui meditare.






