
Contro le immagini
Le radici dell'iconoclastia
di Maria Tilde Bettetini
€ 8,50
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- Listino€ 10,00EditoreLaterzaCollanaUniversaleData uscita16/11/2006
- PagineVIII-165LinguaItalianoEAN9788842081401
Sinossi
Quanto potere si racchiude in un'immagine? La Bibbia proibisce di modellare e idolatrare statue e icone, il Corano mette in guardia gli uomini dalla tentazione di voler imitare Dio nel gesto creativo, dando forma a cose e figure e lasciandosi distrarre da 'vaghi colori', lo stesso Platone manifesta disprezzo per i pittori e, per arrivare a un periodo storico più vicino a noi, ancora durante la Rivoluzione francese le immagini sono state caricate di un valore simbolico tale da giustificarne la distruzione a scopo di protesta contro la Corona. Chi si è opposto alla venerazione delle immagini sacre, arrivando fino al gesto estremo di distruggerle, è stato definito 'iconoclasta'. La 'questione iconoclasta', così come si studia nei manuali, riguarda un secolo di battaglie svoltesi tra gli imperatori di Bisanzio e la Chiesa di Roma sul valore delle immagini: a partire dal 726, per motivi politici, economici e religiosi, i bizantini hanno infatti bruciato e distrutto le icone sacre, imprigionando e torturando i monaci che le producevano. Questa lotta ha portato alla luce diverse scuole di pensiero sul valore delle immagini, con radici nel platonismo e nelle religioni monoteiste. Dai platonici agli islamici, dagli ebrei ai cristiani, le differenti forme di iconoclastia che si sono avvicendate nella storia hanno contribuito a plasmare e definire la nostra attuale civiltà, profondamente permeata e condizionata da una onnipresente 'cultura dello sguardo'.
Quarta di copertina
Introduzione – 1. Una dimensione universale – 2. Europa – 3. America – 4. Africa – 5. Asia – 6. Oceania – Per approfondire


