Scritture a perdere

La letteratura negli anni zero

di Giulio Ferroni

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  • Listino€ 9,00EditoreLaterzaCollanaIl noccioloData uscita15/04/2010
  • Pagine104LinguaItalianoEAN9788842092650

Sinossi

”Insieme ad una radicale ecologia dell’ambiente fisico abbiamo sempre più bisogno di un’ecologia della comunicazione, che agisca come ecologia della mente, che liberi le nostre menti dagli scarti infiniti che le tengono in ogni momento sotto assedio, con una variegata catena di manipolazioni a cui ben pochi arrivano a resistere. E nel quadro di un’ecologia della comunicazione è sempre più necessaria un’ecologia del libro e della letteratura, capace di operare distinzioni nell’immenso accumulo del materiale librario prodotto, di cui i Saloni e i molteplici festival del libro pretendono di offrire trionfanti esposizioni”. Gli scaffali sono pieni di libri, la produzione editoriale è debordante di testi ma la letteratura è in pericolo e non sfugge al crollo di modelli, schemi e certezze che si profila sull’orizzonte del nuovo secolo. Giulio Ferroni, acuto osservatore di scritture e linguaggi, non ha dubbi: “la sola risposta al pericolo può stare nell’energia, nella passione, nella responsabilità e nella ricerca dell’essenziale”. E così come il presente ci interroga su questioni che riguardano la sopravvivenza stessa dell’umanità – dall’espansione dello spreco delle risorse alle alterazioni climatiche irreversibili – così è necessario interrogarsi sui cambiamenti che hanno investito la letteratura tradizionale – dai modelli narrativi televisivi ai videogiochi – e immaginare nuove scritture che facciano i conti “con le lacerazioni del presente e chiamino in causa i limiti e le derive del mondo”.

Recensioni

Perfetta analisi

Scritto da Ferne il 19 dicembre 2010

“Oggi assistiamo al paradosso di una letteratura che si moltiplica e contemporaneamente arretra, assediata dall’impero dei media, dalla vacuità della comunicazione, dalla degradazione del linguaggio e della vita civile.” Ferroni attacca la produzione letteraria italiana, rea di non essere in grado di esprimere un messaggio profondo e di non essere più capace di trasmettere quelli che sono i veri valori. “L’italiano qualunque” è felice di leggere il romanzo scritto dal vincitore del ‘Grande Fratello’ o da quello del programma televisivo ‘Amici’! “L’italiano qualunque” non è capace di accorgersi quanto spazio viene sottratto ad una “letteratura possibile” qualitativamente superiore, non è più capace di discriminare preso com’è dal “perpetuo zapping” nel quale ogni dato appare, scompare, si manifesta e si cancella! Ferroni condanna l’Italia, afflitta da una “inflazione della cultura” e ormai diventata un “paese senza”: un paese senza più una letteratura degna del proprio nome, senza un pubblico letterario capace di capire quale sia un buon libro e quale un libro spazzatura, senza una capacità di distinguere un libro della De Filippi ed uno di Vassalli. Tutti questi romanzi oggi permettono solo “di accumulare materiali di scarto” e di far “evaporare ogni dato stilistico”. Persino la critica non è più valida, schiava del ‘mecenate’ per il quale lavora e costretta ad accontentarlo in ogni caso. Ferroni però individua nella “forma ‘breve’ del racconto […] la più adatta a toccare la frammentarietà e la pluralità dell’esperienza” e a “scavarne il senso”. Cita a supporto della sua tesi diversi autori contemporanei, che scrivono per una “letteratura della responsabilità” e che si pongono come obiettivo “la sopravvivenza del mondo e del futuro, per il destino del pianeta e della vita di coloro che verranno”, fornendo loro una cultura “che dia un senso alle loro vite”.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:critica letteraria e teatraleParole chiave laFeltrinelli:teoria della letteratura, studi generali

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