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Tristi Tropici

Lévi-Strauss Claude

Tristi Tropici

Prezzo online:
€ 16,15-15%

 

Listino
€ 19,00
Editore
Il Saggiatore
Collana
Fuori collana
Data uscita
30/10/2008
Pagine
379
Lingua
Italiano
EAN
9788842815457

Dal Mato Grosso all'Amazonia, lo straordinario racconto delle spedizioni etnologiche di Lévi-Strauss presso le tribù indigene del Brasile, tra rigore scientifico e avventura. "Ho cercato la mia strada molto a lungo... In etnologiaa sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l'ho avuta per ragioni inconfessabili: smania di evasione, desiderio di viaggiare." Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono felicemente il senso di Tristi Tropici, resoconto delle spedizioni compiute dall'autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a San Paolo per ricoprire la cattedra di sociologia all'università, il suo interesse per l'antropologia era allo stadio di una passione vaga, non ancora concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato spinsero il giovane studioso a organizzare diversi viaggi di ricerca. Lévi-Strauss entrò così in contatto con diverse tribù autoctone, e potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Da questa esperienza nacque Tristi tropici, la cui grande popolarità presso i lettori si spiega grazie alla sua forma e allo stile di scrittura, ben diversi da quelli di molti saggi antropologici: in un racconto vivo ed emozionante, si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazioni delle innumerevoli avventure quotidiane del ricercatore. Ne emerge il ritratto di un'umanità multiforme, di cui fanno parte villaggi indigeni, piccole colonie del Vecchio mondo e accampamenti di cercatori d'oro, tutti accomunati dallo sforzo di sopravvivere in un ambiente estremo, che spinge al limite la capacità di adattamento della nostra specie.

Parole chiave laFeltrinelli
brasile­cultura,Brasile,indios,antropologia culturale,popoli indigeni,antropologia sociale e culturale,Amazzonia,antropologia
Genere
antropologia

la Community

Semplicemente Lévi-Strauss

Scritta il: 07 settembre 2010

In tristi tropici c'è questa frase che a mio modesto parere rappresenta una sorta di inno, di manifesto del pensiero decostruttivista che porta con sé però dei risvolti assolutamente angoscianti: “l'unico modo di sfidare la sorte sarebbe di avventurarsi su quei pericolosi limiti dove le norme sociali cessano di avere un senso, nel momento in cui le garanzie e le esigenze di gruppo svaniscono: andare cioè fino alle frontiere del territorio regolamentato, fino ai limiti della resistenza fisiologica o della sofferenza fisica e morale. È su questo confine indefinito che ci si espone, sia alla possibilità di cadere dall'altra parte per non tornare mai più, sia, al contrario, alla possibilità di captare nell'immenso oceano di forze inesplorate che circondano l'umanità organizzata, una provvista personale di potenza grazie alla quale un ordine sociale altrimenti immutabile potrà essere revocato in favore dell'audace.” Penso si possa vedere con tranquillità quali siano le appendici artistiche di questa straordinaria affermazione, vale a dire Cuore di Tenebra di Conrad e Apocalypse Now di Coppola, e di quest'ultimo, la frase più rappresentativa mi sembra essere quella del monologo del colonnello kurz in cui chiede al capitano Willard “Ha mai preso in considerazione delle vere libertà, libertà dalle opinioni altrui, perfino dalle proprie opinioni?”.Ovviamente se una tale prospettiva dovesse essere assunta da una persona come codice comportamentale, come paradigma di vita, il termine di questa potrebbe essere accompagnato da quelle stesse parole che il Kurtz di Conrad pronuncia prima di morire “Che orrore! Che orrore!”. A voi la scelta.

GIORGIO
Fedor


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