Gli indifferenti

Gli indifferenti

di Alberto Moravia

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  • Listino€ 9,90EditoreBompianiCollanaTascabiliData uscita28/09/2000
  • Pagine340LinguaItalianoEAN9788845246241

Quarta di copertina

"... Nell'acqua distillata della nostra letteratura, Moravia gettò l'aspra storia del suo primo libro, una storia si direbbe più ispirata che pensata, perché l'autore stesso non si rese subito conto di aver scritto il primo libro esistenzialista...". (Alberico Sala). Quando Moravia cominciò a scrivere il suo capolavoro giovanile nel 1925, non aveva ancora compiuto diciott'anni. Intorno a lui l'Italia, alla quale Mussolini aveva imposto la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d'indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso e i plebisciti per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il ritratto che fece di un ventenne di allora coinvolto nello sfacelo di una famiglia borghese e dell'intero Paese doveva restare memorabile.

Recensioni

Una famiglia...indifferente

Scritto da dru95 il 26 dicembre 2011

Mai fu scritto nella storia titolo più giusto:gli indifferenti. Albero Moravia carica sulle spalle di due parole l'intero significato di un romanzo,l'indifferenza e la rassegnazione verso un mondo che senza l'avvento di Leo, sarebbe risultato per la famiglia un vero incubo. I protagonisti in particolare sembrano agire per costrizione,basti vedere Carla che per elevare la famiglia su un piano sociale più alto,perde la purezza di una ragazzina. Troviamo inoltre Michele che è assolutamente ripugnato ed indifferente nello stesso momento nei confronti del mondo reale;per finire Mariangela,pronta a sopportare l'umiliazione di una tresca senza neanche una parola di troppo. Nonostante i pochi personaggi il romanzo è ben costruito,con una trama importante che può soddisfare i gusti dei lettori solo a patto che a questi sia congeniale il genere amoroso e malinconico.

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Un maestro delle parole

Scritto da penel0pe il 02 agosto 2011

Leggerei il racconto tenendo conto che è stato il primo romanzo esistenzialista italiano. Ma lo leggerei anche per il gusto di assaporare la potenza della scrittura di Moravia, le bellissime descrizioni di ambienti,stati d'animo,sogni,passioni che egli ci regala. In questo bellissimo racconto d'esordio i protagonisti sono tutti come ciechi nei confronti di coloro che li circondano.E' come se ognuno recitasse la propria parte senza saper ascoltare quella degli altri.E' come trovarsi sulla scena di un dramma dove si susseguono una serie di monologhi e dove gli attori,quando non è il loro turno,spariscono addirittura dal teatro.Ogni personaggio è chiuso irrimediabilnente nella propria ossessione: la madre nella gelosia che prova nei confronti dell'amante;la figlia nella sua decisione di concedersi all'amante della madre,che vede come unico modo di poter cambiare vita e che in realtà la porterà ad entrare a pieno titolo e finalmente rassegnata nella vita borghese;l'amante nel suo desiderio di possedere la figlia e i beni famigliari;il figlio nella consapevolezza della propria totale,completa,irrimediabile indifferenza.Anche se in alcuni momenti sembra che questo suo malessere sia dovuto più che al desiderio di una vita meno ipocrita e borghese,all'insoddisfazione di una vita priva di mezzi. -"Ecco,ecco la verità..alfine si respira.."Fu come se qualcheduno avesse spalancato la finestra e l'aria fredda della notte fosse penetrata nel salotto." -"Ogni volta che si piegava,avrebbe voluto rompersi e restare a terra": -"Ma c'era nell schiena un pò curva della madre una caparbia risoluzione a non voltarsi verso la verità." -"Tutti questi erano sentimenti che egli non conosceva..ma che importava?Quando non si è sinceri bisogna fingere,a forza di fingere si finisce per credere;questo è il principio di ogni fede."

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Ritratto della borghesia del ventennio

Scritto da enricocaramuscio il 12 giugno 2011

Attraverso le vicende della famiglia Ardengo, Moravia descrive la borghesia italiana durante il ventennio fascista; una classe politica che l’ autore non vedeva di buon occhio pur appartenendovi egli stesso, che in questo libro viene presentata pigra, superficiale, ipocrita e abulica. L’ insoddisfazione è l’ idea di fondo del libro, ma i protagonisti fanno poco o niente per riuscire a cambiare la loro situazione, sembrano più propensi a rifugiarsi nelle loro fantasticherie che ad agire, più a subire gli eventi che a seguire i propri desideri e quel poco che riescono a fare lo fanno senza convinzione, con indifferenza e ottenendo scarsi risultati. La prosa è essenziale, i personaggi pochi e gli ambienti dove si svolgono i fatti sono sempre gli stessi; tutti elementi questi che più che ad un romanzo fanno pensare ad un’ opera teatrale. La storia non è molto appassionante, ma il libro si legge con una certa facilità perché scorrevole e pieno di dialoghi.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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