Lolita

Lolita

di Vladimir Nabokov

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  • Listino€ 11,00EditoreAdelphiCollanaGli AdelphiData uscita30/10/1996
  • Pagine400LinguaItalianoEAN9788845912542

Sinossi

Un'avvenente ragazza seduce un maturo signore.

Recensioni

Lolita

Scritto da Humbert il 29 dicembre 2011

Capolavoro di pura maestria letteraria del grande scrittore russo. La storia, che potrebbe apparire torbida e perversa, e per alcuni versi lo è, viene invece narrata in modo garbato e così elusivo da risultare estremamente delicata. Scritto in modo sorprendente, con la consueta ricchezza e precisione lessicale, rende la lettura piacevole anche nei tratti più puramente descrittivi. I personaggi raccontati con ironia appaiono talvolta al limite del grottesco, ma non si può non provare compassione e simpatia per il povero Humbert Humbert.

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Storia dell'inadeguatezza umana

Scritto da AmaranthineMess il 20 agosto 2011

Lolita è un libro abbastanza difficile da commentare. Parla di una ragazzina, Lolita appunto, o Dolores, o Lo e del suo patrigno. La storia, penso, sia nota a tutti: Lolita preadolescente viene sedotta dal patrigno. E per molti la storia si limita a questo, ad un racconto vagamente erotico, un on the road un po' noioso ed un epilogo che neppure il miglior Zola avrebbe potuto immaginare. Anch'io devo confessarlo, mi ero fermata a questo grado dell'analisi del testo, e a guardarlo da questa prospettiva questo libro mi aveva molto delusa. Il libro si può dividere in tre parti: la prima, in cui si racconta la vita del patrigno Humbert Humbert prima di incontrare Lolita, la seconda in cui si parla del matrimonio di Humbert con la madre di Lolita e di come, alla fine, il professore si mette in viaggio con la figliastra, la terza, in cui si parla della vita di Humbert dopo Dolores. La prima parte è abbastanza avvincente, la seconda una noia mortale, la terza, riscatta un intero libro. Io penso che la costante di questo libro sia l'inadeguatezza umana. Il desiderare qualcosa che non si può avere, ed anche se si riesce ad ottenerlo si scopre poi che non è affatto come lo avevamo immaginato. Il non sentirsi abbastanza e far di tutto per diventarlo. Il non avere nulla e far di tutto per far credere al mondo di avere invece tutto ciò che si desidera. Il vuoto che c'è dentro e cerchiamo giornalmente di riempire nel modo più comodo, più affascinante. Come ho detto all'inizio non è semplice commentare questo libro, è così pieno di spunti e di "cambiamenti di direzione" che mi trovo incapace di scrivere un'analisi composta e ponderata. Vi lascio con una citazione che è per me come un'esegesi dell'intero romanzo. D'un tratto quando Avis si avvinghiò al collo e all'orecchio del padre a lui, con un braccio distratto, avviluppò la sua pingue e voluminosa progenie, vidi il sorriso di Lolita perdere tutta la sua luce e diventare l'ombra piccola e congelata di se stesso, e il coltellino scivolò giù dal tavolo e il manico d'argento le colpì in malo modo la caviglia, e lei sussultò, e si chinò con la testa in avanti, e poi, saltando su una gamba sola, il viso sfigurato dalla smorfia preparatoria che i bambini mantengono finchè non sgorgano le lacrime, scomparve - per essere subito seguita e consolata in cucina da Avis, che aveva un papà così grasso e roseo e meraviglioso e un fratellino cicciottello, e una sorellina nuova di zecca, e una casa, e due cani sorridenti, e Lolita non aveva nulla.

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Amore o perversione?

Scritto da enricocaramuscio il 26 marzo 2011

L’ immorale, illegale, struggente ossessione del maturo Hambert Hambert nei confronti dell’ ancora bambina Dolores Haze porterà l’ uomo a compiere le più ignobili bassezze per riuscire a far sua la giovane. Attraverso inganni, ricatti, false promesse e intimidazioni il vecchio “satiro” approfitterà delle grazie della sua “ninfetta”, diventandone dipendente e succube tanto che in alcuni passaggi del libro sembra trasformarsi da carnefice in vittima. Nabokov racconta questa storia con un’ eleganza magistrale, riuscendo a descrivere con grande classe e senza la minima volgarità anche le situazioni più scottanti ed evita di cadere in facili perbenismi e moralismi pur trattando un tema difficile e delicato come la pedofilia. L’ autore infatti pur condannando fermamente il comportamento del protagonista, tende a metterne in mostra più il lato umano e fragile che quello malato, facendo passare per amore la perversione di Hambert e il suo bisogno vitale per la piccola Lolita. Un libro che entra a pieno titolo nell’ olimpo dei grandi classici del ‘900 e che comunque per essere apprezzato in pieno và rapportato al periodo in cui è stato pubblicato.

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Lo splendido racconto di un amore profondo e perveso

Scritto da diamantidea il 09 dicembre 2010

Questo romanzo lo si può solo amare follemente!!! é la storia di un intenso amore perverso e l'autore,nel narrarla,riesce a non essere mai volgare. L'eleganza con cui Nobokov riesce a trasmettere la voracità dei sentimenti del protagonista rende questo libro indimenticabile. Le lunghe pagine che descrivono paesaggi possono risultare superflue e noiose,ma riescono a far percepire al lettore quanto in quell'apparente vuoto spazio-temporale Lolita riesca a rappresentare TUTTO per l'attempato protagonista. Lolita diviene un'OSSESSIONE VITALE e lei ne è consapevole. Nonostante la sua sottile e quasi spietata cattiveria di abile "burattinaia",Lolita non è un personaggio negativo: lei è solo molto giovane. La passione che rende schiavi...La cupidigia che rende irrazionali...Il desiderio perverso che rende folli... Lolita è un capolavoro.

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amato!

Scritto da Lullu86 il 12 novembre 2010

Ho amato questo romanzo come se ne amano pochi, una scrittura deliziosa, sui generis, colta e accompagnata da una trama dolcemente folle. Folle è il termine per descrivere il romanzo, folle è l'autore che riesce ad avvicinare il lettore alla psicologia deviata di un uomo innamorato, mai di un pedofilo. Amore e strazio, due opposti che si compensano in questo capolavoro letterario.

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LOLITA

Scritto da davidvigo il 10 settembre 2010

Lolita e' una di quelle storie di cui si sente spesso parlare, un romanzo preceduto dalla propria fama la cui grandezza,propria a causa di questa fama, rischia di essere offuscata. Quindi è bene chiarire subito: Lolita e' un grande romanzo, uno di quelli che non si dimenticano facilmente, sia per il conturbante contentuto che per l'abilta' con cui Nabokov riesce a narrarlo. La storia e' quello del professore di letteratura francese Humbert Humbert che si infatua di una bambina, Lolita appunto, l'amore per la quale lo portera' a sposarne la madre e vivere una vita ossessionato dalla piccola... Tutto, nell'esisistenza, Humbert e' in funzione di Lolita. Lolita diviene piu' di un' ossessione, diventa la vita stessa. Bello, grande Lolita! Leggendo il romanzo , pur provando un naturale distacco se non repulsione per la malata ossessione del protagonista, non e' possibile, tuttavia,non sentirsi in qualche modo vicino al suo stato emotivo, non provare, insomma, un po' di compassione per il suo ossessionato amore verso Lolita, amore assurdo e mortale che non lo fara' mai, anche in eta' avanzata, staccare dalla piccola Lo.... Il finale e' la degna sorte di una tragedia annunciata. Giunti all'ultima pagina non sara' facile staccarsi da Lolita.

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Lolita

Scritto da Viana il 06 gennaio 2009

Nabokov dimostra una straordinaria abilità narrativa, a fronte di un intreccio, per molti, controverso. Non vi è, tuttavia, alcuna parola, alcuna frase, che possa suggerire oscenità; al contrario ho ritrovato un'estrema eleganza stilistica.

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Lolita

Scritto da p4ran0id il 06 maggio 2008

Un romanzo toccante, seducente, commovente. Un romanzo che riesce ad essere sensuale senza una sola scena di sesso. Una scrittura fine e appassionata, senza alcuna parola di troppo, che alla crudezza dell'esplicito preferisce la sensualità dell'immaginazione, del "non detto". Una storia in cui il "mostro", il "malato", l'"anormale", il "morboso" è così umano, gentile, da suscitare tenerezza. E Lolita è seducente come un personaggio ambiguo: un po' bambina, un po'donna; un po' vittima e un po' carnefice. Ma nella corsa contro il mondo e verso la felicità, si scontreranno loro malgrado con la tristezza infinita di una vita normale.

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La mia recensione

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