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A ciascuno il suo

Leonardo Sciascia

A ciascuno il suo

Prezzo online:
€ 7,65-15%

 

Listino
€ 9,00
Editore
Adelphi
Collana
Gli Adelphi
Data uscita
26/01/2000
Pagine
158
Lingua
Italiano
EAN
9788845915147

Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".

Parole chiave laFeltrinelli
investigatore,Sicilia,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

Un grande giallo

Scritta il: 26 dicembre 2011

Il romanzo a ciascuno il suo di Leonardo Sciascia è ambientato in un paesino di circa 7500 persone in provincia di Palermo. Gli ambienti del romanzo sono la farmacia,i campi da caccia,la chiesa di S.Anna,il caffè Remis ed il circolo. La comprensione è resa facile grazie ai discorsi diretti ed indiretti uniti da un linguaggio parlato. Il romanzo di Sciascia rappresenta tutto ciò che un lettore può aspettarsi da un giallo con omicidi,indagini e colpi di scena. L'aspra Sicilia,il mondo crudo in cui galleggia,è il teatro perfetto per l'ambientazione,il lettore si sente coinvolto in tutto ciò che i personaggi cercano di trasmettere. Il riconoscimento maggiore da attribuire a Sciascia è che riesce con la sua mente geniale a non dare punti di riferimento per la risoluzione del caso fino al penultimo capitolo dove si iniziano a tirare le somme della narrazione. Ottimo giallo,ricco di particolari che sono spesso molto apprezzati dai lettori.

dru95
dru95

"Povero professor Laurana!" - "Era un cretino!"

Scritta il: 13 novembre 2010

Un farmacista di paese riceve una lettera anonima in cui viene minacciato di morte. Non da troppo peso alla cosa e ci scherza su col suo gruppo di amici. Dopo alcuni giorni, mentre è a caccia col dottor Roscio, viene ucciso insieme al suo amico. Le indagini, nella Sicilia dominata dalla malavita e soffocata dall'indifferenza e dall'omertà, sembrano non procedere. Il professor Laurana, amico del farmacista e del dottore, invece, non si da per vinto e indaga a modo suo. "A Ciascuno il Suo" è una tipica storia siciliana, una vicenda che cattura il lettore, storia di un'indagine che fa aprire gli occhi sulla realtà di un paese in cui qualcosa inevitabilmente non funziona come dovrebbe, storia di un uomo, Laurana, che sfida il sistema. è un eroe o un povero ingenuo, "un cretino"? Dipende dai punti di vista.

Felice
FeliceBerardi

Un giallo non giallo

Scritta il: 29 ottobre 2010

Un giallo di raffinata costruzione che tuttavia non è un giallo o almeno, come tale, è del tutto atipico: questo è il bellissimo romanzo di Sciascia A ciascuno il suo. Del resto Italo Calvino, in una lettera a Sciascia del novembre del 1965, scriveva: “ Ho letto il tuo giallo che non è un giallo, con la passione con cui si leggono i gialli, e in più il divertimento di vedere come il giallo viene smontato, anzi come viene dimostrata l’impossibilità del romanzo giallo nell’ambiente siciliano”. La vicenda è di quelle che appassionano il lettore per arrivare alla soluzione, ma le descrizioni dei personaggi, delle atmosfere, degli ambienti è prioritaria, quasi che Sciascia volesse far sapere che in un simile contesto tutto ciò che avviene non è per caso e rientra in una normalità dettata dalla sempre presente associazione mafiosa. La trama, con l’investigatore improvvisato, questo professor Laurana che ha un vizio mortale per il luogo dove vive, cioè la curiosità, è peraltro avvincente, ma ripeto che quel che conta è lo sfondo, con la vita di piccola provincia, il circolo dei notabili, la connivenza, magari obbligata, con le attività di malaffare. Ne esce un quadro di una Sicilia racchiusa in uno schema di ordinaria struttura malavitosa tale da considerarla normale, in una rarefatta atmosfera di consapevole impossibilità di cambiare le cose. L’abilità narrativa di Sciascia si conferma anche in questo romanzo, con una realtà che ci viene rappresentata nella sua autentica e ambigua consistenza, ricorrendo ad allusioni, a parole dette e non dette, a personaggi descritti magistralmente. Lo sfondo è costituito appunto dalla precisa analisi dell’animo siciliano, dalla naturale presenza della vita e della morte, dal radicato concetto dell’indissolubilità della proprietà e dalle pulsioni erotiche, che prorompono diventando piacevoli sensi di colpa. Il professor Laurana ha il torto di essere vittima di un sistema che non può perdonargli la difformità a uno schema precostituito e immutabile nel tempo, sebbene lui non abbia l’intenzione di scardinarlo. Del resto l’affermazione che chiude il romanzo, per bocca del parroco di Sant’Anna, un prete con poca vocazione, dimostra inequivocabilmente che il pragmatismo può arrivare in un simile ambiente all’assurdo di considerare del tutto normale, perché ormai consolidato, il castello di connivenze, anche solo omertose, con il potere mafioso. Infatti, alla confidenza che si appresta a fare con tutte le dovute cautele il commendator Zerillo e relativa alla figura del professor Laurana, il sacerdote risponde secco, a troncare la discussione: ”Era un cretino.” A ciascuno il suo è un romanzo di tale qualità che ne ritengo indispensabile la lettura.

Renzo
Renzo.Montagnoli

A ciascuno il suo

Scritta il: 12 agosto 2010

Leggendo "A ciascuno il suo" l’impressione è quella di vedere un piccolo e tranquillo paese sconvolto da un omicidio, attraverso l’occhio di un dio che, con un microscopio, guarda anche le più piccole venature della realtà che sta sotto di lui. La storia, che si delinea nelle ricerche del professor Laurana, che per puro diletto intellettuale vuole trovare le ragioni di quel delitto, attraversa il terreno siculo e italiano, dando una lettura quanto mai calzante della rete sociale dell’epoca. Ecco, perciò, che il silenzio e la tranquillità si trasformano in una semplice coltre di apparenze. Per mostrare tutto ciò, l’autore non utilizza il metodo analitico e asettico del poliziesco, ma sceglie di mostrare l’umanità dei personaggi. Questi sono tratteggiati in tutte le loro caratteristiche e sembra di conoscerli da una vita, anche grazie all’inserimento, mai eccessivo, del dialetto. Insomma, si può dire che il testo di Sciascia è un testo sulla società e sulle persone, prima ancora che su un crimine.

ALESSANDRO
ammale


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