Valori borghesi
Scritta il: 13 dicembre 2011
Lettura piacevole che si presta a diversi spunti di riflessione. L’idea di raccontare una storia in cui i tre personaggi principali parlano del loro vissuto, probabilmente non è originalissima ma lo è il modo di comunicare al lettore la loro vita. L’autore è molto bravo a calarsi nell’io di ogni personaggio: attraverso il linguaggio scritto si percepisce l’entità sessuale e di classe sociale di chi racconta; infatti la scrittura cambia ed è riflesso della personalità dei protagonisti. Linguaggio di donna colta, borghese e innamorata del marito nel primo capitolo; linguaggio distaccato, poco incline al sentimento e più asciutto nel secondo, tipico di un personaggio maschile; nel terzo, la donna, la seconda moglie, un tempo serva e probabilmente mai stata innamorata del suo primo marito, usa un linguaggio più intenso, meno controllato, più diretto, meno condizionato dai doveri di classe. Sul romanzo aleggia ovunque la difesa dei valori borghesi, della cultura e dello status che si manifesta come nei comportamenti così nelle cose; interessante la descrizione di Judit, la seconda moglie, della vita di palazzo dei vecchi signori: sono gli occhi di chi non ha avuto nulla dalla vita e che vede in tanta ricchezza, in cotanto ordine, il segno della pazzia, del distacco e della non vita. All’apatia dei signori fa da contraltare una Judit terrena, carnale, dai sensi molto sviluppati; gli odori artificiali che infestano la casa sono il sintomo di questo malessere: prodotti chimici per pulire, profumi, creme, quell’odore di fieno negli armadi e persino sulla pelle di quello che diventerà suo marito, sembra abbiano il preciso compito di cancellare l’odore naturale delle cose, della propria pelle e di ciò che si è nel più intimo e quindi della propria autenticità. Ritengo che il romanzo però, verso la seconda metà del terzo capitolo, perda un po’ del suo smalto; ri-compare la figura dello scrittore Lazar e compare il personaggio del batterista che sarà sviluppato appieno nell’epilogo. Rimane comunque un bel romanzo, sicuramente da leggere.


