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La sorella

Sandor Marai

La sorella

Prezzo online:
€ 14,02-15%

 

Listino
€ 16,50
Editore
Adelphi
Collana
Biblioteca
Data uscita
21/06/2006
Pagine
228
Lingua
Italiano
EAN
9788845920615

«Fu quello il momento in cui “cominciò”, in cui la mia vita si separò da tutto quanto ne era stato in precedenza la condizione e il senso – in cui qualcosa in me morì, e io stesso rinacqui, come se fossi morto per la vita e nato per la morte». A un centinaio di chilometri dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a Firenze, Z. – il grande, celebre pianista atteso in Italia per un concerto – capisce che nulla sarà mai più come prima: che forse non rivedrà più E., la donna alla quale è legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice è un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonerà per l’ultima volta (e suonerà Chopin, perché la radio ha appena dato la notizia della caduta di Varsavia); che tutto, insomma, sarà «diverso». Ma diverso come| Gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrerà, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di Firenze dove verrà condotto subito dopo il concerto. Poche volte un romanzo ha saputo raccontare la malattia con tale precisione, tensione, crudezza, in una osmosi allucinatoria tra fisico e psichico. Stremato dalle feroci, subdole aggressioni del dolore, o stordito da misericordiose iniezioni di morfina, Z. compirà un vero e proprio attraversamento della morte. Ad accompagnarlo «sull’altra sponda» saranno quattro entità femminili – «angeliche mezzane », presenze vigili e benefiche ma anche inquietanti, a volte, e sempre sfuggenti –, quattro suore. E nel momento in cui sembrerà che Z. abbia definitivamente rinunciato a lottare sarà proprio una di loro a dirgli: «Non voglio che lei muoia». Ma quale| Per quante ipotesi faccia, Z. non riuscirà mai a stabilire con assoluta certezza a chi appartenga la voce che una notte, nel buio della stanza, gli ha chiesto di vivere. Eppure, sarà proprio quella «forza femminile», quella energia che agisce mascherata, a lottare per lui, e a ricondurlo alla vita, pur con tracce indelebili di quel che ha patito.

Traduttori
Antonio Sciacovelli
Genere
letteratura internazionale

la Community

straordinario

Scritta il: 25 agosto 2010

Su questo romanzo ci sarebbero molte considerazioni da fare, Marai è conosciuto prevalentemente per "La donna giusta" o per "Le braci" che seppure ho amato moltissimo mi rendo conto che anche le altre opere sono di grandissimo livello come questo romanzo è. Marai è uno degli scrittori più rappresentativi del primo novecento europeo, la sua scrittura si eleva ai grandi della letteratura, la capacità narrativa è potente ed evocativa. Mi hanno molto colpito le pagine che descrivono l'inizio di un concerto, quella manciata di secondi dove il silenzio è profondo e l'intera platea trattiene il respiro fino a quando la prima nota vibra, del rapporto intimo fra il concertista e il suo pubblico, dell'atmosfera che ricorda un rituale religioso, della forza e della tensione erotica e sensuale della musica. Un altro aspetto che mi ha colpito è che nel romanzo i nomi dei protagonisti sono puntati come il concertista Z., oppure la donna amata E. oppure vengono definiti genericamente come "il marito", "l'assistente", "il professore". Solo le quattro suore hanno un nome: Cherubina, Carissima, Mattutina e Dolorissa, si tratta di quattro figure femminili definite "angeliche ruffiane" che si avvicendano al letto del malato, e che avranno un ruolo fondamentale nella storia che Marai ci trasmette. "La sorella" è incentrato sul tema della malattia come conseguenza o somatizzazione di un profondo malessere esistenziale dal quale la guarigione o la morte dipendono solo dal paziente, dalla sua volontà. Una teoria che all'epoca doveva essere apparsa fantasiona, ma che oggi sappiamo per certo che la medicina conferma scientificamente che la volontà del paziente è fondamentale. A volte la fantasia è solo intuizione che anticipa la realtà. La narrazione, in prima persona, è sotto forma di un diario, il diario del malato e di quale via via sarà il suo rapporto con la malattia, con la voglia di abbandonarsi ad essa e ricorrendo alla morfina oltre che per sedare il dolore per annebbiare la mente e scivolare così in un oblio di se stesso. E Márai è davvero psicologo sottile nel descrivere il percorso che il malato farà anche grazie alle suore e ai due medici per riemergere e lottare per la vita, che non sarà più la stessa, la musica, sua ragione di vita sarà il tributo che dovrà pagare per vivere, dovrà privarsene per sempre. Ma Z. compie un altro grande cambiamento epocale, si convince che non si soffre mai inutilmente, e inizierà a interrogarsi sulle ragioni della sua sofferenza, su tutto ciò che aveva creduto apparentemente e su ciò che negava anche a lui stesso. Riuscirà infine anche a staccarsi dalla figura di E., amica e la donna che credeva di amare e che invece è stata la causa della sua malattia.

Mara Vincenza
Nausica


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