
L'apprendistato di Duddy Kravitz
di Mordecai Richler
€ 16,57
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- Listino€ 19,50EditoreAdelphiCollanaFabulaData uscita20/09/2006
- Pagine350LinguaItalianoEAN9788845921001
Sinossi
All’inizio di questo romanzo Duddy Kravitz ha quindici anni, ma si rade due volte al giorno nella speranza di farsi crescere il più in fretta possibile la barba. La sua vita non è facile, nel ghetto ebraico di Montreal, e la profezia del nonno («un uomo senza terra non è nulla») incombe sul suo futuro come una condanna. O un invito a non arretrare di fronte a nulla pur di raggiungere lo scopo. Ed è in questo senso che Duddy la interpreta, costruendosi passo (esilarante) dopo passo un’impeccabile carriera di cialtrone, bugiardo, mancatore di parola, baro, libertino – in altre parole di sognatore, e di sognatore professionista, visto che il suo ultimo approdo, che gli garantirà denaro e gloria, sarà il cinema. In un qualsiasi quiz televisivo la domanda su chi sia l’autore di questa trama – o anche di una qualsiasi frase tratta a caso dal libro – verrebbe certamente scartata per eccessiva ovvietà, ma il romanzo della maturità di Richler pone un altro interrogativo destinato per fortuna a rimanere senza risposta, cioè se Duddy Kravitz sia Barney Panofsky da giovane, o Barney Panofsky sia Duddy Kravitz da vecchio. Al lettore, che già sa di non poter contare sulla testimonianza di due personaggi per propria natura adorabilmente inaffidabili, non resterà che scoprirlo da sé.
Recensioni
Un ragazzetto ebreo scaltro e ambizioso
Scritto da galileus84 il 03 novembre 2010
L’arrampicata sociale di un ragazzetto ebreo scaltro e ambizioso che riesce ad ergersi al di sopra della sua adolescenza fino a conquistare ciò che rende tali gli uomini. La caccia tormentata a questo suo obiettivo genererà in Duddy quella maturazione radicale che fulmina l’opera massima di Richler, La versione di Barney. Per un buon numero di pagine il protagonista annaspa in un opprimente strato di realtà dominato da figure maschili e il continuo confronto con esse lo porta ad abbrutirsi nella relazione con l’angelo del suo apprendistato, Yvette. I tratti marcati delle personalità dei vari personaggi sono sfumati dall’ironia di Richler, il quale non risparmiandoci continue quanto ambigue emozioni, ci trascina attaverso la psichedelica brama di Duddy, fino a smarrire quella che potrebbe dirsi la simpatia per il protagonista.






