Storia di un'amicizia
Scritta il:
25 novembre 2008
La rilettura (dopo soli 5 anni anni dalla prima) mi ha lasciato un segno profondo, mi ha toccato e coinvolto. Forse in passato ne avevo dato solo una lettura superficiale: sicuramente la ricordo faticosa.
Questa volta, Marai mi ha appassionato. Ho vissuto l'amicizia, l'amore, la passione dei due amici e di Krisztina.
Amici anche dopo il tradimento, infatti non abbiamo forse il dovere di accettare l'amico infedele esattamente come quello fedele e pieno di abnegazione? Non è forse questo il contenuto più autentico di ogni relazione umana, un altruismo che dall'altro non esige nulla e non si aspetta nulla, assolutamente nulla?
E appena prima: L'amico, così come l'innamorato, non si aspetta di veder ricompensati i suoi sentimenti. Non esige contropartite per i suoi servizi, non considera la persona eletta come una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l'accetta così com'è, e con tutto ciò che ne consegue.
Credo che il significato di questo romanzo venga ben esplicitato da questi estratti che riassumono al meglio ciò che viene narrato nella prima parte, con la fanciullezza di Konrad e Henrik, e che trova poi un epilogo nella seconda parte, con il quasi-monologo del generale.
Il tema della caccia secondo me non è così ponderante. Certo il tema è presente, ma solo un contorno a "una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire a estinguerne le braci".