Tortuga
di Valerio Evangelisti
€ 6,99
- Listino€ 6,99EditoreMondadoriData uscita07/10/2010Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788852010545FormatoEPUB con Adobe DRM
Sinossi
Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l'isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell'isola e intende normalizzarla. È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà. Lentamente, Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare. La sua è una progressiva discesa all'inferno - un inferno, però, fondato sullo scatenamento degli istinti, e a suo modo "democratico". La stessa Tortuga, covo della Filibusta fedele in teoria alla Francia, ha le apparenze di una repubblica, eppure si fonda sul più rigido schiavismo. Rogério, passato al servizio del tetro cavaliere De Grammont, partecipa all'ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l'amore del portoghese per una schiava africana da cui lo stesso De Grammont è attratto. Sarà l'episodio che volgerà il viaggio di ritorno in tragedia.
Recensioni
Non più pirati buoni e ideali
Scritto da Capitan_Mclive il 25 dicembre 2010
Il mio avviso ai possibili lettori è questo. Non aspettatevi pirati gentiluomini, guerrieri del mare, figure romantiche... aspettatevi invece scene cruente come scontri sanguinosi, omicidi a sangue freddo, stupri e oscenità di ogni genere. I pirati saranno i cattivi di turno e più che mai. Quanto ai buoni, sono inetti destinati ad adattarsi o a morire. Valerio Evangelisti decide di rompere con un tradizionale visione della pirateria che ha avuto molta fortuna nella narrativa, nel cinema e nel teatro per fornircene una molto più veritiera e realistica. La qualità maggiore dell'intero romanzo infatti è la grande forza descrittiva di Evangelisti senza essere tediosi o poco scorrevoli. La caraterizzazione e lo spessore psicologico dei personaggi è molto ben fatto e riuscito e non solo nei protagonisti ma perfino in alcuni personaggi minori. La trama è molto semplice e peraltro non molto complessa. In effetti le avventure di Rogerio contano ben poco. Ciò che conta è il suo mutamento psicologico, i suoi commenti verso i pirati e i dialoghi. Il vero centro narrativo del romanzo si può dire che sia l'anarchia come entità reale e realizzabile vista nei suoi vantaggi ma anche nei suoi pericoli per l'umanità in genrale e per l'animo umano specificatamente. Nonostante ciò la povertà nell'intreccio non permettono al libro si spiegare per intero le sue potenzialità di romanzo. Un libro può essere cominciato senza un vero inizio o anche essere sprovvisto di finale (o avere un finale-cliffhanger) se le circostanze lo richiedono. Ma privarlo di entrambe forse è troppo. Ci si augura che, unito al preludio "Veracruz" ed al seguito "Cartagena", "Tortuga" acquisisca un inizio ed una fine che forse da solo non potrebbe mai avere.
mi ha fatto venire il nervoso
Scritto da RoseLeigh il 01 dicembre 2010
Si assiste alla graduale trasformazione di Rogèrio De Campos, gesuita e nostromo portoghese imbarcatosi in una nave della marina, che, dopo essere stato costretto ad "arruolarsi" su una nave pirata, impara a sopravvivere tra i filibustieri. L'iniziale disgusto fa presto spazio all'ammirazione verso quei pirati selvaggi e violenti, e Rogèrio scopre la parte animalesca del suo animo. Egli si crede diverso, migliore, ma in realtà, la sua non-presa di posizione lo rende peggiore degli altri. Anche il suo "amore" per la schiava è falso e possessivo e fa di tutto, anche le azioni più estreme, per scominare gli altri rivali. Lo stile è classico e ben studiato, ma ciò non toglie il nervosismo e l'odio per la schiva, soprattutto nel finale, quando si scopre che prende in giro tutti.
E una bottiglia di rhum!
Scritto da simonabi il 11 novembre 2010
Scordatevi lo stile asciutto, scordatevi i piani storici intrecciati, scordatevi insomma la "fantascienza" à la Evangelisti tipica dei suoi romanzi su Eymerich e Pantera. Qui il nostro fa il verso ai "classici": Verne, Dumas... e imbastisce, in un linguaggio più popolare (a volte quasi "da libro per ragazzi") un'avventura di tutto rispetto ma a volte un po' piatta. Indipendentemente dal tema, da Evangelisti mi aspettavo qualcosa di più. Si riscatta, è vero, e alla grande, sul finale, dove spesso anche i più bravi cadono. E ti lascia la voglia di leggere subito il prossimo volume. Ma resta comunque quel sapore da lavoro di serie B, una certa labilità che ti fa quasi scordare subito di essere stata a Tortuga.








