Mammut
di Antonio Pennacchi
€ 9,99
- Listino€ 9,99EditoreMondadoriData uscita15/02/2011Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788852017827FormatoEPUB con Adobe DRMDimensione937469 B
Sinossi
Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina- Borgo Piave. La tuta blu sull'anima, la trattativa nel sangue, era il terrore di ogni direttore del personale. Tutti i comunicati che emetteva il Consiglio di fabbrica, li componeva lui di notte. Ed erano poemi. "Mazzate a rotta di collo sull'Azienda e su tutti i Dirigenti. Come movevano una paglia, lui li tartassava sopra la bacheca." Sapeva fare solo quello. E solo quello aveva sempre fatto. Per anni ha guidato le lotte dei compagni, tra cortei e blocchi stradali, picchetti e occupazioni, conquiste e delusioni, ma ora che bisogna combattere l'ultima decisiva battaglia sindacale, la gloriosa azione collettiva per tenere la fabbrica aperta e sul mercato, Benassa è stanco. Sul punto di mollare. O forse no. Dopo un'occupazione epica della centrale nucleare di Latina, in due giorni di febbrile clausura nel sepolcro dello stabilimento, Benassa cerca di spiegare ai propri compagni le sue ragioni. Perché dopo vent'anni spesi a lottare per loro sta per cedere alle richieste del capo del personale? Perché è sul punto di accettare di essere pagato per stare fuori dalla fabbrica? Questo è il primo libro di Antonio Pennacchi, il suo romanzo d'esordio, una grande epopea operaia scritta nel 1987, quando era lui pure come Benassa operaio in Fulgorcavi, e il suo eccentrico talento doveva vedersela coi turni di notte alle coniche e alle bicoppiatrici. Con il suo stile ribaldo, insieme ironico e drammatico, racconta una storia di fabbrica e di conflitti sindacali, di un tempo in cui gli operai erano davvero "uno per tutti e tutti per uno" e tra i capannoni della Fulgorcavi/Supercavi si alternavano la rivolta radicale e la solidarietà più accorata, l'odio per il lavoro organizzato e l'orgoglio per la potenza delle macchine.
Recensioni
Purgatorio in fabbrica
Scritto da lilla300 il 22 dicembre 2011
Questo libro mi ha colpito per due motivi: il primo è che mi piace l’idea che ad un certo punto sia possibile cambiare vita anche quando tutto intorno a te dice che sei fuori tempo massimo. Un operaio che sulla scia di una cassa integrazione pensa di iscriversi all’Università fa bene al cuore. Il secondo è che non è facile trovare un libro che parla della fabbrica e delle vite di chi ci va tutti i giorni; per di più scritto da chi ne ha avuto esperienza diretta per anni. La lettura del libro è consigliabile a chi non ci ha mai messo piede e non ha idea di come possa essere. La fabbrica del libro è un po’ come un purgatorio; ma purtroppo per alcuni può diventare un vero e proprio inferno. In particolare modo per gli operai, magari per quelli stranieri, magari per quelli che stanno in piccole aziende dove il padrone fa il padrone e neanche si sa il significato della parola sindacato, perché in quelle realtà non si è mai vista neanche l'ombra di un sindacalista. Rimango in attesa di un ex manager o imprenditore che racconti una storia come questa dal suo punto di vista.





