La mia anima è ovunque tu sia
di Aldo Cazzullo
€ 9,99
- Listino€ 9,99EditoreMondadoriData uscita04/10/2011Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788852020704FormatoEPUB con Adobe DRMDimensione811231 B
Sinossi
Alba, aprile 1945. In città è arrivato il tesoro della Quarta Armata. Il denaro, il frutto delle requisizioni, le ricchezze che una forza di occupazione accumula in guerra: tutto questo viene spartito tra la Curia e i partigiani. Il vescovo affida la propria parte a un giovane promettente, cresciuto in seminario: Antonio Tibaldi. Il capo dei partigiani rossi, Domenico Moresco, tiene la propria parte per sé, tradendo l’amicizia del compagno Alberto e la memoria della donna che entrambi hanno amato con l’assolutezza della gioventù e della battaglia: Virginia, occhi chiari, sorriso a forma di cuore e coraggio da combattente, torturata e uccisa dai fascisti. Alba, 25 aprile 2011. In un bosco sulla Langa viene ritrovato il cadavere di Moresco, divenuto industriale del vino, capostipite di una delle due grandi famiglie della città. Sul caso, oltre alla polizia, indaga Sylvie, detective tanto spregiudicata quanto seducente, ingaggiata dal capo dell’altra dinastia: Tibaldi. Alba, 1963. Uno scrittore, impiegato della Tibaldi Vini, sente vicina la morte. E allora cerca di ricostruire la storia del tesoro, della guerra partigiana, di un amore perduto. E intuisce i fili di una vicenda destinata molti anni dopo a finire in un delitto, sulla cui scena si agitano fantasmi del passato, comunisti, sacerdoti, fascisti, mogli tradite e traditrici, figli forse illegittimi, passioni romantiche e sadiche. Con una scrittura veloce, scabra, incalzante, ma con una cifra straordinariamente originale e viva, Cazzullo costruisce un romanzo che è al tempo stesso un avvincente noir, una grande storia d’amore e un racconto simbolico che getta una luce inattesa sulla nascita di una nazione, la nostra. Una storia dal respiro epico eppure capace di concentrarsi sulle pieghe nascoste, segrete, degli uomini e dei tempi, una storia che tiene insieme la guerra mondiale e le piccole guerre di famiglia, passioni collettive e brucianti “questioni private”. Fino al colpo di scena finale.
Recensioni
Undici righe che valgono il racconto
Scritto da mariactringali il 29 dicembre 2011
Deludente. A me pare un esperimento pretenzioso e mal riuscito. Una storia che ne insegue altre, in un'altalena di sequenze maldestramente spinte avanti e indietro, tanto che alla lunga distrae anche il lettore più attento. Poca suggestione, se non quella che evoca un'Italia di tartufi e vino... Un amore, nemmeno abbozzato, quasi inconsistente. E un delitto che non riesce a colorarsi. Sullo sfondo storie di comunisti, preti e una guerra di liberazione appena accennata. Solo undici righe, a pagina 86, che forse valgono il racconto: parole d'amore che dicono addio, ma senza nessuna separazione né distacco, dolcissime e struggenti.
Che peccato
Scritto da Annalì il 23 dicembre 2011
La copertina è magnetica (ma, posso dirlo?, un po’ incongrua rispetto al tempo della narrazione), il titolo è molto bello (riprende la lettera di uno dei protagonisti, tra le poche righe veramente toccanti del racconto), l’idea è quella di partire da un delitto per scavare in una storia quasi vera e farne un racconto lungo a più voci, con salti tra passato lontano, passato prossimo e presente. Peccato per la confusione di piani -spaziali, temporali e di persone-. Nonostante i personaggi abbiano nomi diversi (e in più, ahimè, anche soprannomi, per via della lotta partigiana), li si confonde, si fatica a inquadrarli, a dar loro uno spessore che permetta di riconoscerli quando li si incontra dopo uno degli scarti temporali su cui è costruito il libro. Scrittura buona, corretta, asciutta, ma fin troppo: questo non è un saggio. Anzi, ora, a pensarci bene, sono molto più vive ed emozionanti alcune pagine del libro precedente sulla storia d'Italia.








