Chiedi alla polvere
di John Fante
€ 5,94
( -15%)- Listino€ 6,99EditoreEinaudiData uscita07/10/2010Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788858400074FormatoEPUB con Adobe DRMDimensione1152651 B
Sinossi
Lasciatosi alle spalle i duri inverni del Colorado e il ricordo di un'infanzia poverissima, Bandini, l'ambizioso italo-americano, è arrivato finalmente a Los Angeles che diventa lo spassoso teatro delle sue ambizioni artistiche e il luogo magico della sua educazione sentimentale. Con un'introduzione di Alessandro Baricco
Recensioni
Come uno di noi
Scritto da penel0pe il 08 agosto 2011
Leggo i libri di Fante e poi..non riesco a parlarne.Non so spiegare bene sta cosa..è che leggere ciò che scrive è come sentir raccontare il lato di noi che vorremmo sempre un pò nascondere.Tu lo leggi e dentro di te dici:"cavolo, quell'idea un pò meschina l'ho avuta anch'io;quella bugia l'ho detta;quella rabbia l'ho provata;quell'umiliazione l'ho sentita bruciarmi l'anima una volta;quella tristezza ha devastato anche me;quella dolcezza un giorno mi ha schiacciato. Magari non a Los Angeles,ma a Torino,Milano,Napoli,Bari...Alla fine è uguale. Che forza Fante...in un solo racconto,tante vite insieme.
Il cagnolino ride ancora!
Scritto da enrico66m il 14 aprile 2011
Alla fine chiudi il libro e cerchi le parole. Sembra che una nuvola ti sollevi e ti porti via. Una nuvola di polvere? Bandini reo del terremoto di Los Angeles, Bandini ossessionato dallo scrivere, Bandini alienato nell'amore per una donna che non lo ama: BANDINI VITTIMA DI SE STESSO. In quella nuvola ci son le ceneri di Bandini. C'è da sorridere, ma anche da immalinconirsi a immaginare Bukowski (colui che lo ha riscoperto)che va a trovare Fante in clinica e gli chiede della femmina del romanzo. Una femmina che esiste davvero, ma della quale Fante si preoccupa che se ne parli solo come un personaggio immaginario. Un libro leggendario non solo per la storia in se', ma anche per gli strascichi legali della casa editrice Stackpole Sons contro il governo tedesco per la pubblicazione non autorizzata del Mein Kamps di Hitler. Le finanze dell'azienda ne sono danneggiate e Fante attribuisce a questo fatto (e alla convivenza nel medesimo catalogo) la mancanza di promozione al proprio libro. Oggi non ha più importanza: il cagnolino ride ancora, e tu Arturo, sei una polvere sottile, molto, molto pericolosa... Saluti
Chiedi alla polvere
Scritto da LibrandoBens il 01 marzo 2011
Los Angeles fa schifo, la gravità della sua malinconia ti si aggrappa al collo fino a piegarti e a costrngerti a raccogliere con la bocca la sabbia e la polvere trasportata da venti oceanici. Los Angeles è una bugia, le tette siliconate strizzate in aderenti abiti da sera sono un microcosmo galleggiante nelle putride paludi del disagio. Los Angeles ha sputtanato la storiella della mobilità sociale e mandato a quel paese Tocqueville ormai da tempo. Los Angeles è una città per persone sporche e squallide come la stanza di Arturo Bandini o come la macchina sgangherata di Camilla, è una città acida come il caffè al Columbia Buffet e malata come il corpo tubercolotico di Sammy. In "Chiedi alla polvere" L.A. gioca un ruolo passivo, ma la sua presenza oscura si insinua in ogni recondito anfratto: è lì, in ogni pagina, silenziosa, mai distratta, regale nella sua decaduta magnificenza come la Roma dilaniata dai barbari. E' nella desolazione delle sue strade che si muove Arturo Bandini, scrittore in cerca di gloria e di un'idea, lacerato da un amore non corrisposto, ambiguo, doloroso, strano. E' su questo cuore spezzato che cammina Camilla, che ama un altro, che non la vuole
da leggere
Scritto da akkun il 23 novembre 2010
"Chiedi alla polvere" è un libro che mi è piaciuto fin dall'inizio della lettura. Il protagonista è uno scrittore italo-americano che è abbastanza bravo nella sua attività, ma non altrettanto nei rapporti con le persone. I suoi comportamenti mutevoli e contraddittori spesso ne dimostrano i suoi punti deboli. E' sicuramente un personaggio molto strano tutto da scoprire.
Consigliato per le scelte stilistiche e lo humour
Scritto da mauraorlando il 12 novembre 2010
Mi è piaciuta molto l'atmosfera di questo libro e l'equilibrio che si crea tra ciò che va bene e ciò che va male... anche se una delle due cose, alla fine, prevale, perchè il finale è SEMPRE importante...
La sincerità di Bandini
Scritto da chrisg il 13 settembre 2010
Non avevo mai letto niente di John Fante fino ad ora. Sapevo che Charles Bukowski era un suo grande fan ma non mi ero mai avvicinato ai suoi libri fino a quando mio fratello non ne ha portato uno a casa. Ho iniziato a leggere "Chiedi alla polvere" e sono rimasto colpito come da un pugno in piena faccia. Un pugno semplice e sincero. Un racconto che si snoda nello spazio intimo ed interno di Arturo Bandini, un giovane scrittore che è approdato a Los Angeles alla ricerca di fama e fortuna e amore e identità. La sincerità dei suoi pensieri e delle sue riflessioni, dei suoi sogni e delle sue manie di grandezza è quello che rende il libro così dannatamente diretto all'animo dei lettori. Un libro che mette a nudo la mente del personaggio, la sua psicologia schizofrenica che percorre mille strade diverse, fatta di mostri e rimorsi religiosi, di contraddizioni che non riescono mai a trovare soluzione, di tensioni opposte che sventrano l'anima. Un libro che riesce a stupire il lettore perchè in fin dei conti siamo tutti come Arturo Bandini.
C'è un Arturo Bandini in tutti noi.
Scritto da luis82 il 27 agosto 2010
Impossibile non identificarsi, per un appassionato di lettura e magari appassionato di scrittura, nella figura di questo giovane scrittore italo-americano con alle spalle un solo racconto pubblicato su una rivista e una smania di voler diventare uno scrittore affermato a tutti i costi. Le attese per l'ispirazione o la risposta del mentore seguono le paranoie e le grottesche esperienze di Arturo Bandini, stati d'animo in cui chiunque si è trovato in certi frangenti della propria vita, anche senza restare nell'ambito letterario. In Bandini è impossibile non rivedere inoltre un Bukowski, certo più conformista, ingenuo e molto più illuso del domani ma con un rapporto particolare con i personaggi che gli ruotano attorno e soprattutto con le donne. In mezzo possiamo respirare la società americana di quegli anni (anni '30-'40 circa del novecento) in cui c'era un mescolarsi di razze e dove iniziava ad uscir fuori una seconda generazione di immigrati. Nati sul suolo americano si consideravano americani a tutti gli effetti senza essere però accettati come tali dal resto della popolazione. Non è difficile notare le similutidini di quella società, che sembra distare secoli, da quella attuale e, soprattutto, con quella italiana dei nostri giorni. Un paragone che fa riflettere. Chiedi alla polvere è il mio primo approccio a John Fante, di cui senz'altro leggerò altro a partire dagli altri romanzi del ciclo di Arturo Bandini, una sorta di autobiografia dello scrittore (interessante in proposito è leggere l'appendice del libro).
STUPENDO
Scritto da koken il 25 agosto 2010
Leggetelo leggetelo leggetelo!!!! Arturo Bandini è un grande...... così come Camilla Lopez.....
Geniale
Scritto da tresJulie il 25 agosto 2010
Le recensioni negative a questo libro (e a tutti gli altri della saga di Arturo Bandini) hanno curiosamente tutte la stessa motivazione: l'antipatia per il protagonista. Ed è questo il motivo che mi ha spinto a comprare e leggere Chiedi alla Polvere: sono stata molto più colpita dalle recensioni negative che da quelle positive. Uno scrittore che riesce a caratterizzare un personaggio così bene, tanto da farlo risultare ai lettori "arrogante", "insopportabile", "immaturo", "odioso" dev'essere un genio. E deve essere anche molto bravo. La scrittura di John Fante è ironica, scorrevole, a tratti lirica e molto spesso irriverente (non per niente fu lo scrittore preferito di Bukowski). Bellissima l'introduzione di Alessandro Baricco.
Aria di deserto
Scritto da agnesepizzolla il 07 agosto 2010
Una storia in cui l'ambiente si fonde con i personaggi e in cui il calore delle strade polverose del deserto ti entra dentro e ti accompagna nella vita dell'autore/protagonista. Le ossessioni di Arturo Bandini, il mischiarsi magistrale delle sue certezze e delle sue paure, lo rendono uno di quei personaggi che puoi amare solo dopo averne davvero capito l'essenza. Valore aggiunto il prologo/epilogo, che permette al lettore di rileggere storia e personaggi con occhi diversi
Essenziale...
Scritto da lupo il 21 gennaio 2010
Fante in questo romanzo crea un personaggio, Arturo Bandini, che sta a rappresentare se stesso, figlio di immigrati italiani, che sogna di diventare uno scrittore di successo. Questa è fondamentalmente una delle due storie su cui il romanzo è costruito, che si intreccia anche con una storia d’amore dello stesso Bandini con una ragazza messicana (ispano-americana), che però non ricambia i suoi sentimenti . A contorno vi sono una serie di excursus, riguardanti il suo essere cattolico, la condizione difficile degli immigrati nel periodo della Grande Depressione, la difficoltà di un ragazzo nel manifestare i propri sentimenti verso una donna, che fanno di Chiedi alla Polvere un romanzo non unitario con dei riferimenti al fantastico, al grottesco, al surreale. Descrivo una delle immagini, o, come sostiene Baricco, “squarci d’assurdo”, che ho trovato al top della surrealtà:"Bandini, innamorato della cameriera messicana, per una notte si concede ad un’altra donna, che gli si butta praticamente tra le braccia, ma che lui non ama, né tollera più di tanto. Il mattino seguente alla notte di passione con questa donna, ripensando al suo vero e sincero amore, è ossessionato dal senso di colpa e dal peccato che ha compiuto; (data l’educazione cattolica che ha ricevuto dalla famiglia) a tal punto da immaginare una vera e propria catastrofe naturale sotto forma di terremoto, che sconvolge il quartiere dove vive. Un’immagine questa che ho trovato originale nella sua esagerazione e che insieme ad alcune altre ha contribuito a rendere questo libro molto interessante anche dal punto di vista delle diverse chiavi interpretative individuabili.
Ragazzo non ancora uomo
Scritto da byAx il 24 agosto 2009
Arturo Bandini, i suoi 20 anni, e il desiderio di fare lo scrittore. Arrogante, sognatore, insicuro, crudele proprio come molti altri ragazzi di quell'età. Lui, però, ha la scrittura, un dono in grado di elevare la sua condizione umana, di rimetterlo in gioco grazie alle esperienze di vita, ma che ancora gestisce con difficoltà. Forse è presto per considerarsi uomo, e la polvere di questo romanzo è solo uno dei necessari tasselli. Fante esplora il mondo di Arturo con l'indubbia capacità di raffigurarlo vivo, a volte rendendolo antipatico, altre dipingendolo con tratti di inesprimibile poesia. Ogni pagina rivela il suo personaggio senza risparmiare nessun sentimento. L'ho letto d'un fiato, mi è piaciuto, ma non mi ha conquistato del tutto.
così così
Scritto da girasonia76 il 14 febbraio 2009
Mi piace che la mia edizione abbia la prefazione di Baricco, che racconta e spiega la storia nel modo in cui lui sa fare. Ti ritrovi a leggerla con uno sguardo diverso. Odio Arturo Bandini. Mi è stato antipatico fin dalla prima pagina, troppo pieno di sè, troppo ridicolo. Se me lo fossi trovato davanti, gli avrei semplicemente riso in faccia. Un cretino. La storia si fa leggere ma non coinvolge. Non mi è rimasto niente di particolare se non il prologo finale, che la racconta tutta in un intreccio di autobiografia e romanzo. Ecco: si può riassumere tutta in quelle poche pagine senza perdere chissà cosa.
il capolavoro?
Scritto da mezzolitro il 05 marzo 2008
Agosto 2007 Molta attesa per questo riconosciuto capolavoro di Fante. Per me pero' sotto altri suoi titoli, e non di poco. Resta piacevole la scrittura, belli i personaggi, ma le attese (forse gonfiate dalla fama del testo) non sono state mantenute.








