Che la festa cominci
di Niccolò Ammaniti
€ 5,94
( -15%)- Listino€ 6,99EditoreEinaudiData uscita07/10/2010Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788858400296FormatoEPUB con Adobe DRMDimensione2227544 B
Sinossi
Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell’Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive piú una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.
Recensioni
Il mio libro preferito
Scritto da gioacchino.pignoloni il 17 marzo 2011
E' il mio libro preferito: storia che non sta in piedi, scritto con frasi fatte, forzate e ruffiane, sgrammaticato in più parti (es. pag 274:"Un gruppo di terroristi obesi erano calati..."). Eh si, era proprio il libro che aspettavo. Letto in sette giorni per la rabbia di finirlo. Mi sono sentito preso in giro da scrittore e da casa editrice. Non comprerò più libri nè dell'uno nè dell'altra.
incredibile
Scritto da RedArt967 il 02 marzo 2011
Incredibilmente surreale e divertente, esilarante e a tratti commuovente, uno spaccato "non troppo" grottesco della nostra bella società
surreale
Scritto da franx77 il 13 dicembre 2010
Davvero curioso questo romanzo che sembra ruotare intorno alla figura di uno scrittore di successo che ha perso l’ispirazione, ma in realtà si presenta come un romanzo corale in cui ogni personaggio ha un suo spessore nella trama che risulta a tratti divertente e a tratti riflessiva. Sopra ogni altra cosa un libro surreale.
esilarante2
Scritto da andreoli il 01 dicembre 2010
E' un libro che, pur raccontando una storia decisamente improbabile,disegna con ironia e lucidità le follie dei nostri giorni, le miserie e le debolezze umane, assolvendole nello svolgimento del testo. E' divertente, fa riflettere, fa stupire, fa immaginare uno scenario così splendido come Villa Ada potrebbe tornare ad essere se solo si avesse il coraggio di curarla come merita. Un libro che continuo a consigliare a chi ha voglia di verificare il potere della scrittura, ancora una volta.
Esilarante
Scritto da valeross il 29 novembre 2010
E' il primo libro di Ammaniti che leggo, ma devo dire che mi ha conquistata con la sua divertente irriverenza! Il libro mi è stato prestato da una persona che non lo aveva ancora letto e l'ho iniziato senza sapere cosa aspettarmi, sono quindi rimasta molto sorpresa nello scoprire questo mondo così surreale, al punto da far riflettere sulla realtà. Sicuramente leggero altri suoi romanzi ora.
Bello!
Scritto da sofia.lg il 28 novembre 2010
«Ho riso fino alle lacrime. Poi ho smesso e sono diventata seria! Grande Ammaniti »
pervasi da un vorticoso delirio...
Scritto da graziadel il 19 novembre 2010
Leggere questo libro significa alternare momenti di sana ilarità a pensieri profondi e a tratti angoscianti. I personaggi sono profondamente reali nella loro stranezza e a volte il surrealismo nasconde spunti di riflessione anche tragica. Il prologo dipinge una realtà nella quale facilmente si trova spazio per identificarsi, poi la festa avvolge e travolge tutti in un turbinio di eventi inaspettati che rendono la lettura rapida ed appassionante. Da leggere tutto d'un fiato ma soffermandosi di tanto in tanto a "scavare"... perchè nelle "macerie dilaganti" si possono trovare tanti spunti su cui riflettere. Ammaniti, come sempre, lascia libere le più personali riflessioni.
Che la lettura inizi..
Scritto da elenafrancesconi il 08 novembre 2010
Il libro è all'inizio molto divertente e ahimè molto realistico. Pultroppo si sciupa nel finale, secondo me molto macchinoso e troppo fantasioso...ho avuto l'impressione che dovesse finire il libro ma che non sapesse come fare...
molto Ammaniti
Scritto da claudioP il 09 settembre 2010
Storia inverosimile descritta con lo stesso stile di "Ti prendo e ti porto via". La trama prende soprattutto per lo stile leggero con cui si affrontano anche situazioni imbarazzanti. Si legge tutto di un fiato, poi ripensandoci si realizza che non è un capolavoro.
Rinfrescante
Scritto da Ulrich12 il 05 settembre 2010
D'accordo, la caricatura dello show-biz è piuttosto meccanica. D'accordo, certe tematiche sono affrontate in maniera compilativa. Però ci si diverte. Eccome. A distanza di quasi un anno, al pensiero di certe pagine rido ancora. C'è mestiere, sapienza narrativa, nella costruzione del finale. E poi l'autore testimonia sincero affetto nei confronti di alcuni personaggi, a riprova che tra tanti accessori di plastica essi posseggono anche un po' di carne e un po' di cuore.
così, così
Scritto da Rastaman il 01 settembre 2010
Apprezzabile lo sforzo, ed il coraggio, di denunciare l'odierna italica società, edificata sulla corruzione, sulla nullità, sulla prostituzione di corpi e di menti, ma quanto sono lontane perle come "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda".
Buono l'inizio, eccessivo il finale.
Scritto da laucec il 23 agosto 2010
Non l'ho trovato all'altezza dei precedenti romanzi di Ammaniti, tuttavia non si può dire che manchi la sottile ironia tipica dell'autore e in certi punti è stato anche molto divertente, quasi comico direi, graffiante e grottesco. Ho come sempre apprezzato il suo cinismo nel prendere in giro la società dei nostri tempi attraveso personaggi esagerati ma forse neanche troppo. Non credo di poter dire che questo libro mi abbia deluso, più semplicemente mi è sembrato "diverso" rispetto agli altri che avevo precedentemente letto. Ho sicuramente preferito la prima parte alla seconda un po' troppo surreale, "esagerata".
meraviglioso a metà
Scritto da amaca il 22 agosto 2010
fino alla festa è semplicemente perfetto! Tagliente, intelligente, con la descrizione degli invitati che regalano una sana allegria, poi.... tutto lo humour si scioglie in un horror inutile, stonato per un finale quasi caricaturale... non me lo spiego ma la prima parte va letta!
Ammaniti
Scritto da clanto il 05 agosto 2010
Per me è il più grande di tutti. I suoi libri sono sempre un successo. Spero scriva presto un nuovo libro.
è sempre lui
Scritto da e.morla il 04 agosto 2010
dalle prime pagine sai gia che non ti puoi più scollare da quel genio di ammaniti. lo consiglio veramente a tutti.
bello ma non il migliore
Scritto da markob0676 il 24 giugno 2010
Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. il finale è quasi fantascentifico, è un po scontato. Ovviamente lo stile è quello del solito, fantastico, geniale Ammaniti.
"Che la festa cominci"
Scritto da valentina.m il 04 maggio 2010
Lo stile e' sicuramente inconfondibile. Non sarebbe Ammaniti con la sua ironia e il suo procedere e approdare al grottesco. Nel complesso un bel libro ma non uno dei migliori.
in ogni caso da leggere!
Scritto da ilgregario il 04 marzo 2010
Un libro così lo potrebbe scrivere solo Ammaniti. Bello, scorrevole, l'ho finito in 2 giorni. Storie incrociate, al solito, che alla fine vanno a scontrarsi.A tratti divertente ed esilarante.Però, in effetti, in qualche passaggio della storia si arriva al grottesco. Comunque, come detto, vale la pena leggerlo.
Che la festa cominci
Scritto da Kurdt il 22 febbraio 2010
Lettura molto piacevole grazie ad una trama lineare ma mai noiosa in puro "stile Ammaniti" con colpi di scena e risvolti inaspettati. E', però, il lavoro peggio riuscito dell'autore che insiste sempre sui soliti elementi per costruire le sue storie. In ogni caso un bel libro.
RISATE
Scritto da francesca77 il 09 febbraio 2010
L'ho letto tutto di un fiato e sono morta dal ridere, quest'opera di Ammaniti è veramente esilarante. Molto scorrevole, una storia che richiede fantasia e una profonda analisi intellettuale delle debolezze dei nostri tempi.
peccato
Scritto da steo977 il 04 febbraio 2010
inizio promettente e coinvolgente...poi ad un certo punto diventa quasi fantascienza..peccato!!!
SCORREVOLE
Scritto da tonkio77 il 15 gennaio 2010
A mio parere molto bello, un libro di facile lettura. Le storie incrociate rendono il tutto più interessante.
Che la festa cominci
Scritto da Crikket il 13 gennaio 2010
L'inizio era promettente, ma da un certo punto in poi l'ho trovato noioso. Dalle premesse sembrava molto meglio.
La festa è con Ammaniti
Scritto da lollo92 il 05 gennaio 2010
Perchè quando si legge un libro di Ammaniti si entra in un universo parallelo. Un universo inventato da questo simpatico e semplice scrittore. Che si è accorto del marcio che c'è nel mondo, in Italia, e lo denuncia col sorriso in faccia, mascherando il tutto con sketch, battute, scene erotiche e il suo solito modo di scrivere molto diretto e asciutto. C'è una grande festa a Villa Ada. Gli invitati sono i più vari ma la chiave per entrare è una sola: appartenere al mondo dello spettacolo. Eppure ci finiscono dentro anche degli aspiranti satanisti, come camerieri naturalmente. Inutile dire che, grazie a loro, la festa non procederà come previsto. E tra tutti i vip ne scoviamo uno in particolare che non si sente a suo agio, uno scrittore, uno che dovrebbe starsene a casa sua ma che ama fin troppo apparire e farsi vedere, pur avendo parecchi dubbi interiori. Seguendo una trama particolarmente intrecciata, divertente e a volte anche inverosimile (ma ormai lo conosciamo l'inverosimile di Ammaniti, è particolare, è un simil-inverosimile, un verosimile falsato insomma), si affrontano vari temi. Principalmente c'è uno sguardo diretto e accusatorio ai vip, ai Mass-media, all'Italia. Dove ognuno fa come vuole, dove le figure di merda non esistono e se proprio esistono fanno anche bene, dove conta solo l'apparenza e non l'aspetto interiore. Vallettopoli, calciopoli, mafia, prostituzione, scandalo: tutti mischiati insieme. Questa è l'Italia. I personaggi di Ammaniti sono come al solito simpatici, divertenti, ben delineati e soprattutto: veri. Perchè ci si rispecchia in loro. Perchè "sono" noi. Stereotipati. "Siamo" loro. L'unico piccolo neo del libro può risultare l'assenza di un vero apice, la piattezza del ritmo. Certo, ci sono parecchi colpi di scena, ma è come se alcuni di essi fossero prevedibili o comunque non risaltino rispetto agli altri. Si viaggia sempre sullo stesso ritmo. Ma se la storia presenta qualche piccolo neo (ma proprio piccolo, perchè tutto il libro è davvero godibilissimo e non stanca mai, c'è sempre voglia di andare avanti, di leggere, di curiosare e di conoscere meglio la storia e i personaggi) lo stile, la sintassi, la grammatica, la narrazione, non hanno eguali. Ogni frase, ogni parola, ogni virgola sono al loro posto e sembra quasi che il libro non lo si stia leggendo con gli occhi ma con la mente, tanto è diretto e si legge facilmente. L'inconfondibile stile di Ammaniti sottoposto ad un labor limae eccezionale. Perchè si riesce a vedere ogni scena, a provare ogni emozione. Si è nel libro. Siamo vicino ad Ammaniti mentre lo scriveva. Siamo con i satanisti. Con lo scrittore che vuole apparire. Con i vip. Siamo, invece, ma non sembra, sul nostro divano a leggere col sorriso in faccia, soddisfatti di una lettura così piacevole, non vedendo l'ora di mettere il libro in bella vista nella propria libreria. http://recensioni-di-libri.blogspot.com/
che la festa finisca.
Scritto da Francois il 03 gennaio 2010
libro ridicolo. sfiora veramente l'insulto alla lettaratura. non è tanto quel che racconta, ma come è scritto. pensa di far ridere? diamo fuoco a tutte le copie, spariamole come fuochi d'artificio nel cielo, e allora si che la festa inizierà.
Delusi, zippatevi la bocca!
Scritto da gialupa il 28 dicembre 2009
Niccolò Ammaniti è IMMENSO. Non è lui ad essere grottesco, è la nostra realtà da lui descritta che lo è. Dove i veri eroi sono gli anti-eroi, e i benpensanti sono comparse sempre vincenti ma senza spina dorsale…
Bello!
Scritto da Py87 il 14 dicembre 2009
Ammaniti non si smentisce. Il suo stile e la sua tragicomicità sono unici. :) Merita davvero!!! Unica pecca, se si può definire tale perchè è questione di gusti, è che secondo ha scritto romanzi molto più belli. Ma come ho detto prima è questione di gusti.
Flash! Ciak! Boom!
Scritto da alba_z il 23 novembre 2009
"Che la festa cominci!" Si leva il sipario e appare un mondo in disgregazione, soffocato dalla rozzezza, impastoiato nell'ignoranza, risucchiato nei gorghi del cinismo, malato di disperazione. Quella di Ammaniti è un'analisi tra l'ironico e il grottesco; l'amarezza vi serpeggia in venature profonde ed intacca la spavalderia di superficie fino a trasformare la comicità in tragedia, e il dramma in pantomima. Lo srittore rappresenta, con la maestria di un esperto in thriller, gli effetti catastrofici della "civiltà" inquinata dal filtro mediatico: il culto della spettacolarizzazione contamina ogni evento e imbriglia i personaggi in un'inesorabile trappola; la realtà ordinaria, per emergere dalla sua insignificanza, si nutre del paradosso, ma non si libera della melma appiccicosa, e paralizzante, dell'incultura. La salvezza è la regressione alla semplicità, una tana, un rifugio primitivo, lontano dalla pazza folla, in cui isolarsi per ricostruire mente e anima, senza orpelli fantasmagorici, obnubilanti e accecanti.
Che la festa cominci
Scritto da f.piro il 22 novembre 2009
In perfetto stile, Merita la lettura in un fiato
viva ammaniti!
Scritto da etoiledusud80 il 17 novembre 2009
aspettavo questo libro da tempo! e come sempre stupendissimo come tutti i libri di ammaniti:) leggeteloooooooo!
"Che la festa cominci " di N. Ammaniti
Scritto da Lucia_D il 14 novembre 2009
E’ una storia pazzesca, questa raccontata in “ che la festa cominci “. Ammaniti ha dato sfogo a tutta sua meravigliosa fantasia, alla sua verve e al suo innato talento. Il libro è ambientato a Roma e si muovono, personaggi particolari, se osservati nei dettagli, e assolutamente comuni, se visti nella massa. Il Talento, sta appunto, nell’osservare oltre le apparenze . Il primo da”osservare “è Saverio Moneta. Saverio è un ragioniere stanco e insoddisfatto, sposato con una donna insopportabile che lo tratta come se fosse pezza da piedi. Lui ha una vita parallela, perché è il capo di una setta satanica, Le Belve di Abbadon, setta, a dire il vero un pò sfigata. Non riescono a organizzare nulla e poi sono solo in quattro a farne parte. Lui tenta ( sogna ) di organizzare qualcosa che li faccia balzare al primo posto tra le sette sataniche italiane. Il secondo da “osservare “ bene è Fabrizio Ciba, scrittore talentuoso che però è fermo da circa cinque anni nella stesura del suo ultimo romanzo. Fabrizio è sicuramente un bravo scrittore, eppure conduce una vita abbastanza dozzinale…non è certo circondato da intellettuali, ma piuttosto da una vasta schiera di ignoranti. Specie di donne “ stupide “, che preferisce a donne intelligenti, perché così il suo ego la fa da padrone. Entrambi hanno modo di partecipare alla mega festa organizzata dall’imprenditore Sasà Chiatti a Villa Ada. Parteciperanno a questa festa, che sarà il party dell’anno, le varie attricette, veline, calciatori, chirurghi estetici e vari pisco-intelletuali. Ciba cerca di spaziare e cavarsela tra queste varie fette d’umanità , metre Saverio è lì con la sua setta per portare a termine un piano diabolico ai danni di una cantante convertita da poco al cattolicesimo. Durante questa lunghussima festa capiteranno avventure incredibili, iperboliche che Ammaniti riesce a raccontare in maniera molto semplice e soprattuto comica, delineando le sfaccettature dell’essere umano nell’epoca in cui viviamo. Un’epoca colma di vizi, di effimero e soprattuo della perdita di dignità .Proprio uno dei personaggi dice che non esiste più la classica “ figuara di merda “. Un tempo gli uomini ne erano ossessionati. Oggi invece non esiste più. Sembra che oggi si possa commettere tutto, anche le cose più disprezzabili. E queste invece di nuocere a una persona, la rende invece più affascinante, più meritevole di curiosità e attenzione. Basta guardare i giornali italiani, in questo senso. Il libro è incredibile. Si ride dall’inizio alla fine. Un vero e proprio antidepressivo.








