Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone
di Corrado Augias
€ 9,99
- Listino€ 9,99EditoreRizzoliData uscita08/02/2012Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788858623817FormatoEPUB con Adobe DRMDimensione0.84 MB
Sinossi
"Negli ultimi novant'anni sono stati mandati e tenuti al potere per circa quarant'anni uomini con una evidente, e dichiarata, vocazione autoritaria. Nel 1922 la prima volta, nel 1994 la seconda. Non sto proponendo un confronto diretto tra Mussolini e Berlusconi, chiaramente impossibile. Ma tanto nel 1922 quanto nel 1994 c'è stata da parte di molti italiani una specie di cessione di responsabilità. In entrambe le occasioni è sembrato che una maggioranza relativa di cittadini, stanchi dal peso e dagli affanni della cosa pubblica, abbia voluto caricare l'intero fardello sulle spalle di un solo uomo, visto come un inviato dalla Provvidenza. Una delega in bianco: occupatene tu, lasciaci liberi di sbrigare le nostre faccende e avvenga ciò che può. Due volte in meno di un secolo non sono più un incidente; è ragionevole pensare che siano invece un sintomo, una sindrome. Questo libro è un'indagine sulla sindrome che affligge l'Italia". Corrado Augias
Recensioni
evitabile
Scritto da almazzurra il 11 febbraio 2012
ma che sciocchezza, la solita visione manicheista-populista
Le tante facce della libertà
Scritto da Lomb il 19 febbraio 2012
Nel volgere di pochi mesi, due "colonne" del giornalismo divulgativo italiano, ovvero Piero Angela ("A cosa serve la politica?" - Mondadori) e, con questo libro, Corrado Augias si sono occupati della difficile situazione economica, sociale e culturale in cui si è arenato in nostro Paese. Pur partendo da approcci diversi (filosofico quello di Augias e molto "razionale" quelle di Angela), i due autori giungono alla stessa conclusione: l'"italiano medio" è rassegnato a vivere in un Paese che tale non è, dove meritocrazia, rispetto delle Istituzioni, lealtà, efficienza, ecc.. sono solo belle parole sbandierate da tanti con falsa convinzione. Il cittadino accetta tutto ciò, chiedendo in cambio un po' di quella "libertà distruttiva" tanto ambita dalla classe dirigente: poter evadere le tasse senza correre troppi rischi, poter sanare una casetta abusiva, insomma poter abusare della cosa pubblica anziché costruirla e valorizzarla insieme agli altri. Purtroppo non è solo storia recente: fa effetto leggere in questo libro di Augias citazioni di Calvino, Leopardi, Machiavelli o Dante Alighieri (!!) che suonano così attuali. Le digressioni storiche dell'autore sono sempre pregevoli e non mancano gli ormai consueti attacchi al Vaticano, le cui ingerenze nella vita civile, ieri come oggi, sono annoverate come una delle cause del malessere sociale italiano. Augias cade un po' nel banale quando, nel criticare a buon diritto la pessima concezione del potere nella visione berlusconiana, attacca l'ex Presidente del Consiglio accusandolo di aver causato con i propri palinsesti televisivi, il decadimento culturale del nostro Paese; dimentica l'autore che, in realtà, le tv commerciali non hanno fatto altro che traslare in Italia "modelli" (le soap opera negli anni '80 o i realty show in tempi più recenti) che già imperversavano anche in Paesi non affetti dai nostri "decadimenti": viene da pensare, quindi, che le cause vadano cercate altrove. Una lettura nel complesso pregevole.








