Repubblica impopolare cinese

di Fabio Cavalera

Prezzo online:

€ 11,99

  • Listino€ 11,99EditoreBompianiData uscita12/10/2010Pagine-
  • LinguaItalianoEAN9788858701072FormatoPDF con Adobe DRMDimensione1.09 MB

Sinossi

Chi sono i personaggi che hanno fatto e faranno grande la Cina postmaoista, i protagonisti della Marcia Infinita, coloro dei quali non si può non sapere? Biografie raccontate, vizi e virtù di personaggi della politica, della economia, della società, dello spettacolo, della cultura cinese, in un affresco che ci rivela un mondo tanto diverso quanto tangente al nostro. Una ricognizione sulle modifiche e le contraddizioni della Cina dal 1976 (anno della scomparsa di Mao Zedong) a oggi, con il passaggio da una economia chiusa di stampo collettivista a un'economia che tenta di coniugare i dettami del Partito Comunista con uno capitalismo sfrenato e aggressivo. È nato così il neonazionalismo dei capitalisti rossi, patrioti e imprenditori, per nulla interessati a una revisione critica del passato e volti soltanto all'accumulo di ricchezze.

Recensioni

La nuova Cina tra potenzialità e contraddizioni

Scritto da piergiorgio.stocchi il 31 ottobre 2010

La Cina vista dagli occhi di Fabio Cavalera è un Paese dalle mille contraddizioni. Prima fra tutte, il netto contrasto tra l’altissima crescita e lo scarso sviluppo nazionale. Quest’ultimo infatti include i diritti del popolo cinese, quanto mai carenti. Si rintraccia poi un atteggiamento economico che, se da un lato è volto a favorire le esportazioni di merci dal Paese, dall’altro è finalizzato ad un protezionismo molto forte che impedisce gran parte delle importazioni. E ancora, se si tende a sottolineare un forte legame tra lo Stato e il partito comunista che, dopo secoli, è ancora il perno del sistema, al tempo stesso, non si possono nascondere le profonde riforme introdotte dalle classi dirigenti cinesi che si sono passate il testimone lungo gli anni. A tal proposito, l’autore di “Repubblica impopolare cinese” descrive i personaggi chiave che si sono succeduti dal periodo storico di Mao Tsetung fino ai prossimi anni, portando la Cina ad essere il Paese che oggi conosciamo e che conosceremo in futuro. Primo fra tutti, il governo di Deng Xiaoping che, dopo la prima generazione storica di Mao Tsetung, ha segnato una prima apertura della Cina ai commerci mondiali per ridare slancio all’economia del Paese. Ciò è stato fatto attraverso svariate riforme: gli incentivi nel settore agricolo; la capacità di attirare imprese straniere attraverso il basso costo della manodopera; una tassazione molto bassa; lo sviluppo del settore bancario rompendo il monopolio della "Banca Centrale" e dando vita a quattro istituti di credito (la "Banca di Cina", la "Banca dell’Agricoltura", la "Banca delle Costruzioni" e la "Banca Industriale e Commerciale"); ed, infine, introducendo la politica del figlio unico per contrastare il problema demografico. La terza generazione è stata quella di Jiang Zemin, durante gli anni ’90. Zemin ha saputo gestire importanti relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti ed è riuscito a portare la Cina nell’Organizzazione mondiale del Commercio, estendendo così la sua rete commerciale. La quarta generazione, invece, è quella attuale di Hu Jintao e Wen Jabao che governeranno fino al 2012. Così, tocca a loro portare avanti lo status di superpotenza mondiale della Cina gestendo l’import-export con gli Stati Uniti e l’Europa e stringendo accordi con Russia, Paesi Arabi, Africa e America del Sud che hanno le risorse naturali necessarie per l’industrializzazione cinese. Ciò che potrà meravigliare di più il lettore è che la Cina ha già deciso anche la classe dirigente che la governerà nel decennio dal 2013 al 2023, quella di Xi Jinping e Li Keqiang. Ciò dimostra l’importanza che viene data dallo Stato all’educazione e alla preparazione dei leader del futuro, anche se con i propri canoni che continuano a comprendere una forte oppressione del dissenso, come si è visto anche in Birmania. La quarta generazione avrà l’obiettivo di introdurre elementi di equità e di giustizia nello Stato attraverso i seguenti punti, già esposti dalla stessa classe dirigente futura: integrando i principi del marxismo con le caratteristiche della Cina; rafforzando il partito perché sia al servizio dello sviluppo economico e sociale; governando per il popolo, mantenendo un “legame di carne e di sangue” con il partito; perfezionando il meccanismo di democrazia; e promuovendo la moralità dell’azione pubblica. Quest’ultimo punto sarà molto difficile da attuare in un Paese come la Cina in cui la corruzione è davvero molto estesa, a tutti i livelli statali. Fabio Cavalera parla poi di altri personaggi molto importanti come Zhou Xiaochuan, governatore dalla fine del 2002 della “People’s Bank of China”, che crede nella necessità di una futura “finanza people-oriented” basata non tanto sul modello, ad esempio, dei derivati occidentali ma su nuovi strumenti connessi al miglioramento della qualità dei beni prodotti, puntando a nuovi mercati leader come quelli delle energie alternative, dell’elettronica e dell’alta tecnologia. Questi mercati potrebbero diventare anche il punto di partenza per il rilancio dei consumi interni. E’ di particolare interesse anche la storia dell’industria tecnologica cinese “Legend”, divenuta poi “Lenovo”, che nel 1985 si è vista scartare dalla Ibm alcuni progetti di sviluppo sul mercato nazionale e che poi li ha realizzati in proprio, divenendo la prima azienda di computer in Cina. La curiosità sta nel fatto che, nel 2004, la Lenovo ha incorporato la divisione personal computer della Ibm per un miliardo e settecentocinquanta milioni di dollari. Infine, una parte importante del libro viene rivolta alle persone che ogni giorno esprimono il proprio dissenso nei confronti dell’assolutismo statale sul territorio cinese e che, per questo, vengono torturati o imprigionati rischiando la vita. Il libro di Cavalera è davvero piacevole e molto attuale. Vivamente consigliato.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:politica internazionaleParole chiave laFeltrinelli:società e cultura, biografie generali, cina­politica, politica e governo

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