Lo straniero
di Albert Camus
€ 4,99
- Listino€ 4,99EditoreBompianiData uscita01/04/2011Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788858703854FormatoPDF con Adobe DRMDimensione6.02 MB
Sinossi
Pubblicato nel 1942, Lo straniero, un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell’assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo Il mito di Sisifo. Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto – il processo e la condanna a morte – senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe “assurdo”: la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e dì sentire. “È una verità ancora negativa”, ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un’edizione americana dello Straniero, “senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile”.
Recensioni
Un libro gelido
Scritto da franre il 05 dicembre 2011
E' la storia di Meursault, un piccolo impiegato che vive ad Algeri, e che conduce, come tanti altri, una esistenza chiusa in uno squallido conformismo; un giorno, quasi per caso, inesplicabilmente, uccide un arabo. Arrestato, non tenta neppure di giustificarsi, di difendersi, viene processato e condannato a morte. Chi è dunque Meursault, estraneo a se stesso? Un volgare assassino, un folle o un ribelle? Che significato hanno il suo gesto e il suo comportamento? Forse, la denuncia dell'assurdità di vivere e dell'ingiustizia universale. Un libro gelido e lontano come il sole, che soffoca Algeri.
Insensibilità
Scritto da riccardo.masciello il 01 novembre 2010
L'io narrante vive, senza provare alcun sentimento, la morte della madre, un rapporto amoroso, un inutile omicidio ed un processo, nel quale non si difende. Alla fine comincerà a sentire, ma sarà troppo tardi.
Assurdamente geniale
Scritto da andreala il 23 settembre 2010
Camus, dalla cui penna sono usciti pensieri e parole geniali, conferma in questo libro tutto il suo spessore filosofico. Ma non lo fa, come potrebbe sembrare normale per un filosofo, con un tomo alto e impegnativo, da digerire lentamente, ma al contrario mette in scena una scorrevole e piacevole narrazione. Una narrazione.. assurda! Ed in fondo, cosa c'è di più assurdo del non provare niente? Del non avere assolutamente nulla da esprimere? Nemmeno quando muore tua madre, e partecipi con discreta ovvietà al suo funerale. Nemmeno quando uccidi un uomo, sulla spiaggia, sotto il sole rovente, quasi per capriccio. E non sembri nemmeno tu il soggetto delle arringhe dell'accusa e della difesa, in un processo dove sei seduto al banco degli imputati per assistere in prima fila allo sfilare di vacue parole. Vorresti intervenire, per parlare ora della bestia descritta da uno, ora dall'uomo confuso descritta dall'altro. Ma ogni intervento sarebbe vano, ogni commento... assurdo.







