Il cimitero di Praga

di Umberto Eco

Prezzo online:

€ 8,99

  • Listino€ 8,99EditoreBompianiData uscita29/06/2011Pagine-
  • LinguaItalianoEAN9788858705032FormatoPDF con Adobe DRMDimensione9.52 MB

Sinossi

Trent'anni dopo Il nome della rosa, il nuovo attesissimo romanzo di Umberto Eco. La storia si svolge lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, si muove tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori. Può accadere di tutto, anche che l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti, e assomigli moltissimo ad altri che sono ancora tra noi.

Recensioni

uno scaltro forrest gump

Scritto da Betta01 il 02 dicembre 2011

Il protagonista di questo libro mi ha ricordato Forrest Gump. La versione furba, però. Anche lui si trova a partecipare e modificare il corso degli eventi storici in un periodo di tempo che va all'incirca tra il 1830 ed il 1900. A subire cambiamenti non sarà solo la storia Italiana. Non sempre in questo libro Eco riesce ad essere molto chiaro, e talvolta è un pò confusa la successione degli eventi... ed i flashback non aiutano. Resta comunque un grande, scritto per gli amanti del romanzo storico, dei complotti e delle falsificazioni.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

l'intreccio finale

Scritto da Cinzia58 il 30 novembre 2011

Beh, che dire…dopo le prime ottanta pagine sono stata molto tentata di riporre il libro nell’armadio, ma dopo essermi convinta che lo Studioso di Comunicazione e Scrittore Affabulatore Umberto Eco meritava un’altra chance, ho continuato a leggerlo e …ho fatto bene. La narrazione dopo le prime cento pagine comincia ad intrecciarsi e si apre un mondo di cospirazioni ottocentesche che navigano sott’acqua, tra spie e falsari. La più temuta di queste cospirazioni ottocentesche è costruita a tavolino, è artefatta, è spudoratamente falsa, come emerge sempre di più man mano che il romanzo avanza: è la cospirazione degli ebrei per la conquista del mondo, a spese dei cristiani del Papa e dei protestanti di Lutero. La paura dell’ebreo, ossia del diverso (per religione, abitudini, costumi, ecc.) era già presente nell’Ottocento e, già nell’Ottocento, qualcuno pensava allo sterminio degli ebrei, quello che diversi decenni dopo, qualcun altro ha messo in pratica. La descrizione di come veniva visto un ebro è, a dir poco, raccapricciante, ma emerge in tutta la sua chiarezza, come fossero solo paure costruite su documenti falsificati e inventati. Questa presunta cospirazione avvolge tutto il romanzo, tra una descrizione storica e l’altra, tra lo sbarco dei Mille di Garibaldi e le barricate dei rivoluzionari francesi della Comune. Personaggi storici famosi entrano così nella narrazione: da Garibaldi a Mazzini, da Vittorio Emanuele a Cavour, da Dumas a Nievo, da Dreyfus a Picquard, a Zola, ecc.. Se ci sono le cospirazioni, vere o temute, ci sono anche le spie. Così, gli eventi narrati ruotano intorno ad un personaggio cinico ed opportunista, pagato per spiare e produrre falsi documenti. Tale equivoco personaggio si sdoppia in quello di un Abate, la sua copertura, la sua doppia coscienza. Questa è l’arte affabulatoria di Umberto Eco. Ma torniamo agli ebrei, sì la descrizione negativa che ne fanno i vari personaggi, veri o inventati, è talmente esagerata, che dimostra come fosse artefatta. Molti si sono scagliati contro Umberto Eco temendo un’influenza antisemita, ma – al contrario – io penso che il romanzo spiega come nasce il razzismo, come venga artificiosamente costruito per interessi economici e politici, perché come dice uno dei personaggi <<Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria>>. Ottima la ricostruzione dell’affare Dreyfus, quell’ufficiale francese ingiustamente accusato di tradimento a favore dei prussiani e, veramente suggestiva, la descrizione dettagliata (molto dettagliata) di una messa nera. Beh, se c’è qualcuno che pensa che oggi la politica abbia toccato il fondo, beh leggendo quello che succedeva dietro le quinte alla fine dell’Ottocento, senza dubbio si ricrederà … Consiglio ovviamente la lettura di questo romanzo, ma solo a persone interessate delle vicende di quegli anni (fine Ottocento), perché la lettura è complessa, l’intreccio è a diversi livelli, quindi di non facile lettura. Il romanzo di Eco si basa sui Protocolli dei Savi di Sion, un falso documento prodotto nei primi anni del XX secolo in Russia dalla Okhrana, la polizia segreta zarista, e pubblicato in forma di documento segreto, attribuito a una cospirazione ebraica tendente ad impadronirsi del dominio del mondo. La natura di falso fu appurata già fin dai primissimi tempi successivi alla pubblicazione di detti Protocolli nel 1903; in particolare, una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921 dimostrò che gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica, non correlate agli ebrei. Nonostante la comprovata falsità di tali documenti, essi riscossero ampio credito in ambienti antisemiti e antisionisti e, tuttora, sono la base, specie in Medio Oriente, per avvalorare la teoria della cosiddetta cospirazione ebraica.

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

Deludente.

Scritto da FEDERICAOLIVI il 16 novembre 2011

Sono una grande amante di Eco ma questo romanzo proprio non mi è piaciuto, gli han fatto una gran pubblicità, successo nelle vendita, grande libro (in termini di pagine) ma per quanto mi riguarda, finire grande delusione. Un romanzo costruito su una storia molto zoppicante, contorta, mal scritta, di difficile comprensione e peccante in scorrevolezza e originalità! Nonostante tutto, spero ancora in Umberto Eco!

VOTA QUESTA RECENSIONE (0 voti) - (0 voti)

La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa di ambientazione storica, narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)