
Apprendere i contesti. Strategie per inserirsi in nuovi ambiti di lavoro
di Umberta Telfener
€ 23,80
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- Listino€ 28,00EditoreCortina RaffaelloCollanaL'intervento psicosocialeData uscita27/04/2011
- Pagine370LinguaItalianoEAN9788860303929
Sinossi
L’autrice insegna all’università “La Sapienza” di Roma ed è didatta del Centro milanese di Terapia della famiglia. Il libro si rivoge a tutti coloro che lavorano nei servizi sociosanitari e nel mondo del welfare. Un suo libro divulgativo uscito da Castelvecchi, “Ho sposato un narciso”, ha avuto molto successo.
Recensioni
"apprendere i contesti"
Scritto da laragrotto il 19 ottobre 2011
Una delle caratteristiche che contraddistingue l'opera è la scelta dell'autrice di rivolgersi non solo alla categoria degli "psi", ma anche a tutte quelle professioni che rientrano nel settore sociale e a coloro che, pur essendo già inseriti da tempo nel mondo del lavoro, vogliono riflettere sul significato del loro operare. La scelta già sottende una premessa molto forte: ossia che il lavoro multi professionale, il lavoro di rete è la prospettiva, la direzione cu tendere. Tre mi sono sembrati i concetti basilari su cui l'autrice rimanda l'attenzione del lettore. Innanzitutto l'importanza del sapersi muovere all'interno di un contesto. Per fare ciò bisogna considerare le proprie "griglie di lettura" e quelle che si sviluppano nell'incontro di un nuovo contesto. Le operazioni mentali devono, per essere efficaci, muoversi ad un secondo livello, il metalivello, la riflessione sulle proprie riflessioni. La posizione che si assume, di conseguenza, è un punto di partenza fondamentale. Il sapere di non sapere una scelta esplicita. Questa posizione, umile e professionale allo stesso tempo, è la conditio sine qua non per poter poi iniziare a "danzare" e , quindi, a muoversi all'interno del sistema con le altre professioni. Una seconda idea che l'autrice esprime con profonda convinzione è la necessità di intervenire in modo non iatrogeno: lo scopo dell'operare in ambito clinico e, in generale, in ambito sociale è, quindi, quello di introdurre cambiamenti, differenze, evoluzioni. Non a caso quest'idea è approfondita nel capitolo intitolato "I sistemi osservanti", dove il richiamo alla cibernetica di secondo ordine e, quindi, all'osservatore come parte del sistema stesso, ne è filo conduttore. Per considerarsi parte di un sistema è necessaria "una costruzione di una condivisione semantica", ossia è necessario capire quali siano le premesse comuni tra chi entra in un nuovo contesto e il contesto stesso, al fine di ridefinire la domanda circa l'intervento. Molto spazio è dato al processo dell'analisi della domanda e al bisogno di realizzare una sua ridefinizione come modus operandi per evitare il rischio di interventi già iatrogeni in partenza.Significa "uscire dalla logica con cui la stessa domanda è stata creata", ossia introdurre una differenza che ponga le fondamenta per possibili cambiamenti. La terza idea che più di tutte fa sì che questa sia un'opera innovativa e fondamentale per chi è interessato allo studio e all'agire nella complessità è la sfida che l'autrice lancia a tutti i terapeuti. La scommessa è quella di considerare la psicoterapia non più come strumento principe della psicologia clinica, ma come una tra le tecniche a disposizione dello psicologo, il quale è invitato a "pensare ad alternative". Ciò che un clinico dovrebbe fare è agire "fuori dalle quattro mura del suo studio e sporcarsi le mani intervenendo in maniere differenti dalla psicoterapia". Il fine, pertanto, è quello di riuscire a realizzare interventi di primo livello. Lavorare ad un primo livello implica rispettare la complessità, fare rete, ovvero, mettersi in connessione con gli attori di tutto il contesto che sarà, di conseguenza, "vissuto come significante". Ciò evidenzia l'assoluta importanza di riuscire a coordinarsi all'interno di una cornice disegnata dalle "risorse insite nelle persone, nei contesti oltre che nel sociale più allargato





