Un uomo e il suo destino
Scritta il:
05 settembre 2010
A mio avviso è il miglior romanzo di Faletti, persino meglio di “Io uccido”. La capacità di cogliere una trama ad ampio respiro, che viaggia in più direzioni (mistero, esoterismo, nostalgia, riflessioni su di sé, senso d'appartenenza, la storia e le ingiustizie), rende un thriller qualcosa di più di un assassino da svelare. Jim Mackenzie appare come il tipico playboy, bello e impossibile. Sappiamo fin da subito che farà strage di cuori (e di lettrici) con la sua pelle mulatta e gli occhi eterocromi. Questo è sempre il cliché di Faletti e dei giallisti in genere, puntare sull'America, sui suoi miti. In altri romanzi lo ha fatto, creando intrecci da contorsionista. Eppure man mano che il romanzo scorre scopriamo nel protagonista una sensibilità e una profondità spirituale che mai ci aspetteremmo dal classico eroe belloccio. Attaccamento alla famiglia, all'amore, ai valori, alla ricerca di se stesso, delle sue origini e del modo per chiudere un cerchio, un conto in sospeso da secoli. Destino e inevitabilità: sono elementi che non possono essere scissi, almeno per Jim, la sua gente, la sua città. Una storia toccante, triste, amara, ricca di emozioni. Assolutamente da leggere.