Appunti di un venditore di donne
di Giorgio Faletti
€ 17,00
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- Listino€ 20,00EditoreDalai EditoreData uscita09/11/2010Pagine384
- LinguaItalianoEAN9788860735393
Sinossi
1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret - dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana - che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. La comparsa improvvisa di una ragazza, Carla, che per sfuggire alla povertà decide di entrare nel giro della prostituzione, risveglia dolorosamente in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita - che comunque gli sarebbe preclusa - bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Incastrato come capro espiatorio in una serie di omicidi e in una strage efferata, per salvarsi non potrà contare che su se stesso. Il mondo, cui aveva cercato di sottrarsi scegliendo l’oscurità alla luce del giorno, lo risucchia mettendolo faccia a faccia con la violenza del proprio tempo. Qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare acqua cristallina i suoi traffici sporchi.
Giorgio Faletti presenta il suo libro:
Recensioni
Consigliato
Scritto da strega46 il 28 dicembre 2011
Personalmente sono sempre stato scettico su chi passa da un campo all'altro, specialmente se un ex comico comincia a scrivere. Invece Faletti si rivela pluritalentuoso, era partito col botto di "Io uccido", poi si era un pò perso in libri un pò meno buoni, ma con questo torna veramente allo splendore. Non cercate di anticipare le sue mosse, non ci riuscirete, l'unica cosa che potete fare è leggerlo e lasciarvi inghiottire dalle atmosfere della Milano anni '70
Originale
Scritto da brunagabutti il 03 dicembre 2011
Bravo.. al confine tra il buono e il cattivo.. in questo libro scopriamo che non è mai così facile avere un confine netto tra il bene e il male.. che non esiste il bianco e il nero..solo tante sfumature di grigio.. non male ... dopo la raccolta di racconti che ho trovato insipida e inutile era l'ultima chance che davo allo scrittore nei miei confronti.. proverò anche il prossimo..bravo Giorgio
INSULSO, EVANESCENTE E PRESUNTUOSO!
Scritto da MarioDAndreaMI il 09 aprile 2011
Più volte mi sono chiesto perchè mi ostino a comprare i libri scritti da Giorgio Faletti (l'unico che trovato decente è l'antologia di racconti "Pochi inutili nascondigli"). Azzardo qualche ipotesi di risposta: la curiosità di cercare di comrenderne il successo; l'indubbia scorrevolezza della prosa. E non mi viene in mente altro. In questo caso, forse, la nostalgia per la Milano dei tempi del Derby. L'ultima fatica di Faletti si rivela molto più faticosa per chi legge e più si procede più cresce, almeno nel mio caso, l'arrabbiatura per esserci cascato di nuovo, ma, soprattutto, una sorta di indignazione per la mancanza di pudore in cui viene strutturata una trama assurda in cui si OSA spingersi ai segreti di stato, alla mafia, alle Brigate Rosse, all'assassinio di Aldo Moro! Penso, con grande imbarazzo, alle traduzioni all'estero e all'ennesima figuraccia che ne ricaveremeo. Per me Faletti non è un grande giallista internazionle (come è riuscito a farsi considerare) e, d'altra parte, questo suo nuovo personaggio come "gestore" (anche se impossibilitato ad essere "utilizzatore finale") di escort è un degno rappresentante di questi nostri tempi, di questo nostro paese. Se proprio volete leggerlo, aspettate almeno l'edizione economica o fatevelo prestare. L'incipit recita: "Io mi chiamo Bravo e non ho il cazzo". Si protrebbe riformulare in "Io mi chiamo Giorgio, non ho la statura dello scrittore di tallento, ma ho un gran culo!". (Excuse my French!).
Avvincente
Scritto da helios59 il 24 febbraio 2011
Racconto avvincente con sufficienti colpi di scena nello stile Faletti. Lettura piacevole.
Da leggere
Scritto da Benedicto74 il 12 febbraio 2011
Ancora una volta Faletti mi stupisce , cercando di svelare solo in parte quelle conbriccole di uomini che gestiscono il nostro paese, vedi la P2 , P3 e così via. Da non perdere assolutamente
PACATO
Scritto da nargilli65 il 19 gennaio 2011
Assolutamente fuoti dal suo target abituale Brigate Rosse, politica, Milano by night sembra piu'una telecronaca di Milano negli anni del rapimento Moro......una svolta ma solo verso la fine..partenza piatta non incalzante leggibile ma non paragonabile ai precedenti.
Discreto
Scritto da icnarf il 10 gennaio 2011
Sicuramente non paragonabile con "niente di vero tranne gli occhi" o "io Uccido". L'inizio mi è sembrato un po' lento e poco avvincente poi si lascia leggere facilmente. Ribadisco il giudizio del titolo DISCRETO
Non mi convince
Scritto da Gopaleena il 10 gennaio 2011
Ho letto tutti i romanzi di Faletti e devo dire che li ho trovati in peggioramento. "Appunti di un venditore di donne" però è senz'altro il più brutto che ho letto - frasi fatte, luoghi comuni, banalità quasi in ogni pagina. Non lo consiglio. Peccato però!
GARBATO
Scritto da MANUELIO il 03 gennaio 2011
Io Uccido è stato davvero un libro ad effetto, con colpi di scena e sorprese inaspettate; un ritmo avvincente e che toglieva il fiato ad ogni pagina letta. Questo libro lo ritengo sufficiente: è vero mi ha incuriosito e ne ho apprezzato la scorrevolezza del linguaggio che si abbina bene alla suspance che intende creare. Sono rimasta, purtroppo, delusa dall'epilogo che a mio avviso ha un pò impoverito il personaggio principale e la sua storia. Continuo a stimare Faletti e la sua lettura ironica dei personaggi.
scarso
Scritto da elenagemma il 03 gennaio 2011
io li ho letti tutti ma francamente con questo non sono andata oltre pagina 50.
potabile
Scritto da kranix il 03 gennaio 2011
Non è male..si lascia leggere senza intoppi e risulta avvincente in più punti. Diciamo che la storia non è male e raccontata piuttosto bene, senza fronzoli e senza le ripetizioni tipiche di Faletti, quindi da questo punto di vista si nota una maturità dello scrittore...però il romanzo non lascia niente, a mio avviso non sonda bene il periodo storico d'ambientazione e nemmeno la Milano di quegli anni. Potabile.
non è Faletti che ci aspettiamo, però...
Scritto da flofly il 31 dicembre 2010
Siamo sicuramente lontani dalle emozioni di "io uccido" o "niente di vero tranne gli occhi". Il libro è comunque avvincente e lo si legge con entusiasmo, anche se non è ricco di colpi di scena come un ammiratore dei primi libri di Faletti si aspetterebbe.
sufficiente...
Scritto da ninni86 il 29 dicembre 2010
Adoro Faletti (giustifico la sufficenza) da IO UCCIDO e ho comprato questo non appena uscito...sinceramente? mi aspettavo molto di più da lui...il libro è scritto bene, sono affascinanti i cenni dell'epoca e QUALCHE colpo di scena, ma non mi ha convinto davvero...a tratti è anche pesante!e vogliamo parlare di Lucio???? vale
Altro che appunti.....
Scritto da amusmo il 29 dicembre 2010
Scorrevole e intrigante, non riesci a staccarti una volta iniziato. Vecchi temi che si adattano perfettamente ai giorni nostri.
insomma....
Scritto da Maria!!! il 18 dicembre 2010
un libro secondo me gradevole che si lascia leggere ma niente di più , non trovo tutta la suspance che dicono.....ripeto piacevole ma non da leggere tutto d'un fiato
DA LEGGERE
Scritto da elemaddy82 il 16 dicembre 2010
Bel libro ricco di suspance, avvincente e originale.Offre anche buoni spunti per riflessioni personali.Assolutamente da leggere
Grande scoperta
Scritto da stefaniaf. il 16 dicembre 2010
Devo ammettere che non mi aspettavo un libro così ricco di suspance e originalità. Anche se il protagonista fa un mestiere "discutibile" non attira su di se la rabbia o l'odio dei lettori (di questo ne sono sicura!). Si rivelerà una vittima, un povero mutilato, un uomo incompreso. Nessuno lo conosce veramente, la sua falsa identità riesce a nascondere il suo passato e, a volte, anche il suo dolore. Il mio consiglio è quello di leggerlo, di buttarsi dentro una Milano invasa da segreti e da amori "comprati". Un saluto a Faletti.
il ritorno di faletti
Scritto da grazianicinzia il 15 dicembre 2010
Ho ritrovato il Faletti prima maniera.Un libro bello, un giallo intrigante. Un libro che si fa leggere tutto d'un fiato! Ambientato nella Milano ....da bere. Complimenti!!! lo consiglio davvero Cinzia Graziani
mediocre
Scritto da lu.ca il 12 dicembre 2010
Francamente non capisco i tanti commenti entusiastici per questo libro. Premetto che la storia in se è più che buona con qualche valido colpo di scena, ma l'onnipresenza di metafore e luoghi comuni pressocchè in ogni pagina che nulla aggiungono alla trama rendendo di fatto alquanto noiosa la lettura, fanno scadere il tutto nella mediocrità. La mia impressione e che i commenti con voti alti, trattandosi di un autore Italiano, siano dettati da puro e semplice campanilismo più che dal senso critico
Consigliato!
Scritto da cinzialevati il 10 dicembre 2010
Bello! Finalmente Faletti, dopo gli ultimi scivoloni colossali, è tornato a un livello più che buono. Ho adorato leggere della mia città in quel determinato periodo storico, ho ammirato la perfezione della struttura romanzesca (persino eccessiva nella sua pignoleria) e la raffinatezza della scrittura. Colloco il libro appena sotto "Io uccido" che per me resta il suo capolavoro. Comunque decisamente consigliabile.
Appunti di un venditore di donne
Scritto da F.G. il 28 novembre 2010
Scorrevole e di piacevola lettura, pieno di colpi di scena che lasciano spiazzati e rendono sempre viva l'attenzione.
Non è vero ma ci credo.
Scritto da LaMelaMarcia il 20 novembre 2010
L'opera sesta di Giorgio Faletti è, di certo, coinvolgente ed elegante. I tasselli che compongono l'intricato puzzle, però, combaciano in maniera talmente perfetta da risultare quasi paradossale. Tutto è verosimile, per carità, ma la carne al fuoco è troppa. Coincidenze al limite del credibile di cui si fa non poca fatica a darle per possibili. La ricerca del virtuosismo letterario e del colpo di scena mozzafiato è, in alcune circostanze, ossessiva e troppo costruita. Nonostante ciò il romanzo è valido ed appassionante, ambientato in una caratteristica Milano anni '70. Non mancano la solita ironia e la bella caratterizzazione dei personaggi. Ma il Faletti di "Io uccido" e "Niente di vero tranne gli occhi" è ben altra cosa. Più sincero, forse, più vero.
Milano da leggere
Scritto da giumi58 il 19 novembre 2010
Rivedere ambienti assopiti nella memoria, abbinare volti più o meno noti a personaggi reali e di fantasia fa sembrare recente un tempo remoto. La fine forse è troppo scontata e banale.
MAESTRO!
Scritto da zzyxz_road il 14 novembre 2010
i colpi di scena rimangono sempre il suo forte. Solo due parole: Faletti MAESTRO!







