Se niente importa

Perché mangiamo gli animali?

di Foer Jonathan S.

Prezzo online:

€ 9,99

  • Listino€ 9,99EditoreGuandaCollanaBiblioteca della FeniceData uscita16/10/2010
  • Pagine-LinguaItaliano,IngleseEAN9788860881328FormatoEPUB con Adobe DRM
  • Dimensione0.76 MB

Sinossi

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore». Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.

Recensioni

Presa di coscienza

Scritto da genobetty il 08 novembre 2011

Uno sguardo critico, per niente banale, su quello che comporta il consumo di carne, dalla scelta personale di essere vegetariano, al problema della sostenibilità in termini di metodi di allevamento, produzione e sfruttamento delle risorse. Al di là delle convinzioni personali di ciascuno, questo saggio è un’importante spunto per riflettere sulle conseguenze dell’azione dell’uomo sull’ambiente e sulla nostra stessa salute.

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l'uomo e i suoi e(o)rrori evitabili

Scritto da Kiaretta1984 il 07 novembre 2011

Perchè mangiare gli animali? E' la domanda che si pone l'autore, J. S. Foer, e a cui risponde con lucida competenza capitolo dopo capitolo. Lui, vegetariano convinto, non invita nessuno a seguire la propria filosofia di vita, non chiede di aderire ad alcuna idea, non impone punti di vista. Semplicemente racconta con precisione saggistica gli orrori perpetrati all'interno dei macelli e lascia alla coscienza di ognuno di noi la decisione circa l'agire.

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"Se niente importa, non c'è niente da salvare"

Scritto da LiLiTh23 il 12 novembre 2010

Nonostante sono già diventata vegana da tempo (oltre a non mangiare carne e pesce come i vegetariani, i vegani non si alimentano neanche dei derivati animali quali latte,uova,miele e altri derivati) e conosco già la triste realtà dei fatti, sono rimasta comunque sconvolta e inorridita di fronte a tanta crudeltà e sofferenza unicamente per lo scopo di produrre alimenti che non sono neanche fondamentali e necessari per una dieta sana ed equilibrata, anzi, basta leggere alcuni paragrafi di questo libro per capire che è decisamente meglio per la nostra salute non mangiare tali alimenti per svariati fattori. La "zuppa di feci", ad esempio, mi ha lasciato veramente allibita ed è una pratica di cui non ero a conoscienza, nonostante l'argomento mi interessi molto e abbia già approfondito in passato queste tematiche. Devo dire che l'avrei apprezzato ancora di più se avesse accennato anche alla situazione in Europa che è comunque molto simile a quella americana. Ci sarebbe molto da dire su questo libro, ma senza dilungarmi troppo, vi consiglio assolutamente di leggerlo per approfondire un argomento che interessa tutti noi (olte agli animali) ed il nostro futuro, dato che ogni individuo ha la possibilità di scegliere cosa mangiare e cosa finanziare. "Tu che cos'hai fatto quando hai saputo la verità sugli animali che mangiamo?"

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quanta sofferenza sei disposto a tollerare per mangiare la tua bistecca?

Scritto da millericcioli il 02 settembre 2010

Comprato a scatola chiusa perché mi sono piaciuti gli altri suoi libri molto piacevoli e a volte divertenti. Questo libro invece non è divertente per niente. Però mi sono commossa, indignata, nauseata, irritata. Le motivazioni che portano alla scelta vegetariana, in parte sono note: - Salute: mangiare carne non solo è corresponsabile di ictus, infarto, cancro, ma crea resistenze agli antibiotici - Ecologia: produrre carne è un notevole spreco energetico, inquina con i rifiuti, consuma acqua e terreno ed è la prima causa del riscaldamento globale) - Spirituale. Certo il libro è scritto da un americano che parla agli americani, il popolo che consuma più carne di tutto il resto del pianeta, ma quello che avviene in America oggi arriverà a Campobasso domani mattina, già adesso i licei sono pieni di fanciulle obese con la pancetta che straripa dai jeans. Più che dare risposte il libro pone domande che potrei riassumere in una sola: “Siamo veramente sicuri che il modo migliore di festeggiare qualunque evento insieme ai nostri cari sia quello di mangiare un animale che è stato selezionato geneticamente per crescere nei muscoli nel minor tempo possibile, che è incapace di riprodursi naturalmente, che non ha mai respirato aria fresca, mai visto il cielo, è stato pompato di ormoni e antibiotici per “prevenzione”, trasportato per chilometri e poi finalmente ucciso senza troppi riguardi?” Insieme alla descrizione da serial killer di tutti i sadismi che si svolgono nei mattatoi c’è un messaggio importante e di speranza: noi possiamo fare molto, sono le nostre scelte quotidiane che plasmano il mondo, scegliendo cosa consumare. Per i lettori masochisti questo è il link al video che propone anche il libro: “meet your meat” http://www.youtube.com/watch?v=G7Zoe68d_hc&feature=related

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Leggere per capire

Scritto da simonabi il 04 agosto 2010

Un volume importante, a prescindere dalle proprie scelte alimentari. Un saggio ben equilibrato che, nonostante lo schieramento dell'autore, offre anche punti di vista "contro", e proprio per questo sviluppa molteplici spunti di riflessione. Se ne può riconoscere l'utopia, come si può stabilire che il problema del mangiare carne che è frutto di metodi violenti ed inquinanti infondo è solo una piccola parte di quella che è l'aberrazione dell'essere "umano". Cio' nonostante, da qualche parte bisogna cominciare a prendere coscienza. Dopo 2000 anni sappiamo che le nostre azioni non sono mai prive di conseguenze - al nostro silenzio di fronte a certi temi non ci sono più scuse.

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La mia recensione

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