Sinossi
Alice, che vive e lavora all'estero già da qualche anno, telefona alla madre in Romania: vuole essere sicura che voti "bene", ovvero che non voti gli ex-comunisti. Ma a sorpresa Emilia, che ha vissuto gran parte della vita sotto il regime di Ceausescu, non è molto convinta che il presente sia davvero meglio del passato, e scopre di essere molto più comunista di quanto credeva. Come è possibile rimpiangere quegli anni di totalitarismo?
Recensioni
UN PO' DI ROMANIA IN TASCA
Scritto da -valeria- il 31 marzo 2012
La scrittura di Lungu risulta molto scorrevole. A tratti divertente, in perfetto stile umoristico romeno, a tratti riflessiva. Il lettore con questo libro ha la possibilità di capire un pochino di più la cultura di quel popolo che, purtroppo, in Italia viene accostato principalmente ai fatti di cronaca. E si "scopre" che, in fin dei conti, proprio così diversi da noi italiani, non lo sono affatto questi romeni. I pensieri e le riflessioni di Emilia, in fondo sono universali. Chiunque parlando con qualche vecchio vissuto al tempo del fascismo, sentirebbe rievocare con nostalgia quegli anni. E' la voce di una persona che si ritrova spaesata: il presente è incerto e il passato diventa automaticamente un tempo sicuro in cui cullare la propria nostalgia. Alla mente solo ricordi ricchi di risate e spensieratezza nonostante ci sia un sottofondo di consapevolezza: "[...] tutto sommato ero felice della vita che conducevo. Dico tutto sommato perchè, certo, anch'io avevo i miei dispiaceri. Sono più contenta adesso della vita di allora di quanto non lo fossi sul momento". E' un ottimo affresco di come si vive nelle campagne e nelle città di un paese ancora profondamente arretrato. Io lo consiglio. Vi assicuro che rivaluterete questo popolo, e vi renderete conto che i romeni sono anche molto autoironici.




