
Il grande inquisitore
di Gherardo Colombo...
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- Listino€ 10,00EditoreSalaniData uscita06/05/2010Pagine96
- LinguaItalianoEAN9788862562492
Sinossi
Millecinquecento anni dopo la sua morte, a Siviglia, Cristo torna sulla terra. Cammina per le strade della città spagnola dove, alla presenza di tutti i cittadini, il cardinale Grande Inquisitore sta consegnando al rogo un centinaìo di eretici. Il suo arrivo è silenzioso, oppure il popolo lo riconosce, lo circonda, è pronto a seguirlo. Ma in quel momento il Grande Inquisitore attraversa la piazza, si terma a guardare la folla, incupito. Poi ordina alle sue guardie di catturare Cristo e rinchiuderlo in prigione. Nell’oscurità del carcere, il vecchio e potente ministro della Chiesa pronuncia contro il Messia un fortissimo atto d’accusa, condannandolo a morta. In questo episodio dalla dignità autonoma dei Fratelli Karamazov Fëdor Dostoevskij afferma il proprio pensiero filosofico-religioso: la libertà dell’essere umano si basa su una fede senza dogmi e miracoli, senza gerarchie e autorità, contrapposta alla dottrina che in nome di un mandato superiore e indiscutibile sottrae agli uomini la consapevolezza di sé e il libero arbitrio. Sulla straordinaria attualità di questa riflessione si incentra il saggio di Gherardo Colombo, Il peso della libertà: la massima sofferenza dell’uomo sta infatti in questa contraddizione, vivere divise tra il desiderio di una tutela che lo sollevi dal tormento del decidere e l’aspirazione alla libertà individuale. Un conflitto che coinvolge tutti i popoli, in tutte le epoche, più che mai cruciale nella modernità. Con 'Il peso della Libertà' una riflessione di Gherardo Colombo
Recensioni
IL GRANDE INQUISITORE
Scritto da fremde il 21 settembre 2010
Le pungenti accuse del Grande inquisitore riecheggiavano ovunque, un fiato dopo l’altro veniva fuori tutto ciò che da una vita intera, costui portava nel cuore: Il suo piano, perfetto ed immutabile. Senza confutazioni le sue parole alla sola pronuncia, divenivan legge per il popolo, che in silenzio taceva ed obbediva. Trascinando con astuta maestria l’accusa, continuava ad osservare, osservare “Lui”, che silenzioso sedeva chissà dove nella stanza, forse ovunque; era già tutto quel che il Grande inquisitore non aveva neppure ancora concepito. Scavalcò dolcemente il Grande Inquisitore, con una sola mossa, sempre in silenzio, scomparve … Dostoevskij, coglie la possibilità di immortalare una importante questione storica, personale ma soprattutto basilare per l’uomo. Questo capitolo de "I fratelli Karamazov" destinato a divenire un opera a se stante, riesce a coinvolgere chiunque, portandolo a riflettere sulla più fondamentale delle domande, posson coesistere uomo e libertà?






