Surplus cognitivo
Il potere collettivo di pensiero e azione
di Clay Shirky
€ 9,90
- Listino€ 9,90EditoreCodiceData uscita01/01/2010Pagine-
- LinguaItalianoEAN9788875781934FormatoEPUB con Social DRMDimensione645566 B
Sinossi
Nel 2002 Clay Shirky coniò il termine “software sociale” per tratteggiare la modalità di tipo dinamico e interattivo del web che solo ora sta iniziando ad avere un reale impatto su Internet. Ora conia una nuova espressione,“surplus cognitivo”, per spiegare come la tecnologia stia mutando l’uomo e le sue attività, ridefinendo la portata rivoluzionaria di Internet in un contesto che ne mostra il passato ma soprattutto il brillante potenziale ancora da scoprire. Shirky sottolinea come si sia alle prese con un rifacimento della nostra stessa condizione sociale: i singoli cittadini ora si aspettano di partecipare ad attività (culturali, sociali o politiche) che sinora li hanno visti come semplici consumatori. Questa attesa, sempre più diffusa (e già onnipresente tra i giovani) sta creando un pool potenziale di pensiero e di azioni collettive. In questo libro, un vero e proprio manifesto, l’espressione “surplus cognitivo” viene usata per descrivere il potere di trasformazione di questo nuovo bene, nato dal declino del media televisivo e dalla parallela diffusione di mezzi di comunicazione che consentono una partecipazione sociale attiva e fatta di flussi. Il “surplus cognitivo” ha il potere di creare un valore che non esiste quando si opera in maniera isolata, ed è in arrivo tra di noi, persone del nuovo millennio che utilizzeranno la maggior parte del proprio tempo per fare, da soli e con altri, e poi condividere.
Recensioni
Socievolezza e social network
Scritto da agnesevardanega il 14 dicembre 2010
Un libro che mostra perché non solo i nuovi media non producono isolamento sociale, ma al contrario lo contrastano – o sono in grado di contrastarlo, promuovendo nuove forme di creatività e nuove culture della condivisione. Shirky affronta le dimensioni propriamente sociali di questi mutamenti, a tratti con qualche ambizione di tipo fondativo. Va rilevata però la sottovalutazione dei fattori propriamente istituzionali: le normative su Internet, ad esempio, ma anche il sistema delle sanzioni, o le normative sul copyright. Un libro che può interessare sia chi non sappia niente di media sociali, sia chi se ne occupa a livello professionale (leggi la recensione su http://blog.agnesevardanega.eu)





