che linguaggio sublime!!
Scritta il: 10 settembre 2009
Ho adorato il linguaggio e la scrittura, sempre cosi elegante. La storia è una storia
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muriel barberyLibriEstasi culinarie
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Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall’Eleganza del riccio, monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall’alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi nelle ultime ore di vita cerca affannosamente di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall’infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell’arrogante critico c’è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l’amante, l’allievo, il gatto e anche la portinaia Renée... ), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall’ammirazione incondizionata al terrore, dall’amore cieco all’odio feroce. Anche in questo romanzo d’esordio Muriel Barbery racconta, assieme ai piaceri e alle tenerezze della vita, l’arroganza e la volgarità del potere (in un ambiente spietato dove – è cronaca di questi anni – un cuoco si uccide perché ha perso una stella Michelin).
Scritta il: 10 settembre 2009
Ho adorato il linguaggio e la scrittura, sempre cosi elegante. La storia è una storia
Scritta il: 06 maggio 2009
Che piacere leggere la Barbery ! Un libro da assaporare pagina dopo pagina. Parole che stimolano le papille gustative, che evocano sapori, luoghi ed emozioni le più regressive dove Proust strizza l'occhio. Un regno in cui il cibo è il sovrano e i diversi personaggi sono i sudditi che lo idolatrano o lo denigrano.Una lettura edonistica, lieve come un soufflè, graffiante come l'odore delle sardine alla griglia, aspro come l'aroma delle foglie di pomodoro dell'orto della zia Marthe. Un piccolo gioiello di narrativa
Scritta il: 09 novembre 2008
Come ne ’L’eleganza del riccio” la prosa è invidiabile ed innovativa. Tramite il flusso dei pensieri si plasma la figura di un cinico ed egoista critico gastronomico, follemente innamorato solo dei sapori, ricordati con bramosia ed emozione in punto di morte. Familiari, conoscenti e vicini rivivono anch’essi nella memoria episodi ed atteggiamenti , denunciando, spesso con astio, le cattiverie di un animo arrogante ed indifferente agli affetti umani. Singolare e controcorrente l’opinione del gatto di casa. Tre stelle abbondanti, direi.