Capovolgimenti
Scritta il: 04 settembre 2009
Secondo e conclusivo volume della saga di Krune, questo romanzo mi ha lasciato una sensazione strana, indefinita, a metà strada tra la gioia di assistere ai suoi molti eventi e l'impressione di non averli 'vissuti'. Lo stile dell'autore è scorrevole, pulito e capace di evocare belle immagini. Rispetto al volume precedente ho notato diversi capovolgimenti di fronte, indizio che la storia avrebbe offerto dinamismo e una trama più ricca. Così è stato infatti, sotto molti aspetti, però il mio entusiasmo è stato frenato da due cose: la prima, una certa onniscienza da parte del protagonista, che lo portava a sapere l'esito delle situazioni ancor prima che si verificassero. Difficilmente sono rimasto sorpreso dagli avvenimenti, costantemente anticipato dai pensieri di Jaat — come se l'azione, tanta ma abbastanza superficiale, fosse solo un pretesto per scatenare le continue riflessioni che spesso ricapitolavano gli eventi: utile per chi ha poca memoria, ma ridondante per chi desidera guardare avanti. La seconda, una certa mancanza di personalità nel registro della caratterizzazione dei vari personaggi: se non ci fosse stato il nome di chi diceva cosa, non avrei saputo identificare il soggetto. Ho trovato belle alcune idee come gli 'uomini di pietra' e la parte rivelatoria sull'Unicorno; quest'ultima davvero ben congegnata e ricca di spessore, probabilmente la più evocativa.


