
Metafisica dei tubi
di Amélie Nothomb
€ 7,22
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- Listino€ 8,50EditoreGuandaCollanaLe Fenici tascabiliData uscita20/05/2004
- Pagine121LinguaItalianoEAN9788882463687
Sinossi
Un breve romanzo di formazione, una fascinosa autobiografia, in cui Amélie Nothomb ripercorre, con ironia e gusto eccentrico, i primissimi anni di vita di lei bambina nata in Giappone da una famiglia belga, a partire dalla nascita fino alla scoperta del linguaggio e della bellezza della menzogna.
Recensioni
Autobiografia di una neonata
Scritto da naifsuper il 31 dicembre 2010
I primi tre anni di vita dell’autrice, dai primi due vissuti come un tubo che “filtrava l’universo e non tratteneva niente“ fino alla scoperta di sé, del mondo e del senso di tutto ciò. Un concentrato di aneddoti e immagini, tra il ricordo fiabesco e il disincanto, per una singolare autobiografia.
la stabilità non esiste : non capisco....un tubo...
Scritto da Diacla il 25 settembre 2010
Decisamente uno dei libri più belli che abbia mai letto... Leggero e completo, frivolo e concettuale, scorrevole e profondo tutto in uno. Attraverso lo spunto narrativo della propria biografia, amélie affronta il problema dell'essere che ha tormentato e tormenta tutti, chi più e chi meno, filosofi, poeti, maniscalchi, ecclesiastici, prostitute, attori, garzoni, badanti... Il suo punto di vista è relativamente originale : guarda la vita con gli occhi di un bambino e si interroga sul perchè della propria esistenza e di quella delle cose che ci circondano. Pungente, ironico, cinico e realistico, è uno di queli libri che quando arrivi alla fine hai solo una parola in mente : ANCORA!!! Dell'autrice, è il primo libro che leggo, va detto che è geniale nel modo di scrivere : prosa asciutta e mai pesante, ottima punteggiatura, dialoghi brevi, genialità nella scelta di termini di paragone e metafore.
..un certain regard...
Scritto da silviaquin il 02 settembre 2009
ad averti conosciuto prima cara Amélie Nothomb...mi sarei annoiata molto meno! ...a guardarti sembreresti uscita da un film di Tim Burton...a leggerti trasmetti quella squisita emotività di chi un "pezzettino" più di mondo l ha conosciuto...respirato...amato...e soprattutto tentato di raccontarlo senza tanti fronzoli...bambina prodigio...scrittura arguta, viscerale, grande umorismo.
metafisica dei tubi
Scritto da gyulya il 07 marzo 2009
I primi tre anni della bambina Amélie. La scrittrice si descrive, con similitudini e metafore sempre originalissime, in linea con il suo stile e la sua sensibilità. Ancor prima del “sofferto” primo vagito sembra evidente il suo amore per il Giappone, in parte ereditato dal padre ma soprattutto frutto di un istinto innato. Una difettuccio, però, l’ho riscontrato: troppo prolungate e infine confuse le prima pagine del libro,seppur risaltino per la divertente eccentricità dell’idea
Tubo sei e tubo ritornerai
Scritto il 22 gennaio 2008
La prima parte dell'autobiografia romanzata di Amélie Nothomb. La prima parte è folgorante e illuminante, in quanto riesce a fare filosofia sulla vita/non-vita, sulla morte, sull'io cosciente... e tante piccole perle di perspicace saggezza. Il bello di tutto questo, quello che la rende unica e non fa apparire il tutto come filosofia da quattro soldi, è il fatto che tutto questo è descritto attraverso gli occhi, ma soprattutto lo speciale intelletto di un bambino, anzi, di una bambina (infante): lei (non dice mai il suo nome). Da prima di avere una coscienza (stupendo l'utilizzo della terza persona singolare!) fino a (illudersi di?) uscire dallo stato di tubo. Non utilizza mai toni dark per esaminare tutto questo, tranne un momento che riesce a far arrivare la mente di lei bambina a sfiorare addirittura il nichilismo, causato dalla nauseabonda visione di... carpe! Che insegnano a lei e a noi, tra l'altro, che la personalità di una persona non dice granché della persona stessa, mentre la repulsione ci dice chi siamo veramente. Più o meno da metà fino al terzo quarto di libro, si passa più a una narrazione biografica di eventi della sua infanzia, scene sempre mostrate con ironia (agli occhi del lettore, per lei bambina erano assolutamente serie...), ma che perdono un po' l'acutezza iniziale, via via che i mesi passano e Ameliè giunge ai 3 anni, in cui, grazie all'esame del ciclo delle stagioni, scopre che: ciò che non avanza, regredisce. Amélie non delude.






