Le cose non sono le cose

Le cose non sono le cose

di Paolo Nori

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  • Listino€ 13,00EditoreDeriveApprodiCollanaNarrativaData uscita08/07/2009
  • Pagine160LinguaItalianoEAN9788889969793

Sinossi

Le cose non sono le cose racconta una storia di resistenza umana: il tentativo di non scendere a compromessi con una quotidianità fatta di lavoro «flessibile. Una delle migliori narrazioni sulla condizione esistenziale di una generazione di precari che è oggi condizione comune. Un mix di nevrosi, disperazione e ironia giocato su un registro di scrittura orale manovrato con stupefacente sapienza.

Recensioni

Questo è Paolo Nori

Scritto da ventiquindici il 02 settembre 2010

"Giovanna, dopo che si dibatteva da tempo in una storia di quelle che ti dibatti, che improvvisamente mentre parlava con me smetteva di parlare e le veniva da piangere, adesso viene con questo ragazzo nuovo e con lui ha tutti gesti di tenerezza, lo fa passare davanti quando entrano nel locale, lo regge per la schiena, gli accarezza le braccia, come se avesse una scorta di gesti da morosa che aveva accatastato per anni e non era mai riuscita a usarli. E quella sera, che per il resto è stata una sera memorabile, quando esco dal locale con Bassotuba vedo un poliziotto e di fianco una macchina con su scritto polizia, tutta piena di poliziotti, e mi vien da sputare tre volte. Bassotuba mi chiede Cos'hai da sputare? Mi succede sempre così, le rispondo, che quando vedo un poliziotto o un carabiniere, delle volte anche un vigile urbano, mi vien da sputare tre volte per terra. Come facevano i russi nel secolo scorso col diavolo, le dico, e secondo me è un'alta forma di profilassi morale, oltretutto, che bisognerebbe insegnarla ai bambini quando son piccoli." Questo è Paolo Nori. Il fatto è che io non sopporto chi fa i paragoni, dice "questo mi ricorda Sciascia", o "quest'altro è molto kafkiano" e via dicendo. E` che Paolo Nori non è paragonabile a nessuno, è che Paolo Nori è Paolo Nori e basta. Lo si (ri)conosce e lo si ama, o lo si (dis)conosce e lo si odia. "Le cose non sono le cose", opera prima in ordine di stampa. Dalle note finali sembrerebbe autobiografico e quando un libro ti piace e scopri che è autobiografico ti viene subito voglia di conoscere l'autore di persona, magari chiedendogli la traduzione del manuale dell'home theater comprato l'altro ieri che le istruzioni sono in tutte le lingue tranne che in italiano. Così, giusto per vedere come ti rispondo, quale altro modo strano si inventa per mandarti a cagare. Learco Ferrari, ultratrentenne aspirante scrittore, traduttore per sopravvivenza. Organizzatore di serate e musicista nei Bogoncelli, nel tempo libero. Assillato dal telefono e dalla cassetta delle lettere. "Ma cosa può fare, uno che ha spremuto in un romazo le idee, l'energia, la poca forza che aveva, se non aspettare che gli telefonino, o che gli scrivano? Cosa può fare, se non ascoltare i messaggi in segreteria, fare la posta al postino? Cosa può fare, se non aspettare, cosa può fare, cosa può fare? Portare giù l'acqua. Tradurre in russo il regolamento della biblioteca. Preparare la scaletta per il concerto dei Bogoncelli. Compilare il modello unico. Putanassa vacassa." Due donne accanto a lui: Giovanna, ex e amica di sempre; Bassotuba, simil - fidanzata, schizzatella e un po' spaccamaroni. Bene, si potrebbe dire, cosa c'è di originale in tutto questo? C'è che è una storia normale, in cui convergono tutte le piccole cose della vita di un ultratrentenne aspirante scrittore. Dalle bollette da pagare ai mondiali di calcio, dai concerti sabotati alle lettere degli editori. C'è che mentre leggi ti ritrovi a ridere da sola e se nessuno ti vede ti è andata grassa. Perchè sarebbe un tantino ridicolo passare per pazza solo perchè stai leggendo il romanzo di un pazzo. C'è che le pagine le divori e alla fine ci rimani come alla 3.642esima puntata di biutiful, che ti dici " ma noooo, già finito?!?" C'è che ti chiedi come sia possibile che, quando vai in libreria, le cose geniali sono sempre nascoste da file di Totti e Melissa P, o relegate nell'ultimo scaffale in alto, quello che per arrivarci devi chiamare la signorina e farti dare la scaletta di velluto nero. "Prima di cena mi chiama il signor Tanzi, che tra qualche giorno bisogna che andiamo a fare un concerto a una riunione di anarchici. Chiama Tanzi e mi dice La riunione di anarchici non c'è. Come non c'è? gli chiedo. Non c'è, non ci sarà nessuno. Chi te l'ha detto? gli chiedo. Seguimi, mi dice Tanzi. Mettiamo il caso che tu sei un anarchico. Ti telefonano e ti dicono: Domenica c'è una riunione. Tu cosa gli rispondi? Gli rispondo Va bene. Eh no, dice Tanzi, qui casca l'asino. Tu gli rispondi Io non ci vengo perchè sono anarchico." C'è che questo è Paolo Nori. E Paolo Nori è Paolo Nori e basta.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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