quello che avanza
Scritta il: 02 settembre 2010
Questo libro non è niente male: Abbiamo il solito investigatore sfigato (potrebbe essere il cugino dell’avvocato Malinconico di De Silva) che si trova a indagare su un omicidio; è giovane e poco restio a subire la gerarchia e gli ordini, soprattutto quando sono palesemente sbagliati. È giovane e quindi è inevitabile che ci sia l’amore, la nostalgia, la perdita, il senso di smarrimento, descritti con una sensibilità che direi femminile. La storia coinvolge parecchio e mi ha portato a finire il libro all’una di notte. Ho apprezzato la descrizione di Roma. Non la città dei turisti, ma la metropoli abbracciata dal raccordo anulare, cresciuta abusivamente, con i rimasugli di casali, gli arbusti polverosi, la sopraelevata, le strade che “dovevano essere belli. Un tempo. Come una vecchia signora” Ciò che non mi è piaciuto non è quello che manca ma quello che “avanza”. Nel senso che trovo molti concetti ridondanti: Roma metropoli, ad esempio, o lo smarrimento del protagonista per l’amore perduto. Una sforbiciata ogni tanto e sarebbe stato una meraviglia di libro. Lo so che se voglio leggere un romanzo come piace a me faccio prima a scrivermene uno da sola, però mi scappa e lo dico: il finale, è per me troppo tragico. L’autore è giovane, perché così pessimista, possibile che neanche nei romanzi esista una giustizia giusta? assegno una stella extra di incoraggiamento perchè l'autore è giovane, bello e alla sua prima esperienza.


