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Atlante delle emozioni umane. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai
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Atlante delle emozioni umane. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai - Tiffany Watt Smith - copertina
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Atlante delle emozioni umane. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai Tiffany Watt Smith
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Descrizione

Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che nell’universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.

Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l’affetto con l’amore, il rimpianto con il rimorso, l’euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d’animo molto precisi e inconfondibili, a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola precisa che li definisce: per esempio solo gli eschimesi chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l’arrivo di ospiti a casa; per i finlandesi, kaukokaipuu è l’inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l’imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Tiffany Watt Smith attraversa storia, antropologia, scienza, arte, letteratura e musica in cerca delle espressioni con cui le culture di tutto il mondo hanno imparato a definire le proprie emozioni. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che nell’universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.
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Dettagli

2017
24 aprile 2017
373 p., Rilegato
9788851144586

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ANTONIO LONGO
Recensioni: 5/5

Un panorama scientificamente accurato dei nostri sentimenti. Etimologia di ciascuna voce e risvolti psicologici. Veramente ben fatto. Bella rilegatura e pagine spesse.

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DANIELE VALABREGA
Recensioni: 3/5

Alcune voci sono un po' tirate via, poco complete. Interessanti le voci derivanti da lessici non in lingua italiana. E la differenza tra emozioni e sentimenti?

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Recensioni: 3/5

Atlante delle emozioni umane è l’epico tributo che la storica culturale Tiffany Watt Smith rende all’universalità delle sensazioni umane. Il sottotitolo dell’edizione UTET (traduzione di Violetta Bellocchio) è “156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai“. Non solo un’antologia antropologica, dunque, ma un vero dizionario di autoiauto nonostante le frecciate scoccate dall’autrice verso questi manuali (si veda alla voce Felicità). La tentazione di dare del tu al lettore e di dispensargli consigli è però troppo forte. L’introduzione ci addentra adeguatamente alla classificazione che abbiamo fra le mani, instabile come il suo oggetto di ricerca. Dalla A alla Z vengono passate in rassegna tutte le emozioni umane che è stato possibile catalogare. Senza pretesa di esaustività ma nella consapevolezza che le emozioni non sono tutte archiviabili bensì pressoché infinite. L’autrice (poche volte paracula, come quando deve descrivere l’Amore) compie uno sforzo notevole nel riportarcele tutte in rigoroso ordine alfabetico. Senza l’ausilio di immagini, fornendoci adeguati excursus storico-sociologici per quasi tutte le emozioni. In pochi casi dobbiamo accontentarci di poche righe, ma non per le emozioni più comuni, almeno dalle nostre parti. Spesso addentrandosi nelle radici etimologiche dei termini, paragondandole lingua per lingua. Certe emozioni sono conosciute presso alcuni popoli e quindi non esistono adeguate traduzioni in italiano. O ancora fra alcuni popoli hanno tanti nomi quante sono le sfumature conosciute (Paura). Alcune emozioni non esistono più (Accidia) oppure in passato erano diagnosticate quali malattie (Melanconia). Altre hanno cambiato il loro significato nel tempo (da negative a positive o viceversa come Angoscia) oppure variano da cultura a cultura. Esempio: Iktsuarpok, se per gli Inuit è l’emozione legata all’attesa di veder comparire una slitta dalla collina ghiacciata, per noi oggi è l’ansia di veder comparire un commento sul nostro status di Facebook. Alcune altre emozioni sono nuove di zecca (Ansia da squillo, Cybercondria, Tecnostress), altre potrebbero anche non esserlo (Brabant) o sono del tutto inventate (Umpty). Altre ancora non sapevi nemmeno che fossero delle emozioni (Compersione). Altre emozioni si prestano a lucrosi affari (Angoscia e Felicità soprattutto) o sono nemici della società dei consumi (Generosità e Panico). I sintomi di altre ancora sono radicalmente mutati nel corso del tempo (una volta lo sbadiglio significava Amore e non Noia). Certune però non si salvano da nomi bizzarri (Collawobbles)...

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Tiffany Watt Smith

Storica culturale, fa parte del comitato direttivo del Centre for the History of the Emotions, e insegna presso la Queen Mary University di Londra. Il suo Atlante delle emozioni umane. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai (Utet 2017) è stato un successo internazionale, tradotto in tutto il mondo. Ha collaborato con “BBC Magazine”, “The Guardian”, “The New Scientist” e “BBC Radio”. Nel 2014 è stata inclusa dalla BBC tra i New Generation Thinkers, e nel 2018 le è stato assegnato il Philip Leverhulme Prize, uno dei più importanti riconoscimenti britannici alla ricerca scientifica. Ha inoltre scritto: Schadenfreude. La gioia per le disgrazie altrui (UTET 2019).

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