NOBEL WEEK 2019


OLGA TOKARCZUK e PETER HANDKE SONO I VINCITORI DEL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA

Olga Tokarczuk "per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l'andare al di là dei confini come forma di vita".
Peter Handke "per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell'esperienza umana"

- Olga Tokarczuk -


Insignita di numerosi premi letterari, tradotta in diciannove lingue e vincitrice per ben tre volte del Premio letterario Nike, Olga Tokarczuk ha ottenuto, coi i suoi romanzi, un enorme successo sia in Polonia che all’estero. È una delle autrici più popolari in Polonia, per tre anni di fila i suoi libri sono stati votati come i più amati dal pubblico di lettori.
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- Peter Handke -


Romanziere e drammaturgo austriaco. È nato a Griffen, in Austria, nel 1942. Dopo essere stato per due anni allievo di una scuola di Gesuiti, ha frequentato la facoltà di legge a Graz senza laurearsi. Come regista, ha realizzato nel 1978 La donna mancina. Vive e lavora in Germania.
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- I PREMI NOBEL CHE VORREMMO -

Gli autori che secondo noi meriterebbero di vincere il nobel per la letteratura



Adonis (Ali Ahmad Sai'id Esber)
Per aver dato la parola a una volontà di rinascita culturale araba.

Isabel Allende
Perché ha saputo dare voce alle donne dimenticate dalla storia innalzandole a eroine.

Margaret Atwood
Per la sua capacità di creare storie su molti diversi livelli attraverso romanzi, spesso drammatici e strutturalmente superbi.

Stephen King
Per aver saputo creare una perfetta combinazione tra il meglio delle storie di suspence e la dimensione di un'epopea.

Amin Maalouf
Perché nella sua opera di narratore di Storia e di storie riesce a far combaciare l’originalità del proprio percorso con l’esigenza universale di convivenza tra culture e tradizioni diverse.

Alain Mabanckou
Per aver onorato e conservato orgogliosamente nelle sue opere le proprie radici, offrendo un ritratto autentico della generazione a cui appartiene.

Haruki Murakami
Per aver utilizzato i tòpoi della narrativa onirica e dell'iconografia sparigliando le carte della logica, mescolando la capacità di immaginare con quella di vedere la realtà e raccontando le sue storie con una limpidezza rarissima.

Joyce Carol Oates
Per aver saputo raccontare gli intrecci vorticosi, spesso maniacali, dei pensieri dei suoi personaggi, facendo così riflettere il lettore a ogni pagina sulla pazzia e sulle ossessioni che si nascondono nella mente umana.

 

Dacia Maraini
Perché la sua narrazione, chiara e lineare, si unisce a un impegno costante nel denunciare i limiti di una società e il desiderio di superarli.

Javier Marías
Per aver ricostruito ogni istante importante delle sue storie interiori, raccogliendo tutti gli indizi “sentimentali” e ricomponendoli con abilità narrativa.

Claudio Magris
Per aver saputo narrare con una scrittura forte e lucida il significato storico e morale dei confini territoriali e le loro conseguenze politiche, sociali e culturali.

Milan Kundera
Perché nelle sue opere i momenti di riflessione si intrecciano con le vicende dando al lettore un'esperienza arricchente che permette di avere uno strumento di comprensione della società dei Paesi dell'Est a conclusione dell'esperienza socialista.

Marilynne Robinson
Perché nei suoi romanzi, come nei saggi e negli interventi si è sempre impegnata contro le contraddizioni del sistema americano affrontando i temi più caldi della contemporaneità, come la religione, la politica e la morale






- I VINCITORI DELLE EDIZIONI PASSATE -

Scopri gli ultimi grandi autori che hanno ricevuto il premio nobel per la letteratura



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- I VINCITORI DI QUEST'ANNO -




- 7 ottobre 2019 -

NOBEL PER LA MEDICINA A WILLIAM G. KAELIN JR, PETER J. RATCLIFFE E GREGG L. SEMENZA

"Per le loro scoperte su come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno"


- 8 ottobre 2019 -

NOBEL PER LA FISICA A JAMES PEEBLES, MICHEL MAYOR E DIDIER QUELOZ

A James Peebles "per le sue scoperte nel campo della cosmologia" e a Michel Mayor e Didier Queloz per "la scoperta di un esopianeta in orbita intorno a una stella di tipo solare"


- 9 ottobre 2019 -

NOBEL PER LA FISICA A JOHN B. GOODENOUGH, M. STANLEY WHITTINGHAM e AKIRA YOSHINO

"Per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio. Con le loro ricerche hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo delle batterie ricaricabili che usiamo tutti i giorni, nei nostri smartphone, nei computer portatili e in migliaia di altri dispositivi di vario tipo."


- 10 ottobre 2019 -

NOBEL PER LA LETTERATURA A PETER HANDKE E OLGA TOKARCZUK

A Olga Tokarczuk "per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l'andare al di là dei confini come forma di vita".
A Peter Handke "per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell'esperienza umana"


- 11 ottobre 2019 -

NOBEL PER LA PACE A ABIY AHMED ALI

"per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e la cooperazione internazionale"


- 14 ottobre 2019 -

NOBEL PER L'ECONOMIA A ABHIJIT BANERJEE, ESTHER DUFLO E MICHAEL KREMER

"Per il loro approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale"

 





- TUTTI I VINCITORI DEL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA -



1901 - Sully Prudhomme (Francia): “in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto”
1902 - Theodor Mommsen (Germania): “al più grande maestro vivente della scrittura storica, con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma”
1903 - Bjørnstjerne Bjørnson (Norvegia): “un tributo alla sua nobile, magnifica e versatile poeticità, con la quale si è sempre distinto per la chiarezza della sua ispirazione e la rara purezza del suo spirito”
1904 - Frédéric Mistral (Francia): “in riconoscimento della chiara originalità e della vera ispirazione della sua produzione poetica, che splendidamente riflette gli scenari naturali e lo spirito nativo del suo popolo, e, in aggiunta, al suo importante lavoro come filologo provenzale”
1904 - José Echegaray y Eizaguirre (Spagna): “in riconoscimento delle numerose e brillanti composizioni che, in maniera individuale ed originale, hanno fatto rivivere la grande tradizione del dramma spagnolo”
1905 - Henryk Sienkiewicz (Polonia): "per i suoi notevoli meriti come scrittore epico”
1906 - Giosuè Carducci (Italia): “non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”
1907 - Rudyard Kipling (Regno Unito): “in considerazione del potere dell'osservazione, dell'originalità dell'immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione che caratterizzano le creazioni di questo autore famoso nel mondo”
1908 - Rudolf Christoph Eucken (Germania): “in riconoscimento della sua seria ricerca della verità, il suo potere di penetrare il pensiero, la sua enorme capacità di visione, il calore e la forza delle sue opere con le quali ha trasmesso una filosofia idealistica della vita”
1909 - Selma Lagerlöf (Svezia): “per l'elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere”
1910 - Paul Johann Ludwig Heyse (Germania): “un tributo alla consumata capacità artistica, permeata dall'idealismo, che egli ha dimostrato durante la sua lunga carriera produttiva come poeta lirico, drammaturgo, novellista e scrittore di storie brevi famose nel mondo”
1911 - Maurice Polidore Marie Bernhard Maeterlinck (Belgio): “per le sue molte attività letterarie, specialmente per la sua opera drammatica, che si distinguono per la ricchezza d'immaginazione e la poetica fantastica, che rivela, a volte sotto forma di favola, una profonda ispirazione, mentre in un modo misterioso si rivolge ai sentimenti propri del lettore e ne stimola l'immaginazione”
1912 - Gerhart Hauptmann (Germania): “in riconoscimento della sua fertile, varia ed eccelsa produzione nella sfera dell'arte drammatica”
1913 - Rabindranath Tagore (India Britannica): “per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest”
1914 - Non assegnato
1915 - Romain Rolland (Francia): “un tributo all'elevato idealismo della sua produzione letteraria, alla comprensione ed all'amore per la verità con le quali ha descritto i diversi tipi di esistenza umana"
1916 - Carl Gustaf Verner von Heidenstam (Svezia): “in riconoscimento della sua importanza come esponente rappresentativo di un nuovo tempo nella nostra letteratura”
1917 - Karl Adolph Gjellerup (Danimarca): “per la sua varia e ricca poeticità, ispirata da elevati ideali”
1917 -  Henrik Pontoppidan (Danimarca): “per le sue reali descrizioni della vita moderna in Danimarca”
1918 - Non assegnato
1919 - Carl Spitteler (Svizzera): “in riconoscimento al suo poema epico, Olympischer Frühling”
1920 - Knut Hamsun (Norvegia): “per il suo monumentale lavoro, Il risveglio della Terra”
1921 - Anatole France (Francia): “in riconoscimento della sua brillante realizzazione letteraria, caratterizzata da nobiltà di stile, profonda comprensione umana, grazia, e vero temperamento gallico”
1922 - Jacinto Benavente (Spagna): “per il felice metodo col quale ha proseguito la tradizione illustre del dramma spagnolo”
1923 - William Butler Yeats (Irlanda): “per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione”
1924 - Władysław Stanisław Reymont (Polonia): “per il suo grande romanzo epico, I contadini”
1925 - George Bernard Shaw (Regno Unito): “per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza”
1926 - Grazia Deledda (Italia): “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”
1927 - Henri Bergson (Francia): “in riconoscimento delle sue ricche e animate idee e della brillante capacità con la quale ha saputo esprimerle”
1928 - Sigrid Undset (Norvegia): “principalmente per la sua imponente descrizione della vita nordica durante il medioevo”
1929 - Thomas Mann (Germania): “principalmente per i suoi grandi romanzi I Buddenbrook e La montagna incantata”
1930 - Sinclair Lewis (Stati Uniti): “per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilità nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi”
1931 - Erik Axel Karlfeldt (Svezia): “la poesia di Erik Axel Karlfeldt”
1932 - John Galsworthy (Regno Unito): “per la sua originale arte narrativa, che trova la sua forma più alta ne La saga dei Forsyte”
1933 - Ivan Alekseevič Bunin (Russia/Francia): “per la precisione artistica con la quale ha trasposto le tradizioni classiche russe in prosa”
1934 - Luigi Pirandello (Italia); “per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell'arte drammatica e teatrale”
1935 - Non assegnato
1936 - Eugene Gladstone O'Neill (Stati Uniti): “per la forza, l'onestà e le emozioni profondamente sentite dei suoi lavori drammatici, che incarnano un concetto originale di tragedia”
1937 - Roger Martin du Gard (Francia): “per la forza artistica e la verità con la quale ha dipinto il conflitto umano così come gli aspetti fondamentali della vita contemporanea nel suo ciclo di romanzi Les Thibault”
1938 - Pearl Sydenstricker Buck (Stati Uniti): “per le sue ricche e veramente epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi capolavori biografici”
1939 - Frans Eemil Sillanpää (Finlandia): “per la sua profonda comprensione dei contadini del proprio paese e la squisita arte con la quale ha ritratto il loro modo di vivere e la relazione con la natura”
1940 - Non assegnato
1941 - Non assegnato
1942 - Non assegnato
1943 - Non assegnato
1944 - Johannes Vilhelm Jensen (Danimarca): “per la sua fervida immaginazione poetica con la quale ha combinato una intellettuale curiosità e uno stile fresco e creativo”
1945 - Gabriela Mistral (Cile): “per la sua lirica, ispirata da forti emozioni, che ha fatto del suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche dell'intero mondo latino americano”
1946 - Hermann Hesse (Germania/Svizzera):  “per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile”
1947 - André Gide (Francia): “per la sua opera artisticamente significativa, nella quale i problemi e le condizioni umane sono stati presentati con un coraggioso amore per la verità e con una appassionata penetrazione psicologica”
1948 - Thomas Stearns Eliot (Regno Unito): “per il suo notevole e pionieristico contributo alla poesia contemporanea”
1949 - William Faulkner (Stati Uniti): “per il suo contributo forte e artisticamente unico al romanzo americano contemporaneo”
1950 - Bertrand Russell (Regno Unito): “in riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si erge a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero”
1951 - Pär Fabian Lagerkvist  (Svezia): “per il suo vigore artistico e per l'indipendenza del suo pensiero con cui cercò, nelle sue opere, di trovare risposte alle eterne domande che l'umanità affronta”
1952 - François Mauriac (Francia): “per il profondo spirito e l'intensità artistica con la quale è penetrato, nei suoi romanzi, nel dramma della vita umana”
1953 - Winston Churchill (Regno Unito): “per la sua padronanza delle descrizioni storiche e biografiche, nonché per la brillante oratoria in difesa ed esaltazione dei valori umani”
1954 - Ernest Hemingway (Stati Uniti): “per la sua maestria nell'arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l'influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo”
1955 - Halldór Laxness (Islanda): “per la vivida potenza epica con la quale ha rinnovato la grande arte narrativa dell'Islanda”
1956 - Juan Ramón Jiménez (Spagna/Porto Rico): “per la sua poesia piena di slancio, che costituisce un esempio di spirito elevato e di purezza artistica nella lingua spagnola”
1957 - Albert Camus (Francia): “per la sua importante produzione letteraria, che con perspicace zelo getta luce sui problemi della coscienza umana nel nostro tempo”
1958 - Boris Pasternak (URSS): “per i suoi importanti risultati sia nel campo della poesia contemporanea che in quello della grande tradizione epica russa” (rifiutato su pressione del regime sovietico)
1959 - Salvatore Quasimodo (Italia): “per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”

1960 - Saint-John Perse (Francia): “per il volo sublime ed il linguaggio evocativo della sua poesia che in modo visionario riflette gli stati del nostro tempo”
1961 - Ivo Andrić (Jugoslavia): “per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti dalla storia del proprio Paese”
1962 - John Steinbeck (Stati Uniti): “per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta”
1963 - Giorgos Seferis (Grecia): “per i suoi scritti eminentemente lirici, ispirati da un profondo legame con il mondo della cultura ellenica”
1964 - Jean-Paul Sartre (Francia): “per la sua opera che, ricca di idee e pregna di spirito di libertà e ricerca della verità, ha esercitato un'influenza di vasta portata nel nostro tempo” (rifiutato)
1965 - Michail Aleksandrovič Šolochov (URSS): “per la potenza artistica e l'integrità con le quali, nella sua epica del Don, ha dato espressione a una fase storica nella vita del popolo russo”
1966 - Shmuel Yosef Agnon (Israele): “per la sua arte narrativa profondamente caratteristica con i temi della vita della gente ebrea”
1966 - Nelly Sachs (Germania/Svezia): “per la sua scrittura lirica e drammatica eccezionale, che interpreta il destino d'Israele con resistenza commovente”
1967 - Miguel Ángel Asturias (Guatemala): “per i suoi vigorosi risultati letterari, profondamente radicati nei tratti distintivi e nelle tradizioni degli Indiani dell'America Latina”
1968 - Yasunari Kawabata (Giappone): “per la sua abilità narrativa, che esprime con grande sensibilità l'essenza del pensiero giapponese”
1969 - Samuel Beckett (Irlanda): “per la sua scrittura, che - nelle nuove forme per il romanzo ed il dramma - nell'abbandono dell'uomo moderno acquista la sua altezza”
1970 - Aleksandr Isaevič Solženicyn (URSS): “per la forza etica con la quale ha proseguito l'indispensabile tradizione della letteratura russa”
1971 - Pablo Neruda (Cile): “per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente”
1972 - Heinrich Böll (Germania Ovest): “per la sua scrittura che con la relativa combinazione di vasta prospettiva sul suo tempo e di un'abilità sensibile nella descrizione ha contribuito ad un rinnovamento della letteratura tedesca”
1973 - Patrick White (Australia): “per un'arte narrativa epica e psicologica che ha introdotto un nuovo continente nella letteratura”
1974 - Eyvind Johnson (Svezia): “per un'arte narrativa, lontana da vedersi negli anni e nei paesi, al servizio della libertà”
1974 - Harry Martinson (Svezia): “per una scrittura che cattura le gocce di rugiada e riflette il cosmo”
1975 - Eugenio Montale (Italia): “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”
1976 - Saul Bellow (Canada/Stati Uniti): “per la sensibilità umana e la sottile analisi della cultura contemporanea che si trovano combinati nella sua opera”
1977 - Vicente Aleixandre (Spagna): “per una scrittura poetica creativa che illumina la condizione dell'uomo nell'universo e nella società attuale, allo stesso tempo rappresentando il grande rinnovamento delle tradizioni della poesia spagnola tra le guerre”
1978 - Isaac Bashevis Singer (Stati Uniti): “per la sua veemente arte narrativa che, radicata nella tradizione culturale ebraico-polacca, fa rivivere la condizione umana universale”
1979 - Odysseas Elytīs (Grecia): “per la sua poesia, che, contro lo sfondo di tradizione greca, dipinge con forza e chiarezza intellettuale la lotta dell'uomo moderno per la libertà e la creatività”
1980 - Czesław Miłosz (Polonia): “che con voce chiara e lungimirante espone la condizione degli uomini in un mondo di gravi conflitti”
1981 - Elias Canetti (Bulgaria/Regno Unito): “per i suoi lavori caratterizzati da un'ampia prospettiva, ricchezza di idee e potere artistico”
1982 - Gabriel García Márquez (Colombia): “per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente”
1983 - William Golding (Regno Unito): “per i suoi romanzi che, con l'acume di un'arte narrativa realistica e la diversità e universalità del mito, illuminano la condizione umana nel mondo odierno”
1984 - Jaroslav Seifert (Cecoslovacchia): “per la sua poesia che, dotata di freschezza, sensualità ed inventiva, fornisce un'immagine di liberazione dello spirito e della versatilità indomita dell'uomo”
1985 - Claude Simon (Francia): “che nei suoi romanzi fonde la creatività del poeta e del pittore nella profonda conoscenza del tempo e la descrizione della condizione umana”
1986 - Wole Soyinka (Nigeria): “che in un'ampia prospettiva culturale e con una poetica fuori dagli schemi mostra il dramma dell'esistenza”
1987 - Iosif Aleksandrovič Brodskij (Russia/Stati Uniti): “per una condizione di scrittore esauriente, denso di chiarezza di pensiero e di intensità poetica”
1988 - Nagib Mahfuz (Egitto): “che, attraverso gli impianti ricchi di sfumatura - ora con limpide vedute realistiche, ora evocativamente ambiguo - ha formato un'arte narrativa araba che si applica a tutta l'umanità”
1989 - Camilo José Cela (Spagna): “per una prosa ricca ed intensa, che con la pietà trattenuta forma una visione mutevole della vulnerabilità dell'uomo”
1990 - Octavio Paz (Messico): “per una scrittura appassionata, dai larghi orizzonti, caratterizzata da intelligenza sensuale e da integrità umanistica”
1991 - Nadine Gordimer (Sudafrica): “che con la sua scrittura epica magnifica - nelle parole di Alfred Nobel - è stata di notevole beneficio all'umanità”
1992 - Derek Walcott (Saint Lucia): “per un'apertura poetica di grande luminosità, sostenuto da una visione storica, il risultato di un impegno multiculturale”
1993 - Toni Morrison (Stati Uniti): “che in racconti caratterizzati da forza visionaria e rilevanza poetica dà vita ad un aspetto essenziale della realtà statunitense”
1994 - Kenzaburō Ōe (Giappone): “che con forza poetica crea un mondo immaginario in cui vita e mito si condensano per formare uno sconcertante ritratto dell'attuale condizione umana”
1995 - Séamus Heaney (Irlanda): “per gli impianti di bellezza lirica e di profondità etica, che esaltano i miracoli giornalieri e la vita passata”
1996 - Wisława Szymborska (Polonia): “per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”
1997 - Dario Fo (Italia): “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”
1998 - José Saramago (Portogallo): “che con parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia ci permette ancora una volta di afferrare una realtà elusiva”
1999 - Günter Grass (Germania): “le cui giocose fiabe ritraggono la faccia dimenticata della storia”
2000 - Gao Xingjian (Cina/Francia): “per un'opera dal valore universale, intuito pungente e ingegnosità linguistica che hanno aperto nuove strade al romanzo e al teatro cinese”
2001 - Vidiadhar Surajprasad Naipaul (Trinidad e Tobago/Regno Unito): “per aver unito una descrizione percettiva ad un esame accurato incorruttibile costringendoci a vedere la presenza di storie soppresse”
2002 - Imre Kertész (Ungheria): “per una scrittura che sostiene l'esperienza fragile dell'individuo contro l'arbitrarietà barbarica della storia”
2003 - John Maxwell Coetzee (Sudafrica): “che in innumerevoli maschere ritrae il sorprendente coinvolgimento dello straniero”
2004 - Elfriede Jelinek (Austria): “per il flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che con estremo gusto linguistico rivelano l'assurdità dei cliché sociali e il loro potere”
2005 - Harold Pinter (Regno Unito): “perché nelle sue commedie [egli] scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione”
2006 - Orhan Pamuk (Turchia): “perché nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture”
2007 - Doris Lessing (Regno Unito): “cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, fuoco e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”
2008 - Jean-Marie Gustave Le Clézio (Mauritius/Francia): “autore di nuove partenze, avventura poetica ed estasi sensuale, esploratore di un'umanità al di là e al di sotto della civiltà regnante”
2009 - Herta Müller (Romania/Germania): “con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati”
2010 - Mario Vargas Llosa (Perù/Spagna): “per la sua cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo”
2011 - Tomas Tranströmer (Svezia): “attraverso le sue immagini dense e nitide, ha dato nuovo accesso alla realtà”
2012 - Mo Yan (Cina): “che con un realismo allucinatorio fonde racconti popolari, storia e contemporaneità”
2013 - Alice Munro (Canada): “maestra del racconto breve contemporaneo”
2014 - Patrick Modiano (Francia): “per l'arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e scoperto il mondo della vita dell'occupazione”
2015 - Svjatlana Aleksievič (Bielorussia): “per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo”
2016 - Bob Dylan (Stati Uniti): “per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana”
2017 - Kazuo Ishiguro (Giappone/Regno Unito): “che, in romanzi di grande forza emotiva, ha scoperto l'abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo”
2018 - Non assegnato