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Angeli caduti - Giuseppe Iannozzi - copertina
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Angeli caduti - Giuseppe Iannozzi - copertina
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2012
15 luglio 2012
230 p., Rilegato
9788897424567

Valutazioni e recensioni

Renzo Montagnoli
Recensioni: 3/5

Giuseppe Iannozzi non è di certo uno sconosciuto, almeno sul web, dove sono presenti alcuni suoi blog in cui pubblica un po’ di tutto, sia di suo che di altri, in un campo che spazia dalla poesia all’editoriale, ma soprattutto caratterizzato da numerose recensioni. Al riguardo di queste ultime, non sono infrequenti le stroncature, specialmente di lavori letterari di alcuni nomi nei confronti dei quali manifesta una spiccata avversione. Ora ha deciso anche lui di fare un salto d’ambiente e di mettersi sul mercato editoriale con un volume di racconti intitolato Angeli caduti. E’ certamente una prova del fuoco, e credo che lui ne sia ben edotto, perché un conto è fare il critico, magari non condiviso, e un altro è scrivere opere letterarie, inevitabilmente sottoposte a un giudizio non solo dei lettori, ma anche di recensori. Bisogna dargli atto di un certo coraggio, anche se è mia opinione che gli stroncati non si faranno vivi con valutazioni negative, ma preferiranno ignorare, e non tanto per uno stile cavalleresco, quanto perché meno si parla di un libro, minore è la possibilità che possa destare interesse. Ciò che stupisce in questi racconti - scritti senz’altro in epoche diverse, poiché è possibile notare una modifica, anche se non rilevante, dello stile - è l’energia esplosiva di questo autore, un’energia creativa che a volte lo porta a degli eccessi e che è mia convinzione che, qualora fosse ben controllata, porterebbe a dei risultati senz’altro più rilevanti. E così ci sono prose brevissime, quasi dei flash, che a mio parere meriterebbero una più ampia elaborazione, sulla base dell’argomento trattato, e altre che invece si dilungano eccessivamente, quando il tutto si potrebbe esaurire, con maggior convenienza e piacere, nel giro di tre-quattro pagine. Quella che però è una costante è una visione pessimistica dell’umanità e quella consistente energia creativa appare più il risultato dello sfogo di un malessere che cova dentro, piuttosto che il frutto di una lunga meditazione di carattere filosofico, maturata negli anni e magari anche esacerbata da fatti contingenti. Nonostante questo, ci sono racconti che non possono non destare interesse ed apparire appaganti, dopo l’inevitabile primo impatto con la scrittura di un autore che s’impone al lettore, quasi travolgendolo. Il primo della raccolta, per esempio, Amen, oltre a essere caratterizzato da uno stile che per alcuni aspetti e a tratti si ispira a quello di Saramago, di cui mi risulta che Iannozzi sia grande estimatore, è un monologo che, pur essendo un urlo di dolore, assume le caratteristiche di una ineluttabile constatazione sul significato dell’esistenza, raggiungendo un vertice di misticismo non certo di maniera. Bocca di rosa, invece, è una prosa breve che forse avrebbe meritato una più ampia elaborazione, ma che è intrisa di una violenza sconvolgente, quasi una rappresentazione della disumanità dell’attuale umanità. La stessa forza incontrollabile si riscontra pure in Istantanea, mentre invece in Vincent il vecchio c’è un maggior controllo dell’energia creativa che sfocia in un racconto in cui la penna più che incidere pare sfiorare il foglio; ne risulta così una narrazione più fruibile, più portata a soffermarsi sul significato delle parole e cercare di comprendere quel gioco di “detto e non detto” che solitamente impreziosisce un lavoro letterario. Come è possibile comprendere, quelle che ho appena nominato sono le prose che più mi hanno convinto e che anche mi sono risultate più gradite; poi, come succede in ogni raccolta di racconti, ce ne sono di buoni e meno buoni, ma direi che nel complesso il livello è soddisfacente. Per concludere, pur rimarcando ancora una volta il marcato pessimismo che permea l’intero libro e quella forza che si sprigiona a volte incontrollata (e che se ben orientata porterebbe senz’altro a risultati migliori), mi sento di dire che Angeli caduti, per essere quasi un’opera prima (nel lontano 1994 Iannozzi ha pubblicato un romanzo), non è male e che quindi ci troviamo di fronte a un esordio sostanzialmente positivo, tale da rendere consigliabile la lettura.

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