La porta del sole

La porta del sole

di Elias Khoury

 
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Descrizione

"La porta del sole" è un romanzo che parla soprattutto d'amore. Nahìla, sposa bambina, è rimasta in Galilea e diventa cittadina israeliana. Suo marito Yùnis, mitico eroe della resistenza palestinese, vive da rifugiato nel campo profughi di Shatìla, in Libano, e passa clandestinamente il confine per incontrarsi con lei. Da queste brevi visite cadenzate nel corso degli anni nascono sette figli e un amore da leggenda. Khalìl, la voce narrante, restituisce le tappe della storia di Yùnis e Nahìla e aggiunge il racconto della propria vita, della sua passione per Shams la fedayin, dell'esistenza della sua generazione, nata nei campi profughi. Elias attorno a Khalìl e Yùnis, a Nahìla e Shams, tesse un fitto intreccio di minuscole storie individuali che, tutte insieme, ricostruiscono mezzo secolo di storia: dall'esodo forzato del 1948 alla stretta di mano di Washington (1993), passando per l'invasione israeliana del Libano e il massacro di Sabra e Shatìla del 1982. Sottolineando come la sopravvivenza sia la più alta forma di resistenza e abbandonando di conseguenza ogni retorica sulla mitologia dell'eroismo e del martirio, mette in scena i palestinesi in quanto individui e non intesi come causa.

Quarta di copertina

“Un uomo muore quando la sua donna smette di amarlo” 1995, campo profughi di Shatìla, Libano. All’ospedale Galilea viene portato, in coma, un anziano combattente per la liberazione della Palestina che in gioventù aveva fatto da padre putativo al medico-infermiere che ora lo assiste, il dottor Khalìl. Rifiutandosi di lasciarlo morire, Khalìl decide di curarlo con la terapia della parola e si lancia in un lungo racconto che, coprendo un arco temporale di oltre cinquant’anni, ripercorre la vita dei due uomini ora chiusi nella stanza d’ospedale. Alle tappe del leggendario amore che ha unito Yùnis il fedayin alla moglie rimasta in Galilea e diventata cittadina israeliana La porta del sole affianca le vicende di tutta un’umanità che ha subito la Storia senza lasciare traccia di sé. “Bisogna riconoscere ad ognuno il diritto di raccontare la propria storia,” scriveva il grande poeta Mahmùd Darwìsh e a quest’imperativo, con mano ferma, La porta del sole risponde. Denunciando ogni forma di vittimismo, abbandonando ogni retorica volta a mitizzare eroismo e martirio e ammettendo le debolezze della sua gente senza per questo screditarla, Elias Khoury riesce nella difficile impresa di raccontare i palestinesi in quanto individui e non soltanto la loro causa. Dal romanzo nel 2004 il noto regista egiziano Yousri Nasrallah ha tratto il film che porta lo stesso titolo.

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Biografia

Elias Khoury
Elias Khoury è nato a Beirut nel 1948. Autore di numerosi romanzi, pièce teatrali e volumi di saggi, nonché direttore del prestigioso inserto letterario del quotidiano di Beirut “al-Nahar”, è una delle personalità di punta in ambito intellettuale e politico libanese e gioca un ruolo importante all’interno della cultura araba contemporanea e nella difesa della libertà d’espressione. Nel 1988 è stato premiato con il Palestine Prize per La porta del sole (Feltrinelli UE, 2014), e nel 2000 il romanzo è diventato il libro dell’anno di “Le Monde Diplomatique”. Nel 2008 ha ricevuto il Sultan Oweiss Award per la narrativa e il Prix IMA pour le roman arabe. In Italia sono stati inoltre pubblicati Il viaggio del piccolo Gandhi (Jouvence, 2001), Facce bianche (Einaudi, 2007), Yalo (Einaudi, 2009) e, ancora per Feltrinelli, Specchi rotti (2014).

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