Nella prefazione a questa raccolta di sedici racconti, Ammaniti spiega il perchè di questo titolo. "Il momento è delicato" era la frase fatta,trita e ritrita, con la quale lo congedava ogni volta il suo editore quando gli negava la pubblicazione della sua ennesima raccolta di racconti:"i racconti non vendono", e siccome i racconti non vendono ed il momento è delicato, merkelianamente parlando, ebbene Niccolò ha deciso ancora una volta di proporre all'editore una serie di racconti e stavolta l'ha spuntata. I racconti sono stati scritti lungo l'arco dell'intera carriera dello scrittore romano, ci sono quelli dell'esordio e quelli della maturità, soprattutto in nuce c'è tutto l'Ammaniti che abbiamo imparato ad amare ed apprezzare nei romanzi. C'è l'amore fra adolescenti, c'è il fatto di cronaca nera riscritto come solo lui sa fare,c'è l'avventura drammatica e quella surreale, ci sono le coppie,tante, tutte sull'orlo di una crisi di nervi.
"C'era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po' i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l'inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l'indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di più. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c'è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent'anni. C'è un po' di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall'inizio o aprendo a caso." (Niccolò Ammaniti)
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Anno edizione:2012
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Racconti surreali, quasi sempre l'esito finale è un pulp grottesco e un po' trito, fra mostri deformi, crudeltà efferate, schizzi di sangue e tanfo di budella. Unico capitolo che salvo è l'ultimo sull'apocalisse: "Se a voi non è successo, dovete pensare che la vita che vivete è meravigliosa, gustatene ogni secondo, respirate a pieni polmoni, correte, baciatevi, fate l´amore, godete il fatto di vivere liberi dal male." Questo libro di racconti è un pò deludente, assolutamente preferibile nei romanzi molti dei quali stupendi.
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SILVIA STILLAVATO 29 gennaio 2013
imbarazzante. spendete tempo e soldi in altre letture.
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