Ho chiuso questo libro con una sensazione chiarissima: era esattamente quello di cui avevo bisogno. Fabio Balsamo è un personaggio completo: potrebbe leggere uno scontrino della spesa e riuscire comunque a farti ridere, pensare e perfino commuoverti nello stesso istante. Ed è proprio questa l’anima che ho ritrovato in Non è quello che ci aspettavamo. Pagina dopo pagina, senza che tu te ne renda conto, entri in una parte molto intima della sua vita. Ne scopri le fragilità, lo segui mentre ironizza su sé stesso, mentre si mette a nudo senza filtri. Non c’è nulla di costruito, non c’è distanza tra chi scrive e chi legge: c’è qualcuno che si racconta davvero, e tu ti ritrovi a leggere con un sorriso che, a tratti, lascia spazio alla riflessione. E qui sta la differenza più grande. Non è il “solito libro del personaggio famoso”, dove spesso tutto resta in superficie e, finita l’ultima pagina, ti resta poco o nulla. Questo libro, invece, ti accompagna dentro pensieri, emozioni, ricordi che diventano, in qualche modo, anche tuoi. Ti fa fermare. Ti fa pensare. È un’opera che ho trovato riuscitissima. Ho avuto la netta impressione che questo racconto fosse quasi un’introduzione a qualcosa di ancora più grande, come se tra le righe ci fosse molto di più di ciò che viene detto apertamente. E soprattutto mi ha ricordato una cosa che, leggendo tanto, a volte rischio di dimenticare: la capacità di sorprendermi. “Non è quello che ci aspettavamo”. Io, da uno come lui, forse un po’ me lo aspettavo.
Non è quello che ci aspettavamo
Come un clown, maschera comica per eccellenza che dietro il sorriso cela una profonda malinconia, Fabio Balsamo – personaggio poliedrico la cui comicità affonda le sue radici nella formazione di attore drammatico – diventa personificazione di quell’arte sottile di ridere del mondo nascondendo la propria tristezza. Ed è proprio da questa tensione tra riso e dolore che nasce il cuore del libro. A partire da qui, l’autore costruisce una raccolta di riflessioni intime e personali – spesso tragicomiche, sempre sincere – che attraversano temi eterogenei e profondamente umani. Ne emerge uno sguardo inedito sulla vita, sulla propria visione del mondo, sulla città di Napoli, sulla sua gente, sugli incontri e sulle assenze che hanno segnato il suo percorso artistico ed esistenziale. Il libro si sviluppa come una concatenazione volutamente irregolare di capitoli informi: un mosaico narrativo che comprende un’intervista «spezzata», simulazioni di lettere indirizzate all’amata, al padre, al figlio, favole surreali su animali scomparsi, riflessioni sulla nostalgia e sul tempo, regolata dal concetto di distanza. Il risultato è un insieme di testi intensi e sorprendentemente armonici nella loro frammentarietà, capaci di alternare ironia e profondità, leggerezza e introspezione. Pagine che restituiscono la complessità di un interprete capace di abitare tanto il comico quanto il drammatico: non solo attore, ma uomo sensibile, inquieto, curioso, dalle mille, meravigliose sfaccettature.
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Anno edizione:2026
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Anysbook 30 aprile 2026Piaciuto molto
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