Scoperto agli inizi degli anni 80 ho avuto la fortuna di incontrarlo in treno, nel viaggio meno noioso della mia vita. Indistinguibile l'autore dal personaggio. Il libro è bello, bisogna avere esperienza di ' beat generation ' per apprezzarne la scrittura. L'unica pecca nella copertina: era molto più bella quella degli anni 80.
Storie di ordinaria follia
Con la scrittura anarchica e alcolica che lo ha consacrato tra i massimi autori del secolo scorso, Buk ci affida la sua esistenza così com’è: nuda e oscena, blasfema fino a farsi santa, fino a trasformarsi in dolcezza, fino a scoprire il fianco alla bellezza sregolata del mondo.
«La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto»
Quando scrive questi racconti – prima usciti in ordine sparso in alcune riviste underground e solo in seguito raccolti in un unico volume –, Charles Bukowski lavora ancora all’Ufficio postale che l’ha tenuto inchiodato per quasi dodici anni. E cioè è arrabbiato, svilito da un impiego monotono che pugnala ogni giorno il suo sogno di diventare scrittore. Forse è proprio questa la forza delle storie qui contenute, storie la cui selvaggia assurdità rispecchia quella della vita di chi le scrive, e in cui l’autore rinuncia al suo amato alter ego – Henry Chinaski – per buttarsi di faccia tra le pagine. Bukowski al Mattatoio, Bukowski con il culo per terra, Bukowski con la macchina da scrivere al banco dei pegni, Bukowski con i soldi contati per il vino spaccabudella, Bukowski detto Kid Polvere di Stelle, lontano dal sogno, con il peso di un quarto di manzo sulla spalla, con tutto il peso del mondo sulla schiena. Il risultato è una raccolta di eccessi e speranze infrante, un ritratto fuori dai denti dell’America vera, dove le ambizioni stanno sul fondo di una bottiglia e i desideri sono comete luminose tra le vie di una città.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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AnTro 12 febbraio 2026Grande Hank !
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_Ema 20 gennaio 2026Indispensabile
Charles Bukowski è scrittore ampiamente travisato. La sua immagine attuale risente di una sovraesposizione mediatica, accumulata soprattutto negli scorsi anni. Bukowski andrebbe letto sul serio, non citato a brandelli. E, allora, quale occasione migliore di Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni? Quintessenza della più alta tradizione della short stories americana. Un invito a, poi, leggere tutto quello che è uscito dalla sua magica penna.
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Vale 21 dicembre 2025Folle
lettura piacevole, fuori dall’ordinario. È una lettura leggera che sembra talvolta avere storie superficiali ed invece ogni racconto presenta varie critiche sociali che sta al lettore cogliere.
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