“L’ultima cosa che sai”, di Paolo Roversi per Marsilio, celebra i 20 anni di Enrico Radeschi, hacker in prestito alla questura di via Fatebenefratelli, e cronista di nera. Arduo non rivolgere il nostro ‘bentrovato’ a lui e alla teoria di figure cui l'autore ci ha abituati, facendoci affezionare ai ‘veterani’ della prima ora e alle ‘reclute’ della penultima. Pochi giorni prima di Pasqua 2019 è l'inizio del romanzo. Due le location, funzionali all'incedere di una trama che corre su due binari. Da un lato, una Milano spogliata del suo tran tran metropolitano, a causa delle imminenti festività, e vestita solo del grigio cupo del cemento e del romanticismo di tram solitari che scivolano pigri in città. A far da contraltare, il borgo di Capo di Ponte Emilia, luogo della finzione letteraria, verosimile, però, quanto qualsiasi altro paesino della Bassa, terra di confine tra Emilia e Lombardia, che striscia lungo il Po. Una staffetta in cui due vicende si passano il testimone senza mai uno stacco. Un'architettura prosastica cui non servono puntelli, basta la fluidità di una lingua chirurgica, in cui ogni parola è essenziale a disegnare mondi, raccontare personaggi, sostenere il plot, con anche nuance evocative in bilico tra quadri underground e scorci rural-fluviali. Intanto, la storia si dipana. Da un canto, Radeschi impegnato in un'inchiesta che si snoda tra nuovi omicidi, che hanno il sapore di altri vecchi insoluti, risalenti alla cronaca nera locale degli anni '60, e addirittura di un'antica leggenda dei tempi dei Gonzaga e di un mitico Tribunale delle Acque. A seguire le indagini il maresciallo dei Carabinieri Boskovic e l'immancabile brigadiere Rizzitano. Sull’altro versante, l'omicidio travestito da suicidio di uno stimato professore del Politecnico occupa, sotto lo sguardo pietoso della Madonnina, il vicequestore Loris Sebastiani, con al suo fianco Liz, la giovane hacker filippina, degna sostituta di Enrico. Una duplice avventura, da leggere tutta d’un fiato!
L'ultima cosa che sai. La nuova indagine di Enrico Radeschi. Copia autografata
Aprile 2019. Il giornalista hacker Enrico Radeschi è in viaggio verso Capo di Ponte Emilia, il suo borgo natale nella Bassa padana, dove non mette piede da troppo tempo. Vuole fare una sorpresa ai genitori per Pasqua, ma anche allontanarsi dal caos di Milano e dalla separazione col Danese, una ferita che ancora brucia. In sella al Giallone, la sua inseparabile Vespa gialla del 1974, arriva in paese giusto in tempo per una notizia che gela il sangue: in una delle zone più isolate della golena del Po è stato ritrovato un cadavere. Il corpo è disposto in modo rituale: braccia incrociate, gambe tese, e tra le dita stringe un orologio con le lancette ferme sulle 3.15. A occuparsi delle indagini è la stazione locale dei carabinieri, guidata dal maresciallo Giorgio Boskovic, affiancato dal brigadiere Gennaro Rizzitano, ex compagno di scuola di Enrico e memoria storica del borgo. Ben presto si capisce che quel dettaglio – le lancette ferme – non è una coincidenza, ma il marchio del “Mostro del Po”, un serial killer che negli anni Sessanta aveva seminato il terrore lungo le rive del fiume. Un’informazione mai divulgata all’epoca, che ora riaffiora come un richiamo dal passato. I suoi crimini, rimasti irrisolti, sembrano tornare a galla, trascinati dalla corrente di un fiume che non dimentica. Ben presto il numero delle vittime cresce e Radeschi si ritrova invischiato in un’indagine dove tutto ruota attorno alla memoria, alle leggende, ai conti in sospeso. C’è chi ricorda troppo e chi finge di non sapere, e chi sussurra del «Tribunale delle Acque», un’antica leggenda risalente addirittura ai tempi dei Gonzaga che racconta di una corte soprannaturale pronta a giudicare le anime dei peccatori, nelle notti senza luna, sulle sponde del grande fiume. Ma la storia non si muove solo tra argini e pioppeti. A Milano, nelle stesse ore, il vicequestore Loris Sebastiani indaga su quello che a prima vista sembra un suicidio: un professore del Politecnico trovato morto nel suo appartamento. Dietro l’apparenza si nasconde però un omicidio ben orchestrato. In assenza di Enrico, per addentrarsi nei meandri digitali della vita della vittima, Sebastiani è costretto ad affidarsi a Liz, la giovane e brillante hacker filippina che da tempo lavora al fianco di Radeschi. Mentre Milano e la Bassa si parlano a distanza, fino ad arrivare a toccarsi, Radeschi si ritrova a fare la spola fra i due mondi, trascinato in una doppia indagine che affonda tra mitologia fluviale e vendette rimaste sospese troppo a lungo.
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Anno edizione:2026
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Vik 01 febbraio 2026Una nuova avventura per Enrico Radeschi
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