La frontiera
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Descrizione

C'è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l'altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l'altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all'innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse...

Premi

Premio Pozzale Luigi Russo 2016
Finalista Premio Internazionale Tiziano Terzani 2016

Video

Quarta di copertina

C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Questa soglia è inafferrabile, indefinibile, non-materiale: la scrittura vi si avvicina per approssimazioni, tentativi, muovendosi nell’inesplorato, là dove si consumano le migrazioni e i respingimenti, là dove si combatte per vivere o per morire. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all’innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse. Quella parola indica una linea lunga chilometri e spessa anni. Un solco che attraversa la materia e il tempo, le notti e i giorni, le generazioni e le stesse voci che ne parlano, si inseguono, si accavallano, si contraddicono, si comprimono, si dilatano. È la frontiera.

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Cosa ne pensa la Stampa

Leogrande prova a tracciare il concetto di frontiera, oggi più che mai frequentemente evocato eppure assai liquido e per questo indefinibile.em, La Gazzetta del Mezzogiorno - Foggia
L'impegno di Alessandro Leogrande è rivolto invece a raccogliere e denunciare le condizioni di sfruttamento e di prostrazione morale di molti migranti superstiti alle traversate del Mediterraneo dalle coste settentrionali d'Africa.Y.C., QN - La Nazione - ed. Empoli
Leogrande ha raccolto in un libro serio e bello le domande e alcune risposte di venti anni di peregrinazioni fra migranti forzati di arrivo o transito nel nostro paese.Valerio Calzolaio, mangialibri.com
Un affascinante percorso che attraversa le navi dell'operazione Mare Nostrum, le parole dei trafficanti di uomini, le storie di profughi e migranti e le aberrazione dei Cie italiani.Massimiliano Boschi, Corriere dell'Alto Adige
Un libro più che mai necessario.red., Il Quotidiano del Sud - Calabria
Uno straordinario reportage narrativo.Gianfranco Bettin, Il Centro
La frontiera che unisce.red., Il Nuovo Quotidiano di Puglia
Un libro che fa male, ferisce. Ma la ferita provocata dal suo ricordarci con puntigliosa esattezza ciò che accade a Sud, a Est e nelle acque del nostro Mediterraneo ogni giorno, da anni, è particolarmente necessaria, se vogliamo intaccare la nostra indifferenza e tentare di colmare l'approssimativa conoscenza di guerre, violenze e sopraffazioni in continua crescita. Franco Lorenzoni, Il Sole 24 ore
Siamo dinanzi a pagine preziose.Sabina Fadel, Messaggero di Sant'Antonio
Intelligente saggio in forma di romanzo.Michele Neri, Sette - il Corriere della Sera
Leogrande prova a cambiarci lo sguardo su realtà che crediamo di conoscere: migranti, scafisti, periferie del mondo e di Roma, dittature, colonialismo, popoli che attraversano il mare e la storia.s.v., Panorama
Leogrande colleziona quasi a ogni pagina storie che potrebbero sembrare pura invenzione, e puntualmente trovano verifica. Esemplare quella di don Mussie Zerai, un prete eritreo responsabile della pastorale per gli etiopi e gli eritrei in Italia e Svizzera, il cui numero di telefono è «scritto sulle pareti di mezza Africa e memorizzato su un numero indefinito di cellulari in viaggio». Gente che sta in mezzo al deserto, o sepolta in una prigione libica, o appena sbarcata, lo chiama...Francesco Durante, Il Mattino
Leogrande si conferma uno dei nostri migliori giornalisti. Il libro è l'ultimo tassello di un lungo e consapevole percorso di ricerca e carotaggio, nel solco della migliore inchiesta sociale italiana, quella di Danilo Dolci, Guido Montaldi, Camilla Cederna, Corrado Stajano, contaminata con i contributi dei numi tutelari della non fiction americana, da Truman Capote a William Langewiesche.Giuliano Battiston, il manifesto
Uno dei libri di giornalismo narrativo più interessanti ci pone la madre di tutte le domande. Indifferenza o partecipazione? Fingere di non vedere o intervenire? Leogrande conosce bene la materia, è stato sul campo, ha sguardo acuto.P. M., Gioia
Dovessi consigliare un libro da proporre a un giovane italiano di oggi perché lo legga e ne impari, non avrei dubbi: La frontiera di Alessandro Leogrande.Goffredo Fofi, Avvenire
Leogrande prova a cambiarci lo sguardo su realtà che crediamo di conoscere: migranti, scafisti, periferie del mondo e di Roma, dittature, colonialismo, popoli che attraversano il mare e la storia.s.v., Panorama
Un libro di pregnante attualità, nato dalla consapevolezza che l'attraversamento della frontiera europea, collocabile nel Mediterraneo, è diventato un fenomeno globale. Attraverso lo scritto si guarda all'orizzonte.p.giuf., La Gazzetta del Mezzogiorno
Leogrande restituisce le voci e i caratteri dei suoi testimoni e la complessità dei mondi da cui provengono, da cui scappano perché preferiscono l'incertezza di un viaggio pericoloso alla certezza di condizioni disumane. Spiccano tra le altre, le storie di chi scappa dal terribile regime totalitario dell'Eritrea, attorno al quale è andato crescendo un sistema di sfruttamento e di ricatto che traficanti, rapitori e regimi vicini contribuiscono a far prosperare e che solo pochi volontari e attivisti coraggiosi provano a combattere.Giuliano Milani, Internazionale
Arrivano subito, nelle prime pagine, i corpi degli annegati durante i viaggi in mare per raggiungere l'Europa e la parte di mondo dal lato giusto della frontiera invisibile, quello in cui è ancora possibile immaginare un presente senza fame, freddo o torture.v.d.s., Il Venerdì di Repubblica
Leogrande si è messo in viaggio e ha composto un libro per «ascoltare dalla voce di chi ha oltrepassato i confini come essi sono fatti»; scoprendo che, spesso, sono buio e paura.Alessandra Coppola, La Lettura - Il Corriere della Sera
Quando si parla di migrazione per preconcetti si rischia di perdere ogni senso di umanità. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum per descrivere il dramma di migliaia di persone, ci introduce nelle vicende libiche ed eritree, racconta la frontiera balcanica. Per farci capire.Roberto Cannerò, Famiglia Cristiana
La precisione e la cura di Leogrande nel raccontare queste storie è nota e non sorprende. Ma ne "La frontiera" c'è di più. Forse il suo cuore giace in una serie di domande che pone, e in tutte quelle che genera nel lettore.Giorgio Fontana, Lo Straniero
Il dramma di uomini, donne e bambini, famiglie che oltrepassano oggi le frontiere cambiandole. È di questo dramma che Alessandro Leogrande ci parla nel suo libro.Marco Carsetti, Lo Straniero
Le storie dei sopravvissuti ai naufragi, quelle degli scafisti, il percorso delle migrazioni attraverso i Balcani, i CIE in Italia che si legano fra loro per costituire un'unica grande storia.red., ilpost.it
Attraverso brandelli di esistenze, dà corpo e voce a quella soglia mutevole che spacca il mondo in due.Stefania Parmeggiani, la Repubblica
Certo un bel racconto, articolato e congegnato come si vorrebbe in un libro di non ?ction, e quindi indubbiamente godibile come un romanzo o come i migliori saggi. Ma ha anche - e forse: soprattutto - un valore che prescinde dalla grana letteraria e che riguarda la sua capacità di spiegare, di ricostruire un quadro, di tracciare su carta geogra?ca una serie di linee, legami e fratture utili e indispensabili a capire i vecchi e nuovi ?ussi migratori.Stefano Piedimonte, l'Unità
Ci porta a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste.de. picc., La Gazzetta di Taranto
Migranti e parigini: tutti vittime di un'unica guerra.Giuseppe Tucci, La Gazzetta del Mezzogiorno
Dai naufragi nel Mediterraneo alla rotta dei Balcani.red., Internazionale
Ho appena finito di leggere "La frontiera" di Alessandro Leogrande. Libro pieno di mare, di trafficanti e scafisti ragazzini, che racconta la diaspora degli eritrei, che trascina il lettore nella Grecia di Alba dorata, nel dramma del deserto libico. Tutto ciò che, confuso, scorre nella cronaca, qui diventa sofferenza, comprensione, empatia. Leogrande è scrittore di letteratura non-fiction. È scrittore di razza.Roberto Saviano, pagina Facebook ufficiale

Conosci l'autore

Biografia

Alessandro Leogrande
Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977 e vive a Roma. È vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Collabora con “il Corriere del Mezzogiorno”, “il Riformista”, “Saturno” (inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”), Radio Tre. Ha scritto: Un mare nascosto (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra (L’ancora del Mediterraneo, 2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori, 2008), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango, 2010), Fumo sulla città (Fandango, 2013). Ha curato le antologie Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l’orientamento (con Goffredo Fofi; L’ancora del Mediterraneo, 2002), Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (minimum fax, 2010). Feltrinelli ha pubblicato Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011; premi Volponi e Kapuscinski), da cui è stata tratta l’opera Katër i Radës, La frontiera (2015), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (2016) e, nella collana digitale Zoom, Adriatico (2011).

Premi

Finalista Premio Internazionale Tiziano Terzani 2016

Dettagli

  • Listino:€ 17,00
  • Editore:Feltrinelli
  • Collana:I Narratori
  • Data uscita:05/11/2015
  • Pagine:320
  • Formato:brossura
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788807031656

Parole chiave laFeltrinelli:

migrazioni, emigrazione, immigrazione, saggi letterari

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Su LaEFFE TV

09/12/2016 | 01:00

POSSO DORMIRE DA VOI?

Zaino in spalla, passo lungo e curiosità da vendere: in compagnia del giornalista Antoine de Maximy laeffe parte per un nuovo viaggio intorno al mondo.Armato solo di microcamere, in ognuna delle 21 puntate Antoine chiede a perfetti sconosciuti di farsi ospitare per la notte. Il suo obiettivo? Scoprire la vera essenza dei paesi che visita e il grado di adattabilità e di fiducia dei suoi abitanti: dalla cortesia all’imbarazzo, dalla diffidenza alla curiosità…Antoine è pronto a vivere avventure imprevedibili e a volte persino rischiose!L’unica cosa che gli interessa è… posso venire a dormire da voi?

10/12/2016 | 01:10

ANNIKA

Dagli stessi produttori di Wallander e della trilogia Millennium tratta da Stieg Larsson, a novembre su laeffe tornano le indagini della reporter Annika Bengtzon, il personaggio nato dalle pagine dei best-seller di Liza Marklund.Oltre alle cinque precedenti indagini - I dodici sospetti, Studio Sex, Il lupo rosso, Finché morte non ci separi e Freddo sud - la serie si arricchisce di un sesto nuovo episodio: IL TESTAMENTO DI NOBEL.Durante la cerimonia per la consegna dei Premi Nobel, Annika è testimone dell’attentato in cui perde la vita una scienziata. Non appena la reporter dà il via alle indagini, scopre però che non tutto è come sembra…Piena di difetti e testarda, ma anche passionale ed emotiva, Annika si occupa di cronaca nera per il quotidiano svedese Stampa Della Sera.Omicidi, intrighi, scandali politici, ma anche terrorismo, traffico di droga e casi del passato rimasti irrisolti: l’unica cosa che conta per Annika è scoprire la verità.Ma il coraggio e l’intuito con cui affronta ogni caso a volte non bastano: Annika deve fare i conti anche con un passato complicato tenuto nascosto e una «agitata» vita familiare. 

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