
Habemus Papam
Regia di: Nanni Moretti
Con: Margherita Buy, Michel Piccoli, Renato Scarpa
€ 9,99
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- Listino€ 15,99PaeseItalia]Produzione01 Distribution]N. DVD1
- Data uscita12/10/2011Età cons.TuttiEAN8032807038858
Sinossi
Alla morte del Pontefice il Conclave deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto è preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.
Contenuti extra
Making Of, Trailers, Dietro Le Quinte, Presentazione
Recensioni
L'omissis morettiano
Scritto da Mauro@Lanari il 23 settembre 2011
Dio è morto, Freud è morto però "lui", progressista girotondino, se la passa niente male. Il senso implicito di "Habemus Papam" comincia e finisce qui, con un soggetto risolvibile nel tempo d'uno spot o d'uno sputo. Diluire per la durata d'un lungometraggio una tesi sintetizzabile con un semplice slogan è involontariamente ridicolo. I problemi globali hanno raggiunto un livello di complessità non più gestibile, e Moretti inscena la condizione postmoderna di crisi di decidibilità (e non di "responsabilità" o "adeguatezza") nell'ambito delle due principali agenzie di "cura dell'anima" e d'"erogazione del Vero", quella religiosa e l'atea. Il tonfo grottesco consiste, per contrappasso, in quanto d'interessante hanno da dire queste due istituzioni sulla persona e personalità del regista che, viceversa, le rende oggetto d'una critica unilaterale e monodiretta. Cattolicesimo e psicoanalisi convergono nel giudicare come essenziale soprattutto ciò che s'omette, e le quasi due ore d'omissis morettiano ci occultano la sua specifica strategia di sopravvivenza, fare l'artista engagé, usare il cinema per propagandistico impegno politico, una sorta d'arma più o meno impropria da sfruttare in particolari occasioni tipo le tornate elettorali. La caimanite resta a riposo nel 2011, annata a quanto pare libera da rilevanti elezioni di natura secolar-temporale ma non spiritual-ecclesiastica. E "Habemus Papam" esclude dall'odierna epoca di spaesamento e disincanto del mondo esattamente questo "non-detto" del patron della Sacher, la peculiare àncora di salvezza nella sua esistenza. "Solo un pazzo può interpretare la parte di primattore che lo spettacolo con più spettatori al mondo richiede"? Allora l'autore si bea della propria follia demiurgica e teatrale. Se "La messa è finita" già dal 1985, il cineasta moralista sa continuare a tenersi a galla aggrappato al proprio Credo partitico.









