Ti prendo e ti porto via

di Niccolò Ammaniti

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  • Listino€ 10,50EditoreMondadoriCollanaOscar piccola bibliotecaData uscita16/05/2000
  • Pagine462LinguaItalianoEAN9788804476795

Sinossi

A Ischiano Scalo il mare c'è ma non si vede. E' un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Il turismo lo evita perché d'estate s'infuoca come una graticola e d'inverno si gela. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due storie d'amore tormentate. Ammaniti crea e dissolve coincidenze, è pronto a catturare gli aspetti più grotteschi e più sentimentali, più comici e inquietanti della realtà.

Quarta di copertina

Il mare c'è ma non si vede a Ischiano Scalo, un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due tormentate storie d'amore. Pietro e Gloria sono due ragazzini. Lei è figlia di un direttore di banca, lui di un pastore psicopatico. Lei è bella, sicura e un po' arrogante, lui è timido, irresoluto, sognatore. Eppure un sentimento strano che assomiglia curiosamente all'amore li attrae... Dopo anni di assenza, torna a Ischiano anche Graziano Biglia, logoro play-boy. Qui conosce la professoressa Flora Palmieri, una donna sola e misteriosa che in paese tutti tengono a distanza. Dovrebbero appartenere a due universi lontani, ma in fondo è proprio tra i poli opposti che scoccano scintille, così... Burattinaio narratore, manipolatore di destini, Ammaniti crea e dissolve coincidenze, pronto a catturare di volta in volta gli aspetti più comici o inquietanti della realtà. Ti prendo e ti porto via è un'epopea tenera e crudele della scoperta del mondo e di quella lunga ferita che è la giovinezza.

Recensioni

umanità grottesca

Scritto da adriana1978dellacrociata il 28 febbraio 2012

Il primo libro che ho letto di Ammaniti e poi sono venuti dietro tutti gli altri. Lo scrittore ha grandi capacità narrative e si distingue soprattutto per la scelta dei personaggi. Egli descrive un'umanità grottesca e sgangherata, che anche negli istanti di maggiore coinvolgimento emotivo esplode nell'assurdo e nell'irreale, come nell'incontro nella piscina termale tra Graziano e la professoressa, nella morte della madre inferma e della stessa professoressa Palmieri con i koalini che le sembra di vedere. Consigliatissimi anche "Fango", "Branchie", "Come Dio comanda" e "Che la festa cominci", anche se negli ultimi romanzi l'autore sembra un pò abbandonare i suoi personaggi infengati e grotteschi.

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Deludente

Scritto da paola_93 il 29 dicembre 2011

Un mix di storie fra loro parallele ma senza un collegamento. Questo è il grosso limite del romanzo! Molto deludente, le lunghe descrizioni superflue rendono la lettura pesante e noiosa. Troppo volgare, troppo superficiale.

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Bel libro!

Scritto da eureka79 il 23 dicembre 2011

Piacevolissimo libro, che tocca storie serie con naturalezza e delicatezza, senza cadere sul pesante. Due le storie principali narrate, che scorrono parallele per tutto il romanzo per poi intrecciarsi perfettamente sul finale; accanto a queste si sviluppano altre vicende secondarie, di minor spessore. Ben scritto, sintassi snella e scorrevole, leggero e al tempo stesso profondo, senza mai cadere sul patetico.

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Sufficiente, non di più...

Scritto da silvire1 il 17 dicembre 2011

Il libro è scorrevole e ben scritto, la storia è un pò insignificante, insomma non emoziona ma è godibile.

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Sorprendente...

Scritto da leoncina82 il 04 dicembre 2011

E proprio lì, sulle ultimissime parole del libro, che mi è esplosa l'emozione!!! Un'emozione intensa che pensavo non arrivasse mai, ma che invece i personaggi hanno saputo far crescere silenziosamente dentro di me. Non fatevi ingannare dall'apparente confusione della prima parte, in cui troverete due storie parallele, ma perseguite nella lettura e arriverete dove mai avreste pensato che questo libro vi portasse!

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WOW!!!!

Scritto da ste11live il 25 novembre 2011

Personaggi reali, crudi dettagli, storie dinamiche che si intrecciano tra loro...insomma, un libro che ti prende e ti porta via...dalla noia!

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FANTASTICO OTTIMO!!!!!

Scritto da marcomorando il 26 settembre 2011

Bellissimo racconto che si intreccia su piu' storie una piu' avvincente dell'altra; il libro migliore fino ad ora che ho letto del nostro bravissimo scrittore che rioesce a legare e a tenere il lettore fermo li su ogni rigo come se dovesse accadere qualcosa di nuovo. Che dire Niccolo' non smette mai di farci sognare di farci amare la lettura con il suo stile fresco e scorrevole.

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Godibile ...senza pretese

Scritto da Giulio64 il 11 maggio 2011

Si legge in fretta, si sorride ogni tanto e ci si emoziona un tanticchio (come direbbe Montalbano). Si ritrovano i temi di "Io non ho paura" (la campagna solitaria, le corse in bicicletta, lo sguardo dei bambini) e forse da questo punto è un po' ripetitivo. Non mi sono tanto piaciuti 2 episodi poco verosimili: il lancio del cadavere del somaro con la catapulta e l'effetto mirabolante della pastiglia "Spiderman". Comune se avete voglia si passare un weekend senza troppi grattacapi può essere un buon libro. Buona lettura!

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interessante

Scritto da 84vale84 il 28 dicembre 2010

Questo è il primo libro che ho letto di Ammaniti. I personaggi sono descritti molto bene. Inizialmente puo' sembrare poco coinvolgente, ma dopo aver inquadrato i personaggi diventa veramente un buon libro

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inutile..

Scritto da gould04 il 23 dicembre 2010

Libro ben scritto, ma... come altri dell' autore alla fine non rimane niente. Situazioni inverosimili e personaggi senza spessore che lasciano perplessi...alla fine, inutile.

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Ti prende e non ti porta via

Scritto da naifsuper il 08 dicembre 2010

Storia ben costruita. Personaggi sanguigni e verosimili. Ma qualcosa manca e alla fine non decolla. E' la prima volta che leggo Ammaniti. Mi auguro non sia tutto qui.

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Non mi hai presa

Scritto da filoderba il 26 novembre 2010

Ho iniziato a leggere Ammaniti proprio partendo da questo libro perchè il titolo mi aveva colpita. Ahimè tutto è finito col titolo, perchè il romanzo non mi è piaciuto: le storie dei personaggi sembrano fini a loro stesse e questi stessi personaggi sembrano surreali ed inconcludenti. L'inconcludenza non è un aspetto negativo di per sè però sempre pervadere il romanzo intero. Vengono narrati dei crudi spaccati di vita provinciale dove personaggi mediocri si intersecano tra loro senza però arrivare da nessuna parte. E questi aspetti però non vengono presentati con l'accompagnamento di un'analisi psicologica o sociale. Tutto è semplicemente così come lo vediamo, o meglio leggiamo, senza alcuna riflessione.

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Autentico

Scritto da Marisol83 il 22 novembre 2010

Questo romanzo è così vero come la vita...A volte così realistico che ti fa male, è un libro scritto molto bene e che emoziona. L'inizio è un po' lento, ma una volta che entri nella vita dei personaggi non lo puoi più mollare.

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Coinvolgente ed emozionante

Scritto da mauraorlando il 12 novembre 2010

Il libro che mi ha fatto conoscere Ammaniti e che mi ha fatto iniziare ad amarlo. Le storie sono perfettamente intrecciate ed ogni personaggio è veramente interessante. La sua collaborazione con Salvatores per la realizzazione dei suoi libri è perfetta: peccato che abbiano deciso di non fare anche di questo libro, un film. So che ci avevano pensato, ma che ci hanno rinunciato per la sua complessità. Ma forse, è perfetto così, più emozioni non avrebbe potuto darne!

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Personaggi reali

Scritto da mazzimiliano il 11 novembre 2010

Questo è il primo libro che leggo di Ammaniti, e l'ho comprato perchè ne ho sentito parlare bene da più persone. Ammaniti racconta storie, non si perde in fronzoli, caratterizza bene i personaggi, la loro psicologia, e sa intrecciare le loro storie, le loro vite. Molti di questi si ritrovano a vivere una vita come non la vorrebbero, travolti dai problemi familiari, o di salute, problemi che potrebbe avere chiunque ma che a volte sono insormontabili e ti possono rovinare una vita intera. E alla fine ci si appassiona di questi personaggi, si ride e si piange con loro, si spera e si soffre per loro. A partire da Pietro, ragazzino sfortunato che non riesce a reagire alle prove della vita, che si chiude in se stesso a riccio; e poi Graziano, a tratti esilarante, con la sua Uno Turbo nera, eterno adolescente, abbronzatissimo, sempliciotto, che non ne fa una giusta con Erica e si lascia sopraffare e umiliare per poi cercare riscatto a Ischiano, il uo paese di origine; la professoressa Palmieri, cui la vita non ha mai regalato un lieto evento, che vive sola con l madre malata, e vorrebbe che Pietro, quel bambino così buono e fragile, fosse suo figlio, quel bambino cui promette che non sarà bocciato; e tutti gli altri personaggi del libro, alcuni che compaiono per poche pagine ma vengono delineati in modo preciso. La scrittura di Ammaniti è molto semplice, fluida, diretta, a volte spiccia e cruda, ma sa come coinvolgere il lettore e farlo appassionare ai suoi personaggi e ai loro intrecci, alle loro vite a volte miserabili, alle loro sfortune, al loro non saper cogliere l'attimo, l'occasione che potrebbe cambiare la vita, al loro aggrapparsi all'amore e subirne le conseguenze. Ci si appassiona verso i deboli, che non sanno reagire ai sopprusi dei prepotenti e che, pur essendo buoni, sono bersagliati pure dalla sfortuna. PEr la prima volta dopo tanto tempo mi sono ritrovato a ridere di gusto eggendo un libro, e afarmi commuovere. Il punto di non ritorno è circa a metà libro, quando si è talmente immersi e coinvolti nella storia, e gli eventi stanno prendendo una piega tale che si voglia scoprire a tutti i costi e senza pause come andrà a finire.

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Sanguigno

Scritto da imma78 il 15 ottobre 2010

Bello. Scritto bene, a volte un pò forte ma del resto così è la vita.

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Vi prende ;)

Scritto da Nellanto il 26 settembre 2010

Ammaniti si focalizza spesso sui problemi dei più giovani, dei bambini. Avvolge il lettore nella vita dei suoi personaggi con molta semplicità, capirete da subito l'indole dei protagonosisti e ne sarete coinvolti.

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Romanzo di formazion...i

Scritto da AlessiaVanni il 26 settembre 2010

La crudezza dell'adolescenza (e non solo), l'importanza di imparare a reagire alle asprezze e alle crudeltà della vita e, al tempo stesso, di conservare l'ingenuità e la voglia di sognare, per sè, qualcosa di migliore. Racconti di formazione (e formazioni) che si intrecciano e lasciano il lettore con quel pizzico di amaro che, si sa, da sempre induce alla riflessione. Con un finale che mi ha impresso nella mente due parole che si rincorrono: "Ma forse...?"

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ti prendo e ti porto via

Scritto da dott.sefi il 07 settembre 2010

Bello, intenso, rapisce. Forse un po'duro, crudo, reale, insomma è come la vita.

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Peccato però per la fine!

Scritto da babi.ba il 05 settembre 2010

Il pugno dello scrittore è inconfondibile. Questa volta, scive intenzionalmente in modo volgare, perchè appunto, racconta di luoghi e di persone che si rispecchiano in quei termini. Ischiano scalo è vissuto da tutti i personaggi. Il lettore piò affermare di conoscere personalmente i personaggi, per quanto è accurata la loro descrizione. Si legge con facilità, ed è adatto anche ai più giovani, in quanto il lessico è dei più attuali.

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..ti prende e ti porta via!!

Scritto da Girasole81 il 02 settembre 2010

Tenerezza. Follia. Irrequietezza. Ricerca. Sono le parole chiave attorno a cui ruota questa storia che ti prende, ti travolge e ti porta direttamente lì, in quella Ischiano Scalo che non esiste su nessuna mappa ma che diventa crudelmente reale tra le pennellate a colori forti di Ammaniti. Tenerezza nelle storie parallele di Pietro, ai suoi primi passi nel mondo duro degli adulti e dei coetanei che già si credono tali, e di Flora, adulta ma, nonostante ciò, fragile. Follie che lottano con la razionalità, nella speranza - quasi sempre vana - di poter avere la meglio. Irrequietezza che accomuna tutti i protagonisti - dal giovane Pietro, che proprio dall'inquietudine sarà spinto ad un gesto estremo, all'instabile Graziano, che scoprirà a sue spese che il tempo a disposizione non è mai infinito - e ricerca di quel cambiamento, di quella svolta verso cui tutti, che lo ammettiamo o no, continuamente viaggiamo...!

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Favoloso!

Scritto da nicoletta.meini il 23 agosto 2010

Questo libro è davvero... travolgente!!! L'ho consigliato a parenti, amici, colleghi e... nonostante erà, background e gusti diversi tutti ne sono stati entusiasti! Compratelo, leggetelo e... tifate per Pietro! Buona lettura!

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Traavolgente

Scritto da stefyberto il 11 agosto 2010

Come sempre Ammaniti mi prende..........e mi porta via! Ha una capacità pazzesca di farti entrare nei suoi libri e non vorresti fare altro che leggere ed arrivare in fondo. Peccato che dovevo lavorare, era l'unica cosa che riusciva a farmi chiudere il libro.

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Essenza pura

Scritto da luca.warlock il 08 agosto 2010

Ad oggi secondo me è il migliore scrittore italiano attuale, una storia intrecciata magnifica, personaggi che non dimenticherebbe nessuno. Fantastico. Pura essenza di letteratura. Incredibile. Da acquistare e leggere assolutissimamente!

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unico

Scritto da monica29 il 14 novembre 2009

il libri più bello che ho letto (nel genere ovviamente) ... duro, talvolta surreale come lo è spesso la "vita reale", emozionante, ma sempre tremendamente attento a quello che siamo, ai tempi, alle singole persone, alle emozioni... Io ho letto tutto di ammaniti, lo adoro, ma "ti prendo e ti porto via" rimane in assoluto un "unicum". Obbligatoriamente da leggere e da non dimenticare.

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Un libro magnifico!

Scritto da itafrancinglspa il 09 novembre 2009

Lo inizi, senza sapere cosa ti aspetterà...Lo divori, perchè dentro senti che non ne puoi proprio fare a meno. Lo finisci e....dentro di te scende una tristezza! Tutto questo senza sapere il perchè...senza sapere cosa di questo libro abbia provocato in te tutte quelle emozioni, quell'ondata, se è stata la storia d'amore o la storia dell'amicizia, se la rabbia o il fatto che a tratti sia surreale e che mostri un'umanità trasciata in un vortice, che è completamente impotente e che subisce le conseguenze di tutto ciò. Il secondo libro di Ammaniti che ho letto, surreale come il precedente! Non vedo l'ora di leggere tutti i libri di quest'autore per cercare di capire fin dove arriverà e che che cosa ispira queste storie avvincenti e scioccanti, se una fervida immaginazione o la cruda realtà quotidiana! Lo consiglio, nonostante in alcuni tratti sia abbastanza volgare e sicuramente surreale (tutte le recensioni a questo libro contengono questa parola, ma è l'unica che lo riassume abbastanza bene)!

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da VanessaReader il 01 ottobre 2009

Un libro straordinario. E' una storia di vite un pò ingarbugliate che alla fine si intrecciano fra loro. Ma si parla anche d'amore. Quello platonico fra due ragazzini, che si conoscono da sempre, e quello passionale tra una insegnante di italiano e un musicista spericolato che per tutta la vita non ha fatto altro che esibirsi nei locali notturni e "amare" le donne. Il tutto in una cittadina immaginaria dell'Italia centrale, Ischiano Scalo. Lo consiglio, perchè i risvolti possono essere imprevedibili. Su questo libro del grande scrittore Niccolò Ammaniti, Vasco Rossi ha scritto la celebre e omonima canzone.

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superlativo

Scritto da terry72 il 25 febbraio 2009

Grottesco e surreale... hai come la sensazione di essere su una giostra impazzita, e alla fine quando arrivi al capolinea hai solo voglia di piangere. Ciò che ti rimane è una strana sensazione di inquietudine...Assolutamente da leggere e da tenere sempre a portata di mano nelle prime file della libreria. Bellissimo.

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Ti prende e ti porta via

Scritto da MaristellaCopula il 08 novembre 2008

Ischiano Scalo,un paesino dove il mare c’è ma non si vede,un paesino che si arroventa al sole dell’estate e che d’inverno viene battuto da gelidi venti,popolato da un’umanità intessuta di storie parallele che si intrecciano fino a confluire in un unico riflesso di quotidiana realtà,è lo scenario di questo romanzo dai toni crudi e duri ma nel contempo delicati e commoventi ed in ogni caso coinvolgenti di Niccolò Ammaniti. E l’anima di questo paese si muove intorno alle vicende dei personaggi,con tutto il suo carico di pensieri interpretativi,di consensi o rigetti,di sommesse sentenze foriere di perdoni o di collettive condanne. Qui,troviamo il piccolo Pietro,un ragazzino dalla strada già disegnata da una cupa predestinazione,contro la quale,sembra inutile persistere nel cercare di cambiare lo stato delle cose:un padre violento,una madre malata di nervi,un fratello di poco intendimento,una famiglia in cui regna sovrana una spiccata anaffettività. Un ragazzino pieno di sogni per lo piu’ non così irrealizzabili,come frequentare il liceo e studiare zoologia,unito da una inspiegabile legame a Gloria,la bella,ricca e viziata figlia di un direttore di banca,per la quale nutre indefiniti sentimenti amical-amorosi. La storia di Pietro, s’interseca con quella di Graziano Biglia,playboy ormai sfatto dal sesso,dalle droghe e dall’età,nonché dalle menzogne o meglio da realtà travisate per alimentare la sua autostima,pervaso da una voglia silente di una normalità che si presta ad essere presa a calci dalla realtà e di Flora, insegnante di Italiano,anonima vita di donna,schiacciata da pesi di cui nessuno conosce l’esistenza e l’entità,avvolta nel bozzolo oscuro di una metamorfosi che si intravvede ma che,nel momento in cui sta per attuarsi,regredisce al primissimo stadio. E con loro,tutto un brulicare di personaggi che danno colore e spessore al racconto:il gruppetto dei bulli della scuola,capeggiato da Pierini,novello Franti di De Amicis,il poliziotto depresso la cui mente aspira ad un modello immaginifico di Clint Eastwood,il bidello ossessionato dal preconcetto di una sardità delinquente perennemente in agguato,l’assillante figura della madre del Biglia che trasforma in cibo tutte le sue nevrosi.Una lettura che,alternando un’ironia ed un’umorismo dilagante ad una intensa melanconia e drammaticità,nel contesto di una storia ottimamente strutturata,cattura,trascina,tiene incollati alle pagine e “Ti prende e ti porta via”.

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Ti prende e ti porta via

Scritto da lo.ve il 11 settembre 2008

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perplessa.....

Scritto da manuelav il 04 settembre 2008

credo che sia bello se ti piace il surreale e non ti disturba la volgarità invadente e gratuita...anche se l'ho trovato ben scritto non siamo affatto sulla stessa lunghezza d'onda...

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MI E' PIACIUTO

Scritto da PIPERITA00 il 31 maggio 2008

BELLA LETTURA, CON QUESTO LIBRO HO CONOSCIUTO AMMANITI. UNO DI QUEI LIBRI CHE NON LASCI FINCHE' NON E' FINITO....IN PRATICA UN AMORE NATO BAMBINO E IMPOSSIBILE A GUARIRE. ALTRE STORIE SI INTERSECANO, COME AVVIENE QUASI SEMPRE CON AMMANITI, MA LA VICENDA CHE LO SOSTIENE E',A MIO AVVISO, QUELLA CHE RIGUARDA I DUE AMICI INSEPARABILI BENCHE' TUTTO VOGLIA SEPARARLI.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da luisamaulella il 20 maggio 2008

Deludente!!!

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da nareleon@yahoo.it il 02 ottobre 2007

"Ti prendo e ti porto via": quello che tutti, presto o tardi, vorrebebro sentirsi dire. Intenso, surreale, umano.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da Vitt90 il 06 settembre 2007

Bel libro,ricco di descrizioni dttagliate e anche se l'ho detto parecchio tempo fa lo ricordo ancora.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da latorrechiara il 28 maggio 2007

L'ho trovato a volte banale, inutilemente volgare, surreale,... ma comunque non privo di profondi spunti di riflessione e affascinanti descrizioni. Inquietante, comico, dolce, triste,...queste sono le belle sensazioni che mi ha comunicato in modo magistrale. Penso però che alcune frasi, capitoli, momenti potevano non esserci, rovinano il "quadro" non lo arricchiscono.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da moramich@interfree.it il 14 settembre 2006

Un buon libro ben scritto, è eccessivo in qualche passaggio, ma da leggere di un fiato e dunque già per questo degno di nota. Ammaniti ha una ottima prosa e una capacità letteraria che ne fa uno dei milgiori autori italiani. Bravo

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da 2500018148544 il 12 aprile 2006

Un libro che si fa "divorare".... amore e odio, verità e bugie che si intrecciano nella vita dei protagonisti. Insomma, un libro che fino alla fine ti incuriosisce e ti strega.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da agnesepizzolla il 24 febbraio 2006

Come tutti i libri di Ammaniti, ti strega, ti fa innamorare e ti lascia la sensazione di un pugno nello stomaco. Coinvolgente, da divorare come le passioni di cui vivono i protagonisti. Bellissimo.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da SereA il 20 giugno 2005

Parto dicendo che io adoro come scrive Noccolò Ammaniti, e in questo libro é quasi geniale. Troviamo tutta una serie di coincidenze. Si parte con due personaggi che apparentemente non hanno nulla in comune, ma che poi, quasi senza che loro se ne accorgano, la loro vita si intreccia. Bella anche l'idea di affiancare la storia d'amore tra Graziano/Palmieri con la storia di amore/amicizia di Pietro e Giulia; due storie differenti tra di loro, ma in cui si può scorgere anche qualche caratteristica comune.

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Ti prendo e ti porto via

Scritto da RIVKAH il 13 aprile 2005

Una storia dolcissima, ma triste allo stesso tempo. La storia di una crescita "sociale" attraverso un dolore del tutto privato e una condizione di immaturità incolpevole. Bello.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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