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Per chi suona la campana

di Ernest Hemingway

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Sinossi

Durante la guerra di Spagna un americano combatte al fianco di un gruppo di partigiani repubblicani, innamorandosi di una giovane combattente e giungendo a sacrificare la propria vita per salvare i compagni e l'amata.

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laFeltrinelli Librerie - Siena

Scritto da Jean Paul il 11 dicembre 2012

La guerra terribile in Spagna vissuta da un soldato americano che la fa sua e la vive TANTO intensamente fino a donare la propria vita ai compagni e alla ragazza di cui si è innamorato.

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Recensioni

Da John Donne a Ernest Hemingway

Scritto da Renzo.Montagnoli il 14 gennaio 2014

Non è un caso se il titolo di questo romanzo è tratto da una poesia del famoso poeta inglese John Donne (Nessun uomo è un'Isola, /intero in se stesso. / Ogni uomo è un pezzo del Continente, /una parte della Terra. / Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare, /la Terra ne è diminuita, / come se un Promontorio fosse stato al suo posto, / o una Magione amica o la tua stessa Casa./ Ogni morte d'uomo mi diminuisce, / perchè io partecipo all'Umanità. / E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana: / Essa suona per te.) Benché Ernest Hemingway non rientri fra i miei narratori preferiti, per una molteplice varietà di motivi, non ultimo un certo tono di sufficienza a cui ha improntato non sue poche prose, ci sono due romanzi che ha scritto che secondo il mio giudizio sono delle vere e proprie eccellenze, per i temi trattati e per la misura con cui sono svolti. Mi riferisco a Il vecchio e il mare e a Per chi suona la campana. Quest’ultimo ha trovato ispirazione in una sua esperienza diretta nella guerra di Spagna, allorché l’autore americano vi fu presente, dalla parte dei repubblicani, in qualità di corrispondente. Forse la trama è anche troppo semplice, forse avrebbe dovuto affondare ancora di più il coltello nella piaga per dimostrare come, fra tutti gli orrori di un conflitto, sia insuperabile quello di uno scontro fra fratelli, ma c’è qualche cosa che non si deve sottacere e che permea l’intera opera: la morte. Sempre presente, in qualsiasi circostanza, sembra quasi il destino ineluttabile di ciascun protagonista, una morte di cui si è ben consapevoli anche quando si avvia una vera e propria azione suicida, una morte che è sempre al fianco, al punto di non temerla, perché prima o poi tutto finisce. Non c’è retorica in queste pagine, anzi c’è un distacco quasi giornalistico che annota la violenza come un fatto e proprio per questo ancor più lancinante è l’emozione che finisce con il provare il lettore. Inoltre, benché chiaramente dalla parte dei repubblicani, Hemingway usa la stessa misura per loro e per i franchisti, considera gli uomini sotto una diversa divisa come esseri umani, spesso inconsapevoli della scelta effettuata. In quest’ottica la guerra diventa un mostro opprimente che rivela la vera natura degli esseri umani e così per l’autore americano i buoni non sono tutti solo sotto un’unica bandiera e lo stesso dicasi per i cattivi, ben conscio che un conflitto è l’occasione ideale affinché ogni individuo possa dare il peggio o il meglio di sé. La Spagna descritta non è ovviamente quella colorata che troviamo in Fiesta, è invece una Spagna grigia, fatta di polvere, sangue e uomini dolorosamente nemici, pedine di una scacchiera le cui mosse sono decise dall’unico vero vincitore: la morte. Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film, uscito nel 1943 e che ebbe un grande successo, anche per la fama dei due attori protagonisti: Gary Cooper e Ingrid Bergman. Leggetelo, è sicuramente meritevole.

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eterno

Scritto da ELENASOLE il 26 dicembre 2012

Storia avvincente, dettagliata e si percepisce la profonda conoscenza dell'autore, delle tematiche, del vissuto di guerra. Ma risulta essere molto noioso nella parte centrale del libro. Bello il finale, un dialogo interiore molto forte.

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Insoddisfacente

Scritto da Lemuel91 il 16 dicembre 2011

Hemingway è un grande autore e sa quello di cui parla perché si basa su esperienze di vita, ma ciò non toglie che sia un libro un po' noioso. Vorrebbe che il lettore si sentisse tanto teso e in ansia quanto il protagonista e i suoi comprimari, col risultato che spesso l'azione ristagna e si fatica ad arrivare alla fine.

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Buono

Scritto da francescazangari il 20 maggio 2010

Mi è stato regalato da un'amica. Devo dire che all'inizio mi ero stancata di leggerlo, ma poi l'intreccio della vicenda amorosa tra Robert e Maria, l'amicizia tra i componenti della banda, la super donna Pilar, mi ha appasionato. Consiglo di leggere Per chi suona la campana a tutti, che data l'apparenza sembra lungo ma se si legge con passione si riduce a poche pagine...

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La mia recensione

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