Spingendo la notte più in là
di Mario Calabresi
€ 8,07
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- Listino€ 9,50EditoreMondadoriCollanaPiccola biblioteca oscarData uscita04/05/2009
- Pagine140LinguaItalianoEAN9788804580447
Sinossi
È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.
Recensioni
da leggere di un fiato
Scritto da riz3 il 23 febbraio 2012
Mi sono avvicinata a questo libro su consiglio di mio padre che per una settimana non faceva altro che parlarmene. Ho iniziato a leggerlo e nel giro di un'ora mi sono accorta di averlo finito. Questo libro ti rapisce, ti trasporta nella vita di una famiglia divorata dal dolore, ma che ha avuto la forza di rialzarsi e di lottare. Più di una volta ho dovuto trattenere le lacrime, ma spesso non ci sono riuscita. Lo consiglio, perchè è un modo alternativo di avvicinarsi alla scoperta di un periodo buio della nostra Repubblica, di cui poco si conosce, se non attraverso stereotipi. Grazie a questo libro mi sono resa conto di voler sapere di più, di voler capire. Assolutamente da leggere, possibilmente tutto d'un fiato.
3 buoni motivi per leggere questo libro
Scritto da cinziasuglia il 17 maggio 2012
1. La dignità. Questo libro trasuda dignità, senso dello Stato e della giustizia, decoro ed umanità. La signora Gemma, moglie del commissario ucciso nel '72, una donna esemplare. 2. La memoria. Questo libro va letto per non dimenticare, perchè - come dice Calabresi - gli scaffali delle librerie sono sempre pieni di versioni unilaterali sugli anni di piombo e queste non vengono dalle voci di chi stava dalla parte dello Stato. 3. L'intensità. Mario Calabresi è un Giornalista e sa scrivere molto bene. Poche semplici parole hanno saputo rendere l'intensità di un momento profondo quanto un dolore che non guarirà mai: mi sono commossa nell'essenziale descrizione della consegna della medaglia d'onore alla signora Gemma da parte del Presidente della Repubblica.
Da leggere
Scritto da fra.cappa il 05 febbraio 2012
un libro che mi è stato regalato a Natale e che poi ho regalato ad altri che come me sono nati negli anni 80...questo libricino trasmette più di una storia più di una emozione. Da leggere e rileggere per sapere, per non dimenticare, per cercare nel proprio piccolo di cambiare le cose sbagliate che hanno generato e possono produrre un dolore così.
toccante, commovente
Scritto da eli79london il 06 settembre 2010
per non dimenticare un passato in apparenza lontanto ma che e' ancora incredibilmente vicino... un libro toccante e commovente, per non dimenticare.
Il figlio onora il padre.
Scritto da rebolia il 05 settembre 2009
Non è mai facile scrivere su accadimenti violenti che hanno ingiustamente interrotto la vita di qualcuno. Se poi chi scrive è il figlio di Mario Calabresi ovvero Giorgio la difficoltà è veramente una montagna da scalare. Invece viene fuori un libro duro, ma delicato al tempo stesso, dove al fuoco di fila cui venne sottoposto in maniera criminale e chirurgica da quei "bravi ragazzi" di Lotta Continua, si contrappone la vita familiare con i suoi ritmi i suoi gesti. E leggendo su quest'ultima la riflessione dell'uomo democratico, si disgusta una volta di più nel sapere che l'indifferenza ha ucciso due volte, come dice il figlio nel libro, l'ispettore Calabresi, la prima nella maniera violenta e la seconda cercando di dimenticare un personaggio "scomodo" per l'italietta repubblicana. Troppo tardi, e che non coprono di certo un buco le commemorazioni ufficiali della Regione Lombardia alla memoria dell'Ispettore Calabresi degli ultimi anni. Troppo ingiustizia per chi si permette ancora oggi di infangarne la memoria con sudicie scritte sui muri o slogan cantanti nei cortei. Meno male il miglior ricordo rimane in questo libro impresso dal figlio e gli rende molta più giustizia di uno Stato come sempre assente coi suoi più umili e fedeli servitori della causa. Buona lettura!







