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La malapianta

Antonio Nicaso, Nicola Gratteri

La malapianta

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€ 14,87-15%

 

Listino
€ 17,50
Editore
Mondadori
Collana
Strade blu
Data uscita
29/01/2010
Pagine
192, rilegato
Lingua
Italiano
EAN
9788804593690

Dopo la strage di Duisburg, nell'agosto del 2007, il mondo sembra finalmente essersi accorto della 'ndrangheta. Eppure la potente organizzazione criminale calabrese esiste indisturbata da decenni, o da decenni c'è chi quotidianamente rischia la vita per combatterla. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, è certamente una delle personalità più controverse e affascinanti coinvolte in questa guerra. Spesso criticato per la durezza dei suoi metodi, Gratteri è nato in Calabria e dalla sua regione d origine non ha mai voluto andarsene, anche a costo di grossissime rinunce. Una vita interamente dedicata alla giustizia, a prezzo di scelte difficili, come per esempio quella di perseguire penalmente persone in passato vicine, magari amici di infanzia o compagni di scuola. In questo libro il grande investigatore anti-'ndrangheta si racconta ad Antonio Nicaso.

Parole chiave laFeltrinelli
criminalità organizzata,mafia,ndrangheta
Genere
criminalità,mafia,carceri

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La Malapianta

Scritta il: 31 luglio 2010

E' vero, «certi politici sono come gli scogli, "l'acqua li bagna e il sole li asciuga". Molti ancora non hanno capito che la forza delle mafie è direttamente proporzionale alla debolezza della politica, o meglio a quell'intreccio tra mafia e corruzione politica che equivale a quel sistema di governo che da sempre gestisce l'intervento pubblico al Sud e il patto di ferro tra Stato e mafia». Parole forti, decise, severe, un'appassionante e documentata memoria che parte dalle radici (forti e profonde) e arriva fino ai rami attuali (e ai suoi frutti avvelenati) di quella che è un'angosciosa "malapianta" della nostra terra, la 'Ndrangheta, rossa come il sangue delle sue vittime. La ferma personalità di un uomo, la sua dignità raccontata attraverso il lavoro di magistrato e la triste consapevolezza che tutto quello che si è fatto non basta, troppo alto è il rischio di non uscirne più e di restarne travolti, tutti. Nicola Gratteri mette a nudo spiacevoli verità attraverso indagini in prima persona, una realtà troppo cruda e minacciosa che forse crea un certo fastidio ai più. In Calabria, e ormai anche in tanti paesi del Settentrione (ed ecco venir fuori tutta la sua potenza), la 'ndrangheta ha assunto un ruolo istituzionale ed eversivo con cui vengono messi in discussione i principi della democrazia e della convivenza civile. La 'ndrangheta vota e fa votare e il voto rappresenta proprio il legame tra mafia e democrazia. Se le mafie fossero state solo organizzazioni criminali, sarebbero state sconfitte, come è successo con il terrorismo e il brigantaggio, ma qui si parla d'altro, si parla di un'organizzazione globalizzata con un fatturato annuo di 44 miliardi di euro, pari al 2,9% del PIL, senza contare i profitti maturati dal riciclaggio di denaro sporco. In questo contesto, la cocaina è diventata "il vero miracolo del capitalismo contemporaneo", che tiene ormai in piedi anche le economie dei paesi più industrializzati. «Per loro il problema non è più quello di fare soldi, ma di giustificare la ricchezza ed evitare che marciscano». C'è una soluzione in tutto questo? Secondo Gratteri, come è ovvio, l'unica strada percorribile sembra solo quella di un'adeguata legislazione che vada, però, oltre la logica dell'emergenza e la schizofrenia dell'emotività. Una legislazione che, almeno con l'ultimo decreto sulle intercettazioni, "sembra essere stata concepita da persone che non hanno mai fatto un'indagine". (www.giovannideluca.net)

GIOVANNI
giodeluc


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