Venuto al mondo
di Margaret Mazzantini
€ 11,90
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- Listino€ 14,00EditoreMondadoriCollanaOscar grandi bestsellersData uscita25/05/2010
- Pagine540LinguaItalianoEAN9788804599425
Sinossi
Una mattina Gemma lascia sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico.
Recensioni
Finale sconvolgente.
Scritto da rosangela97 il 07 settembre 2011
Posso dire che questo è il miglior libro che la Mazzantini abbia mai scritto, forse abbastanza diverso dal suo precedente, "Non ti muovere". Parla di un amore nato a Sarajevo durante le olimpiadi invernali tra Gemma e Diego, fotografo genovese, sotto gli occhi di Gojko, amico di entrambi. I due poi si troveranno in mezzo ad una guerra straziante, tra le più crudeli, dove Diego si ucciderà successivamente per il forte strazio di quella gente morta inconsapevolmente. Gemma si salva assieme a Gojko, e lei porterà in Italia il figlio di Diego avuto con Aska. Alla fine c'è un colpo di scena, che neanche io mi aspettavo. E' uno dei pochi libri che ti spinge a leggerlo pagina per pagina senza mai annoiarti. Leggetelo!!
consigliato
Scritto da ricucciIda il 28 febbraio 2012
un finale inaspettato anche se sembra essere un po' forzato. Comunque un bel romanzo, consigliato!!
preparatevi a piangere!
Scritto da cocci87 il 27 dicembre 2011
Un libro splendido che vi trasporterà in una storia ricca di emozioni. Non riuscirete a smettere di leggerlo, non riuscirete a staccarvi da questa storia così ricca di tensione e passione... Non riuscirete ad estraniarvi dalle vite dei protagonisti finché non arriverete all'ultima pagina. ...come non innamorarsi platonicamente di Diego!?!?! Chi ha la lacrima facile prepari i fazzoletti per il finale.
Splendido!
Scritto da meba85 il 22 dicembre 2011
Un libro bello e doloroso, che ho cominciato ad apprezzare sempre più una volta finito di leggere. L'orrore della guerra e il disperato desiderio di maternità si intrecciano fino a sopraffare i protagonisti e lo stesso lettore. Straziante, palpitante, commovente: "Venuto al mondo" è un libro che non si dimentica facilmente. L'idea che da qualcosa di orribile e straziante possa nascere qualcosa di buono ha qualcosa di terribilmente bello e poetico.
Commovente!
Scritto da Elisewin90 il 21 dicembre 2011
Un libro assolutamente da leggere.Commovente,emozionante,con un'ambientazione storica perfetta..la Mazzantini riesce a coinvolgere totalmente il lettore tra le strade di Sarajevo,lasciando con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Venuto al mondo - Da leggere!!
Scritto da mimicat il 10 novembre 2011
Per un anno assopito tra “La solitudine dei numeri primi” e “Il principe della nebbia”, fino ad un giorno di ottobre, quando decido che è ormai arrivato il suo momento. Mi accompagna il presagio di delusione tipico dei lavori di un autore successivi al capolavoro. E dopo “Non ti muovere” le possibilità di “non essere all’altezza” sono molte. Tieni un capo del filo, con l’altro capo in mano io correrò nel mondo. E se dovessi perdermi tu, mammina mia, tira. Basterebbe la dolcezza di questi versi per intuire che ancora una volta la scrittrice irlandese mette a segno il tiro. Un romanzo intenso e struggente che conferma la forza letteraria della Mazzantini e la sua capacità di donare dignità agli aspetti più bassi dell’uomo. Una mattina Gojko, poeta bosniaco, interrompe la vita romana di Gemma, riportandola a Sarajevo, questo volta in compagnia del figlio pietro. Ripercorrendo la città che cerca di rinascere, Gemma torna indietro nel tempo. Torna alle Olimpiadi del 1984 quando conosce Diego, il fotografo di pozzanghere, L’amore della sua vita. Un amore che lotta contro la guerra e contro un destino biologico che gli nega la gioia di un figlio. 529 pagine che meritano di essere lette.
Un ottimo libro
Scritto da momorugby il 09 novembre 2011
Un libro stupendo, su questo non c'è alcun dubbio. Stilisticamente ineccepibile. L'autrice è capace di farti vedere cose che non hai visto, fartele sentire vicine, come se stessero accadendo nella tua città. E' in grado di farti palpare emozioni catapultandoti nel vissuto dei personaggi. Parole che fanno male, entrano nel cuore, ti segnano. Perché quattro e non cinque, questo è il punto. Per me la scrittura è emozione, passione, ispirazione subitanea. Nessun calcolo, nessuna previsione. Ad un tratto ho però percepito una sensazione: il romanzo era come se fosse stato scritto per tappe, appuntamenti prefissati a cui arrivare per mezzo di uno corposo, pieno di spunti di riflessione. Un ultimo appunto: non condivido la lunga attesa dell'incontro tra Gemma e Aska. Da un punto di vista narrativo è un incontro intenso, che poteva rivelarsi solo lungo la conclusione del racconto, allo stesso tempo però è poco plausibile tutta quella lunga estenuante attesa e il nascondimento perpetuato da Gojko. Per il resto, un capolavoro.
storia interessante...
Scritto da dilaga il 09 novembre 2011
La storia molto bella è interessante, lo sviluppo non è in linea con i presupposti. Libro che spesso ha fasi di calo, sopratutto si ha la sensazione di volersi dilungare per quella strana moda di oggi di dover scrivere libri superiori ad un certo numero di pagine.
Immensa Mazzantini.
Scritto da andrea30111 il 09 novembre 2011
Un romanzo mondo in cui entri con facilita' disarmante. Il vero prototipo di romanzo completo, storia d'amore, guerra e naturalmente la mia passione : Fotografia. A tratti dolce, a tratti crudo, la Mazzantini con questo libro supera nettamente il già' ottimo, a mio parere, "Non ti muovere". Un libro immancabile!
da non perdere
Scritto da ale1978 il 26 agosto 2011
Da leggere assolutamente. Gemma e Diego sono l'Amore attraverso cui l'Autrice descrive il dramma di Sarajevo, le cui notizie ascoltavo distrattamente dal ritorno da scuola. Un'ottima occasione per soffermarsi sulla capacità dell'uomo di generare il male. Anche Gojko, il poeta che inizialmente si sottrae alla spirale dell'odio, alla fine cede e partecipa alle atrocità della guerra. Un monito per tutti noi. Il personaggio che mi ha suscitato una gran tenerezza è il capitano Giuliano.
Diego è l'uomo dei miei sogni.
Scritto da Leighton il 01 agosto 2011
Intenso, deciso, ricco di descrizioni. Un bellissimo libro, che va per le lunghe senza pesare. Una protagonista che viaggia attraverso la sua vita, le sue emozioni, le sue sensazioni ed arriva a ripercorrere attraverso un viaggio, la sua storia d'amore infinita. Diego e Gemma, Gemma e Diego. Sembrano quasi dover restare insieme per sempre. Adoro il personaggio di lui, è uno di quei ragazzi che ti strappano sorrisi. Un protagonista maschile degno di questo nome. Ottimo libro. Triste alla fine, ma eccezionale.
Finale strappalacrime
Scritto da penel0pe il 29 luglio 2011
E' un libro che parla d'amore.L'amore materno, l'amore fra uomo e donna, l'amore fra amici, l'amore fra popoli, l'amore familiare. Non si può non commuoversi davanti a questa storia che è bella, ben raccontata e triste e a lieto e cattivo fine insieme. E poi la Mazzantini quando scrive è come una di noi,che vive le sue storie,le sue gioie e le sue delusioni come le viviamo tutti:con semplicità,difficoltà,rabbia,dolore,amore..insomma umanità. -"Quanto a me, sono come la maggior parte delle persone,credo in Dio ogni tanto,quando ho timore." -"Sono una donna graffiata dall'intellingenza,tutto quello che sembrava aiutarmi adesso mi lascia.Della fede non ho il coraggio e nemmeno l'innocenza." -"E m'è sembrato di capire qualcosa che non avevo mai capito prima.Invecchiando si può di colpo diventare avari di se stessi,aridi con il mondo,perchè niente ci ha davvero ricompensati." -"Tieni un capo del filo,con l'altro capo in mano io correrò nel mondo.E se dovessi perdermi tu,mammina mia,tira." -"IO ero stata la balena,il dorso forte su cui lui s'era fermato,come un uccello in attesa del vento che lo restituisse al suo viaggio.E prima di andarsene,per ricompensarmi,mi aveva portato con il becco un pesce,raccolto dal mare per me."
Il più bel libro che ho letto..
Scritto da genoeffa91 il 23 giugno 2011
Meraviglioso. E' l'unico commento che riesco a dare a questo libro. Una storia per niente banale che racconta come la vita di Gemma sia stravolta da una telefonata che la invita a tornare a Sarajevo dove anni prima ha vissuto un amore travolgente con Diego segnato dagli orrori della guerra. Si aggiunge anche una maternità voluta e ricercata che fa intraprendere a Gemma una battaglia contro la natura. Un libro assolutamente da non perdere, 600 pagine da leggere tutte d'un fiato per lasciarsi travolgere dal libro più riuscito della Mazzantini.
Superbo
Scritto da topolino71 il 06 febbraio 2011
Un romanzo straordinario per l'intreccio della trama e per lo stile narrativo della Mazzantini. Una storia in cui si fondono perfettamente, amore e odio,speranza e disillusione, gioie e tragedie, regalando al lettore commozione e coinvolgimento ad ogni pagina. Da leggere
Mazzantini magnifica
Scritto da flofly il 31 dicembre 2010
La mazzantini non delude. Leggendo mi sono chiesta "possibile che tutto questo sia successo così vicino a me, quando io esistevo? E noi cosa stavamo facendo, intanto?" Racconta un pezzo della nostra storia con un realismo unico, ti rattrista, ti colpisce duramente, ti distrugge. Eppure, intorno ad uno scenario di guerra così forte, riesce a costruire una storia d'amore e di gioia che tengono il lettore in sospeso fino all'ultima pagina.
Il migliore letto negli ultimi mesi
Scritto da sprisca81 il 25 dicembre 2010
La mazzantini non si smentisce, questo libro è un piccolo capolavoro. Intenso, crudo, duro...interessante perchè parla di una guerra che è stata tanto vicina a noi. Coinvolgente perchè parla di una maternità cercata, voluta, negata...il dramma di tante donne. Un finale a sorpresa, un libro veramente che lascia qualcosa.
Bellissimo ed intenso
Scritto da etr001 il 17 dicembre 2010
Un testo assolutamente da non perdere, per chi vole sentire tutta la drammaticità della guerra in Bosnia, attraverso i sentimenti umanamente veri dei protagonisti, che siano deboli o forti, nei quali si puo' riconoscere la forza e la debolezza umana.
Un amore profondo
Scritto da ChiaraDambrosio il 08 dicembre 2010
Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Ritengo che la Mazzantini abbia descritto benissimo i personaggi, i loro sentimenti e le loro emozioni. I protagonisti, Gemma e Diego, sono due persone estremamente diverse tra loro, che si ritrovano unite da un enorme sentimento pieno di passione. La voglia di maternità viene affrontata in maniera realistica, descrivendo perfettamente i desideri di una donna che vorrebbe mettere al mondo un bambino ma la natura le è avversa. Questo porta la coppia ad una scelta estrema che cambierà tutto il corso della loro vita che si comprenderà appieno solamente alla fine.
Storia di un amore incondizionato
Scritto da jhoanna il 16 novembre 2010
Ho amato questo libro fin da subito. E' il racconto delle varie sfaccettature che assume un evento straordinario qual è la maternità, sullo sfondo di un evento tragico ed insensato rappresentato dalla guerra. Questa storia di un amore tra due giovani così diversi, sul quale nessuno avrebbe mai scommesso, affronta il tema della maternità, della guerra, dell'amicizia che solo la penna così sensibile della Mazzantini avrebbe potuto trattare in una maniera così delicata. Il finale, intenso e drammatico, dimostra che anche dal letame può nascere un fiore, quando è coltivato da un amore incondizionato: quello di Gemma per il figlio.
Ottimo
Scritto da Py87 il 09 novembre 2010
E' uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Un libro crudo, che affronta temi difficili. Un libro scorrevole e pieno di contenuti, di storia. Un capolavoro.
Come una poesia...
Scritto da Paquitina il 21 settembre 2010
Forte, crudo, scava i sentimenti. Questo libro è distruzione, è dolore, è morte, è drammatico...è GUERRA, la guerra di sarajevo, la guerra di una donna, che pur non essendo forte caratterialmente, lotta per quella vita che le è stata negata, del ragazzo di genova che ama l'amore,la vita... del poeta dalla risata rauca, della pecora chiamata carota che sogna una vita migliore ascoltando i nirvana per addormentarsi, di quell'adolescente che chiede amore silenziosamente, della piccola Sebina che balla con le sue scarpette luccicanti, della fioraia di sarajevo, e di tutti quei personaggi che per la loro semplicità, la loro purezza, la loro speranza, mi hanno fatto emozionare. Un libro bellissimo pieno di poesia nel testo e nella storia.
un viaggio nel dolore
Scritto da rroberta78 il 14 settembre 2010
Venuto al mondo raffigura un viaggio tormentato negli angoli più antichi e profondi dell'amore e della maternità. Gemma, amante, madre, ricostruisce con passione e dolore la sua storia e quella di suo figlio, Pietro. Trova, lungo questo percorso,il possesso, il tradimento, la paura. Un amore nel fuoco della guerra, la necessità di un figlio come richiamo di vita e di riconoscimento, un urlo d'amore.
Un romanzo egoista
Scritto da Tersy il 13 settembre 2010
"Venuto al mondo" è un romanzo egoista che si riflette truce e senza speranza nella Bosnia degli anni 90 e contemporanea. Gemma è egoista perché desidera questa maternità a tutti i costi, comprando la povertà della guerra. Diego è egoista per il motivo opposto: preferisce la distruzione, l'effetto fotografico a quel piccolo embrione di famiglia che sta costruendo Gemma con fatica. Gojko è anch'egli un egoista, anche se illuminato dal bagliore della poesia: lui soffre e scrive, talvolta impreca in bosniaco. L'unica cosa a tenerli uniti, davvero, non è l'amicizia. È la cenere di Sarajevo, che seppellisce ad uno ad uno i suoi cittadini. Ed è proprio questa a farli ritrovare, per l'ultimo sorso di amara verità. Un romanzo denso, forte come un pugno nello stomaco.
Una storia che lascia il segno
Scritto da nunzia16 il 13 settembre 2010
E' una storia che lascia il segno e che mi ha coinvolto a tal punto da decidere di andare a visitare i luoghi in cui si svolge parte del racconto, ossia Sarajevo. Uno di quei libri che una volta chiusi, continuano a parlare, che divori d'un fiato e che poi ti dispiace finiscano.
La Paura di essere donna,La realtà del mondo.
Scritto da julesrome il 06 settembre 2010
Colpi di scena, emozioni, paure chhe si sommano in queste pagine dettagliate, ma di dettagli che solo la mazzantini riesce a cogliere nella realtà del mondo. Un libro che commuove,scava nella profondità di ognuno di noi e alla fine, lascia vuoti, attoniti, troppo sconvolti da cio che si è letto. "venuto al mondo" si, perchè tutto ciò che facciamo è nascere, il resto è deciso dal destino, che sia positivo oppure no.
Cronaca di una maternità ricercata
Scritto da angirl74 il 02 settembre 2010
Certo, le ultime pagine sono scioccanti. Pensavo di poter chiudere questo faticoso libro in tranquillità, che il peggio fosse passato. E invece. Invece si viene investiti da un'offensiva finale troppo grande da sopportare, tanto da chiedersi perfino se era necessaria. Di orrore se ne era già letto molto già nelle pagine precedenti, durante la descrizione dell'assedio di Sarajevo che viene restituito con una crudezza da rabbrividire. Dunque già era difficile farci i conti, nelle ultime 50 pagine arriva la stangata. Ma era necessaria al senso complessivo della storia, una riflessione sulle strade oltremodo tortuose della vita. In questo senso molto cristiana, anche se non c'è quasi nulla che rimandi alla religione nel libro. Dunque Pietro, il figlio, è "venuto al mondo", la sua vita è arrivata, il suo bisogno di essere un figlio amato si è incontrato con il bisogno di una madre che aveva compiuto un lungo e doloroso cammino di essere tale. Certo che rimane tutto quel dolore...
Luoghi reali e spazi emotivi
Scritto da CriCoppo il 24 agosto 2010
La dolorosa ricerca di una donna che attraversa luoghi reali e spazi emotivi. La bellezza di un sogno, la crudezza delle speranze deluse, la forza dell'amore.
un viaggio
Scritto da enrimonte il 24 agosto 2010
Il viaggio è il filo conduttore. Da un viaggio nasce un amore, da un viaggio nasce una speranza. Un viaggio porta alla morte, un viaggio porta alla verità. Bello, avvincente. Una verità dura da digerire, come tutte le verità che poco ci piacciono.
straziante come solo la vita sa essere
Scritto da elidetrab il 23 agosto 2010
Straziante, drammatico, intenso, vero: sospesi i giudizi, non rimangono che gli accadimenti della vita conditi dalla nostra turbolenza affettiva e cognitiva.
Riflessivo
Scritto da aless-cut il 18 agosto 2010
Grande autrice la Mazzantini, libro spesso nel contenuto e nelle pagine, un insieme di sentimenti travolti dal corso della storia. Molto bello, altamente consigliato.
Dedicato a tutte le madri del mondo
Scritto da raffag il 16 agosto 2010
"Speranza, penso a questa parola che nel buio prende forma. Ha la faccia di una donna un pò sgomenta, di quelle che trascinano la loro sconfitta eppure continuano ad arrabattarsi con dignità. La mia faccia, forse, quella di una ragazza invecchiata, ferma nel tempo, per fedeltà, per timore" Sullo sfondo dell'assedio di Sarajevo, la storia magnifica e dolorosa dell'amore tra Gemma e Diego, della disperata ricerca di una maternità. L'arrivo, infine, inaspettato, di Pietro quasi a dimostrare che nonostante tutto il male della guerra ed il dolore delle vicende dei protagonisti, alla fine esiste la speranza di un nuovo inizio. Coinvolgente.
Un libro che avrei potuto abbandonare.
Scritto da tissipilli il 13 agosto 2010
Questo libro è un bel mattoncino di 529 pag. di cui purtroppo risultano scorrevoli soltanto le prime 50, basta poco per accorgersi che l'autrice non fa altro che allungare il brodo con continui paragoni, rimandi, figure retoriche, che rallentano il flusso di pensieri dei personaggi e distolgono il lettore dalla vicenda. L'autrice, invece, si sarebbe potuta dedicare maggiormente alla caratterizazione dei personaggi, lasciata ad un livello più che superficiale, o alla descrizione dei luoghi. L'idea da cui nasce il romanzo è buona, moderna, interessante, può anche essere commovente, ma purtroppo non è stata sviluppata nel migliore dei modi.
da non perdere
Scritto da amaca il 11 agosto 2010
il miglior libro della Mazzantini. intenso, avvincente, commovente. Ha un ritmo serrato e calibrato, e la pienezza dei sentimenti non cede mai al compiacimento letterario. Una storia d'amore sui limiti dell'amore, coniugale e filiale. L'ho letto tutto di un fiato, cosa che non mi e' successa con nessuno dei precedenti.
bello
Scritto da fcucchi il 05 agosto 2010
A me e' piaciuto. Va interpretato e digerito. Una grande storia d'amore che nasce, cresce e piano piano finisce...apparentemente! C'e' un po' tutto: l'amore, il dolore, la passione, la vita e la morte. Io ci ho trovato l'egoismo di oggi, egoismo nel vivere il nostro dolore come esclusivo senza sforzarsi di vedere la vita, i desideri, le paure, le sofferenze degli altri.
mare cristallino
Scritto da zepp il 22 luglio 2010
Prendono vita le parole che fotografano le emozioni; prende vita il dolore; prende vita l'amore che assorbe l'anima; prende vita il non-detto, l'indistinto che si scorge nelle vibrazioni di una pozzanghera; prende vita un piccolo delirio che arrotola i ricordi; prende vita il pulsare delle sensazioni che reclamano la vita. Come una noce, un piccolo spazio pieno di amore, verità, dolore, follia, semplicità complessa, lacrime, attese.
pesante
Scritto da Giulia2000 il 08 luglio 2010
Un romanzo avvincente ma troppo lungo e pesante, senza un filo di gioia o di ironia, la visione delel cose deformate dalla ansia del volere essere madre a tutti i costi, angosciante e eccessivo.







